Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

domenica 15 novembre 2009

AIELLO CALABRO: il comune snobba le vittime del terrorismo


AIELLO CALABRO – sembra che il Sindaco Iacucci non abbia compreso il senso della denuncia del dott. Lorenzo Conti. È ovvio che il problema di fondo non è se o meno il Comune di Aiello Calabro abbia acquistato con soldi pubblici i libri di Barbara Balzerani. Tuttavia, anche se come dichiara in una nota il nostro Sindaco, il comune di Aiello Calabro non ha acquistato libri dalla terrorista, è innegabile che la nostra amministrazione ha fornito alla stessa la piazza, il mercato ed ha sponsorizzato il libro attraverso manifesti, che a mio parere è ancora più grave. Il problema di fondo, che il Sindaco di Aiello Calabro ha sorvolato con astuzia politica, è se è corretto o meno da un punto di vista etico - morale che le istituzioni “celebrino” i protagonisti del terrorismo brigatista. Mi sarei aspettato dal nostro primo cittadino, che si definisce “uomo di Stato e delle Istituzioni”, un riconoscimento amministrativo all’amico Lorenzo Conti, figlio di un Sindaco che può essere considerato un eroe positivo, in quanto rifiutò la scorta per evitare l’ennesima strage di innocenti. Invece nemmeno una stretta di mano, un saluto all’amico Lorenzo che da Firenze per la prima volta è venuto nel nostro Comune. Il dott. Iacucci, non ha avvertito l’esigenza morale ed istituzionale di dare il benvenuto ad un figlio di un suo collega, vittima del terrorismo brigatista, nella sua comunità. Voglio sottolineare infatti che al convegno che l’UDC locale ha organizzato sul tema “gli anni di piombo, dalla parte delle vittime” era completamente assente l’amministrazione comunale, che invece era presente in blocco alla manifestazione con la terrorista Balzerani, che dal carcere rivendicò l’assassinio di Lando Conti. È strano che il Sindaco di Aiello Calabro abbia sentito l’esigenza di chiarirsi con il COISP quando invece non ha sentito il bisogno di chiarirsi con l’amico Lorenzo Conti, come è strano che ha ospitato con soldi pubblici la terrorista Barbara Balzerani e poi ha snobbato l’amico Conti come se fosse il peggiore dei criminali. Tutto questo fa riflettere e mi domando se l’amministrazione comunale di Aiello Calabro sia dalla parte delle vittime oppure dalla parte dei terroristi.

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domenica 1 novembre 2009

UDC: CESA, PARTITO IN CALABRIA CONTINUERA' A CRESCERE

AGI) - Lamezia Terme (Catanzaro), 31 ott. - "L'Udc in Calabria e' cresciuto e crescera' sempre di piu'". Lo ha affermato il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa nel corso degli stati generali del partito a Gizzeria. "Stiamo affrontando una campagna elettorale con un approccio totalmente diverso - ha aggiunto Cesa - data la situazione che c'e' nel Paese. Abbiamo deciso di parlare prima dei programmi e delle questioni che riguardano la vita della gente, cercando di capire anche perche' una regione complessa come la Calabria, con dati allarmanti, ha delle situazioni sul territorio completamente diverse, una cosa e' la provincia di Cosenza, una cosa quella di Reggio Calabria e un'altra cosa ancora e' la costa".

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sabato 31 ottobre 2009

MENIA, RADIOATTIVITA' 3-6 VOLTE SUPERIORE A NORMA IN ZONE COMUNE DI AIELLO CALABRO


In alcune zone del comune di Aiello Calabro (Cosenza) è stato rilevato un "inquinamento grave" con valori radioattivi "da tre a sei volte superiori alla norma". Lo ha detto il sottosegretario all'Ambiente Roberto Menia nel corso dell'informativa del governo alla Camera sulla cosiddetta nave dei veleni scoperta al largo della Calabria.
Il sottosegretario ha elencato tutti gli interventi che si stanno mettendo in campo - sia sulla terraferma che in mare - per procedere entro tempi brevi all'accertamento dei reali valori di inquinamento della zona ed ha annunciato che verrà fatta una "indagine sistematica" su tutto il fiume Oliva.
Quanto alle aree dove è già stato rilevato l'inquinamento, sulla terraferma, Menia ne ha indicate quattro: nella zona di Valle del Signore è stata scoperta una cava "riempita di rifiuti di diversa tipologia"; in località Carbonara gli esperti hanno ravvisato la presenza di "migliaia di metri cubi di rifiuti urbani e industriali"; in due diversi punti in località Foresta sono stati individuati sia una zona (2.000 metri quadri per uno spessore di tre metri) piena di rifiuti composti da "polvere di marmo, caratterizzato dalla presenza di metalli pesanti con valori superiori a quelli consentiti dalla legge per siti industriali e una presenza di Cesio 137", sia un manufatto di cemento, alla profondità di 11 metri, pieno di "rifiuti con concentrazioni elevatissime di metalli pesanti quali mercurio, cobalto, selenio".


FONTE:WWW.ANSA.IT

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Rutelli: «Io con Casini e Fini? Si vedrà»


Il presidente del Copasir: «Unire le forze che ragionano e che vogliono lavorare per risolvere i problemi del Paese»


ROMA - Non si tira indietro. Anche perché «bisogna cercare di far incontrare e di unire le forze che ragionano e che vogliono lavorare per risolvere i problemi del nostro Paese». Francesco Rutelli arriva agli Stati Generali del Centro organizzati dall'Udc e ribadisce la gravità della crisi economica e l'asprezza dello scontro politico. In questo difficile contesto, fa intendere il presidente del Copasir, è necessario unire tutte le forze che puntano a un rilancio dell'Italia. «Lavorare assieme a Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini?» gli chiedono. «Questo si vedrà...» risponde Rutelli.APPRODI STABILI E SICURI - Poi l'esponente del Pd sale sul palco ed espone meglio il suo pensiero: «Guardare oltre la crisi significa lavorare per unire le forze che vogliono ragionare e costruire nel Paese una strada in cui riformatori democratici e moderati, dopo anni di populismo, possano trovare approdi stabili e sicuri. Ho fiducia che creeremo insieme le condizioni per raggiungere questi obiettivi». Rutelli si dice sicuro che «questo impegno comune risponderà alle attese di moltissimi italiani». E raccogliendo gli applausi della platea critica il bipolarismo: «Sarebbe un grande male - dice - una camicia di forza sopra un vestito di Arlecchino. Abbiamo bisogno di una democrazia dell'alternanza matura. Già facendo funzionare una clausola elettorale del 4-5% l'Italia ha cominciato a riassumere i grandi orientamenti del popolo italiano. Occorre formare le alleanze in base a ciò che unisce». Rutelli rivolge quindi un riconoscimento al partito di Casini per il coraggio dimostrato negli ultimi due anni «con una politica che ha segnato punti importanti attraverso un'opposizione positiva». Il presidente del Copasir invita quindi i vertici dell'Udc: «Non ragioniamo dentro orizzonti ristretti di partiti con una storia importante ma che hanno dimensioni insufficienti rispetto ai problemi del Paese». A settembre crescerà sempre di più l'evidenza della crisi nelle imprese, con la perdita di posti di lavoro, e si apriranno nuovi conflitti in campo giudiziario, mentre si moltiplicheranno le tensioni nella maggioranza. Il Paese ha bisogno di una politica forte che sappia tutelare il bene comune e non certo di una politica del tutti contro tutti». «Oggi - ha proseguito - è la Lega che detta legge e forma l'agenda di governo. Il centrodestra è diventato destra«. Rutelli sollecita quindi alleanze «su ciò che unisce e risolve. Quando parliamo di contenuti - spiega - anziché scegliere di guardare ciò che accade dietro al buco della serratura preferisco scegliere di guardare ciò che non accade nelle aule parlamentari».L'ARRIVO DI FINI - A Chianciano Terme, dove i lavori si sono aperti con il discorso di Rocco Buttiglione, è arrivato anche il presidente della Camera, Fini (che aveva invece disertato l'appuntamento dei giovani Pdl di Atreju, ma vedrà a cena stasera Silvio Berlusconi). Sono oltre duemila le persone presenti al Palamontepaschi. Sventolano bandiere ad ogni angolo e i giovani indossano magliette bianche con un cuore rosso e con scritto 'I love Udc'.
IL PRESIDENTE DELLA CAMERA- E dal palco di Chianciano la terza carica dello stato parla di bipolarismo. «Più che archiviarlo, bisogna lavorare per renderlo europeo». Fini ha detto che il suo parere non è cambiato e che a suo avviso il bipolarismo resta un modello valido. Il presidente della Camera individua «un rischio di discredito delle istituzioni» e per questo ritiene necessario mettere mano alle riforme, «un tema ineludibile». Il presidente della Camera lo afferma nel suo intervento lungamente e a più riprese applaudito da parte dell'Assemblea dei centristi. «Dobbiamo costruire - dice - una democrazia rappresentativa e governante, altrimenti rischiamo il cortocircuito».

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Rutelli: sì, lascio il Pd Questo non è il mio partito


L’intervista - Il fondatore della Margherita: questa forza non è mai nata. C’è il ceppo pds con molti indipendenti di centrosinistra. L’esito del congresso era chiaro da mesi


«Vado via subito, con dolore. Casini interlocutore essenziale»


Lascia il Partito democratico? «Sì». Eppure lei è stato uno dei fondatori di que­sto partito, nato da pochissimo tempo. La cre­atura è ancora piccola e lei va già via di casa?«Il Pd non è mai nato. Nonostante la passio­ne e la disponibilità di tanti cittadini, non è il nuovo partito per cui abbiamo sciolto la Mar­gherita e i Ds. Non ho nulla contro un partito democratico di sinistra, ma non può essere il mio partito».Si è pentito di aver sciolto la Margherita? «Vede, abbiamo posto tre condizioni, sospen­dendo l’attività della Margherita: niente appro­do nel socialismo europeo; ma siamo finiti lì. Basta collateralismo, basta vecchie cinghie di trasmissione tra politica, corpi sociali, interessi economici; ma le file organizzate di pensionati Cgil, alle primarie, dimostrano che non ne sia­mo fuori. Pluralismo politico; ma anziché crea­re un pensiero originale, si oscilla tra babele cul­turale e voglia di mettere all’angolo chi dissen­te. La promessa, dunque, non è mantenuta: non c’è un partito nuovo, ma il ceppo del Pds con molti indipendenti di centrosinistra».La Margherita può rispuntare? «No. Ma occorre riflettere su quelle tre condi­zioni politiche. Erano tassative. E non sono sta­te rispettate».Perché aborre la socialdemocrazia? «Non aborro assolutamente la socialdemo­crazia. Anzi: se fossimo nel 1982, le direi che la ammiro. Ma siamo nel 2009: è un’esperienza storica che non ha alcuna possibilità di parlare ai contemporanei. Non ci sono più le fabbriche, i sindacati, le strutture sociali del Novecento». Quando va via ufficialmente?«Subito, anche se con dolore. Il Pd è stato il sogno di molti anni. C’è però una cosa che mi angoscia: l’incomprensione della gravità assolu­ta della condizione del Paese. È possibile uscir­ne, è possibile, come dice il nostro Manifesto per il cambiamento e il buongoverno, trovare le soluzioni giuste per l’economia, il lavoro, le piccole imprese, la crescita e la coesione del Pae­se.Ma se non cambia quest’offerta politica, tut­to è già scritto: vince una destra dominata dal patto Berlusconi-Lega».Quali sono le prospettive politiche? «Cambiare l’offerta politica significa unire forze democratiche, liberali, popolari. Contrap­porsi al populismo di destra, alla xenofobia, al radicalismo di sinistra, al giustizialismo. E defi­nire una proposta credibile. Io la mia decisione l’ho presa. La manterrei, anche se fossi solo. Ma non sarò solo. Vedo molte forze che erano in fuga dalla politica tornare in campo. Quindi, una crescita per tutti».La meta è la fine del bipolarismo e la nasci­ta di un nuovo centro?«L’alternanza, in democrazia, è indispensabi­le. Il Pd era concepito per riconquistare il cuo­re, il centro della società italiana. Il suo sposta­mento a sinistra impone che altri assolvano questo impegno fondamentale. Oggi, né la sini­stra, né il cosiddetto centrismo parlano ai giova­ni, alle partite Iva, alle persone sensibili all’am­biente. Occorrono progetti pragmatici, ed emo­zioni. Occorre un’onestà senza macchie. Una lai­cità senza intolleranza».Quale sarà il nome del nuovo partito? Chi vi finanzia? E dove sarà la sede?«È troppo presto per parlare di nomi, di fi­nanziamenti e di sedi. La scelta politica è fatta, per il resto c’è tempo».Lei, come ha scritto Pierluigi Battista, ha al­le spalle una storia di partiti cambiati o ab­bandonati. I radicali, i Verdi, la Margherita. Ma è possibile, nel volgere di pochi lustri, par­lare di una sempre nuova offerta politica o, come disse una volta, di un nuovo conio, sen­za che si capisca mai bene il portato ideale di questi mutamenti?«Sì, in trent’anni mi onoro di aver aderito ai radicali, ai Verdi, alla Margherita. E allora? Quanti ex fascisti non vengono interpellati allo stesso modo? Quanti ex rivoluzionari di sini­stra oggi siedono nel governo Berlusconi? Che vengano da destra o da sinistra, nel Pdl sanno che il loro potere non sopravvivrà nel dopo Ber­lusconi. Guardando a sinistra, ho ricordato che molti altri hanno avuto almeno tre partiti, pri­ma del Pd: Pci, Pds, Ds. La differenza è che in cuor loro si sentono in perfetta continuità. Ec­co: questa mancata discontinuità è uno dei maggiori problemi che avrà il Pd. Però gli augu­ro sinceramente il meglio, nell’interesse del Pa­ese e dell’alternativa al populismo di destra».Come risponde alle accuse d'incoerenza o di opportunismo?«Su di me si esercita una polemica che non finisce mai. Ricorda, ai tempi del Giubileo, 'l’ex-radicale che è diventato amico di Giovan­ni Paolo II'? Come se non si potesse essere cre­denti, secondo certi laicisti furiosi — come ha scritto Giancarlo Bosetti — senza stringere pat­ti di potere con le gerarchie vaticane! C’è una contraddizione di fondo, però, in queste pole­miche contro di me: essere un laico cristiano risponde a una scelta di opportunismo? Oppu­re è il contrario, visto che per difendere alcune convinzioni ho certamente pagato, e tuttora pa­go, un prezzo molto maggiore dei supposti be­nefici? » .Se avesse vinto Dario Franceschini, sareb­be rimasto nel Pd? O aveva già deciso prima di conoscere l’esito delle primarie?«Guardi, l’esito del congresso era chiaro da parecchi mesi. E l’ho anticipato nel mio libro, La svolta » . Qual è il suo giudizio su Pier Luigi Bersani? «Persona seria. Non so come intenda fare il suo lavoro d’inclusione nel partito che guida. A me, ad esempio, da quando si è candidato, non ha fatto neppure una telefonata. Ma non mi of­fendo certo: è politica».Che cosa le ha detto Massimo D'Alema nel colloquio dell’altro giorno?«Abbiamo parlato di economia, dell’incredi­bile caso Marrazzo, della sua candidatura — che giudico eccellente — per la guida della poli­tica estera europea. Quanto al Pd, mi ha garbata­mente detto che ci sarebbe spazio per me, ma gli ho spiegato che questo non è il Pd che avrei voluto far nascere. Potremo collaborare da po­stazioni diverse, e ho fiducia che questo amplie­rà le forze».Chi l’ha chiamata in questi giorni? Chi ha cercato di frenarla e chi al contrario l’ha solle­citata a fare questa traumatica scelta?«Ho ricevuto migliaia di messaggi d’incorag­giamento, adesioni, sostegni. Molti, prestigio­si. Tante email di critiche da elettori del Pd: cer­cherò, nei prossimi giorni, di rispondere a tut­ti. A frenarmi? Alcuni amici di lungo corso, co­me Paolo Gentiloni. Ma è stato più formale che altro. Sanno perfettamente, da anni, che non sa­rei mai entrato in un Pd post-Pci. Quanto a lo­ro, purtroppo, s’illudono».Ha parlato con Silvio Berlusconi? «No». Qual è il suo stato d’animo? «Determinazione, e desiderio di far crescere una squadra: assolutamente, non un 'partito di Rutelli'. Del resto, i nomi di Bruno Tabacci, Lo­renzo Dellai, Linda Lanzillotta, già dicono mol­to. Le firme al Manifesto indicano una potenzia­lità enorme, che può raggiungere anche settori moderati, e in sofferenza, del centrodestra».Pier Ferdinando Casini sostiene che assie­me potreste prendere cinque milioni di voti. È il leader dell’Udc il suo alleato naturale?«Casini è un interlocutore essenziale. Ed è giusto guardare lontano: con proposte serie, si può puntare a unire molte altre energie. Sino a creare, in alcuni anni, la prima forza del Paese».
Marco Cianca


fONTE: CORRIEREDELLASERA.IT

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Aiello, Vicenda libro Balzerani. Lorenzo Conti fa un esposto alla Corte dei Conti della Calabria



Firenze, 24 ottobre 2009
Lettera Aperta

Alla Corte dei Conti
Procura Regionale per la Calabria
c.a. Procuratore Cristina Astraldi



Sono Lorenzo Conti, figlio di Lando, già Sindaco di Firenze, assassinato dalla BR-PCC il 10 febbraio 1986.
In questi giorni mi sono recato ad Aiello Calabro per tenere un convegno “Gli anni di piombo, dalla parte delle vittime”.
Questa manifestazione nasce dai giovani della città in risposta alla presentazione del libro “Perché io, perché non tu” dell’ex terrorista Barbara Balzerani voluta dal Sindaco della città di Aiello, Franco Iacucci. Nelle motivazioni del Sindaco appariva “motivazioni legate all’esigenza, a volte dimenticata, di ripensare il nostro passato recente che spesso semina più dubbi che certezze”.
Io una certezza ce la ho: la Balzerani Barbara, nel processo di Napoli, il 12 Febbraio 1986 (dopo 36 ore dall’omicidio di mio padre) rivendicò dal carcere, l’assassinio di mio padre….
Non entro nel merito morale della vicenda…
Mi voglio invece soffermare su un altro aspetto: in quell’occasione il Sindaco Iacucci comprò, con i soldi del Comune, un certo numero di copie del libro. Sempre il Sig. Sindaco affermò: “il libro di Barbara Balzerani è uno strumento didattico da consigliare”.
Allora mi nascono delle domande spontanee:
• Si può impegnare il denaro pubblico proveniente dalle tasse regolarmente pagate dai cittadini onesti (compreso me e la mia famiglia) per acquistare libri “didattici” simili a “Perché io, perché non tu”?
• Quante copie del libro sono state acquistate e a quale prezzo?
• Chi a deliberato tale stanziamento?
• La scelta è stata condivisa con il Consiglio Comunale?
Nella mia famiglia ci è stato insegnato che il denaro pubblico deve essere amministrato con la maggiore attenzione ma, forse, questo concetto è ormai passato?
Così, come tanti altri, mi domando se tanta “ondata riabilitatoria” di ex terroristi di destra e sinistra, anonimi e no, significhi che “hanno vinto loro” con l’abbandono del Paese ad un regime di impostura e violenza che mio padre, milioni di persone per bene, i giudici, poliziotti, carabinieri, hanno combattuto.
Oggi sembra essere nato un nuovo status giuridico: il terrorista, cui pentito o no saranno comunque estesi in un futuro neppure lontano, come alle persone per bene, favori e persino diritti, protetti dalla Legge.
Mi si dice che il tutto rientri nell’alveo di quel doveroso sentimento di umana solidarietà, di volontà di riabilitazione, che connota un buon Governo.
Ed è qui che non capisco, domandandomi se sia giusto, che taluno di costoro possa sentirsi onorato di contiguità e amicizia con chi fu disposto ad uccidere.
Tristi pensieri, verso questa amata Repubblica cui non riesco a spiegare tanta attenzione da una fra le sue più belle regioni e da un suo Sindaco verso uomini di tanta caratura criminale.
Cosa avremo noi oggi insegnato?
Lorenzo Conti
FONTE: AIELLOCALABRO.BOGSPOT.COM

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venerdì 30 ottobre 2009

Sondaggio sul voto in Calabria: Scopelliti (Pdl) strappa la Regione a Loiero (Pd)


La Calabria passerà al Centrodestra. Non ci sono dubbi... stando almeno al sondaggio Crespi Ricerche pubblicato in esclusiva da Affaritaliani.it e realizzato tra il 22 e il 26 ottobre. Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria e candidato del Popolo della Libertà, si attesta infatti al 48% nelle intenzioni di voto. Molto lontano il Governatore uscente Agazio Loiero (Pd), accreditato del 30%. Tra i singoli partiti, il Pdl è nettamente primo con il 37% delle preferenze. Il Pd dieci punti sotto al 27%. Al terzo posto l'Udc con il 10,5%, segue l'Idv al 9. L'alleanza Prc-Pdci si attesta al 3,5% mentre Sinistra e Libertà è al 3%. Il Movimento per l'Autonomia raccoglie il 2,5% e il Partito Socialista il 2,3. All'1,7% La Destra e all'1,5 il movimento di Beppe Grillo. Infine all'1% la Lista Pannella-Bonino e, sorprendentemente, la Lega Nord.

METODOLOGIA Tipo e oggetto del sondaggio: Sondaggio telefonico a livello regionaleMetodo di raccolta delle informazioni: Telefonico/C.A.T.I.Universo di riferimento: 1.646.024(Fonte Istat: popolazione maggiorenne al 01/01/2009)Campione: 800 intervisteErrore: 3,5Elaborazione dati: SPSSData di realizzazione del sondaggio: 22-26 ottobre 2009


FONTE:AFFARITALIANI.IT

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