Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

sabato 31 maggio 2008

CALABRIA: TREMATERRA (UDC), MANOVRA FINANZIARIA NON AFFRONTA PROBLEMI


ASCA) - Reggio Calabria, 30 mag - ''La manovra finanziaria, approvata dal centrosinistra, non e' in grado di affrontare i problemi della Calabria, sicuramente perche' le risorse libere non sono sufficienti e non vi e' un raccordo tra le risorse disponibili , comprese quelle comunitarie, e una progettualita' complessiva di sviluppo, fermo restando le persistenti difficolta' in parte strutturali dello stesso strumento finanziario che forse va meglio sintonizzato con l'iniziativa legislativa del Consiglio''. E' la riflessione del capogruppo dell'Udc Michele Trematerra. ''La sfida del cambiamento - afferma Trematerra - resta, pertanto, ancora insufficiente. L'auspicio, pero', e' che quantomeno i provvedimenti per arginare l'aumento della poverta' calabrese inseriti nel bilancio della Regione non si disperdano in tanti rivoli. Certo, salta agli occhi la contraddizione che vede da un lato aiuti per le famiglie povere mentre dall'altro per risanare il debito della sanita' per il 2007 sono coinvolti anche i soggetti piu' deboli che non potranno piu' fruire delle agevolazioni discendenti dalla modulazione dell'Irpef regionale.'' red/rus/alf

FONTE: ASCA

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venerdì 30 maggio 2008

STORIA DI AIELLO - "TRA NORMANNI E SVEVI"

i Greci ed i Romani abitarono certamente il sito; i Saraceni probabilmente vi si spinsero, ed i Bizantini li combatterono. Ma si dovrà attendere l'arrivo dei Normanni (1059-1193) per trovare la prima documentazione.
Nella "Cronaca" del Malaterra è riportato che nel 1065 Roberto il Guiscardo, che aveva conquistato, assieme al fratello Ruggero, il Sud dell'Italia e la Sicilia, dovette assediare per quattro mesi il castello di Ajello, perdendovi anche Roger, figlio di Scolland, ed il nipote Gilbert, che fece seppellire a S.Eufemia, sino a che gli Ajellesi non determinarono di addivenire alla pace.
Ancora un documento normanno del 1070 ci conferma l'esistenza della strada che portava, ad est, per Lacum e Grimaldo, a congiungersi con la consolare romana, e ad ovest alla foce del fiume Olivo, passando per la città. Vi è riportato anche l'attaccamento che il duca Roberto aveva per Ajello e per la succedanea Terrati, dove si recava a pregare, e dove diede istruzioni, terreni, e finanziamenti per la ricostruzione della chiesa di S. Filippo.Chiesa che poi, dopo l'aggregazione della diocesi a quella di Tropea, operata dal conte Ruggero nel 1094, venne donata nel 1098, come rendite, al Monastero di S. Angelo in Mileto, pur' esso edificato da Ruggero. E queste donazioni, assieme a quelle dei frutti di altre chiese in territorio dei casali di Ajello - i cui nomi, però, danno adito a qualche dubbio: S. lppolito dì ValIigrata, S. Lorenzo di Promentiis, S. Maria di Ponticella de Luthio (?Liberti interpreta in Lacho) - vengono confermate anche successivamente (1151 e 1411, con una rendita di 3 once). E' certo, in ogni caso, che Ajello fu al centro dei provvedimenti adottati dai Normanni a favore delle istituzioni religiose, con la conseguenza di riunire e vivificare la vita sociale ed economica e di rompere l'isolamento del popolo calabrese, peraltro già costretto a rifugiarsi in località inaccessibili per sfuggire alle razzie dei Saraceni. E' in questo periodo che la città supera il suo ruolo di nodo strategico per divenire un centro di grande importanza nello sviluppo socialeIl grande progresso in questa direzione si ha però con gli Svevi. La stirpe, di origine tedesca, degli Hohenstaufen, ed in primo luogo la figura carismatica del geniale imperatore Federico lì (1194-1250) hanno lasciato il segno, nel loro dominio sul Sud durato oltre settant'anni. Ci si incammina finalmente verso il concetto moderno di stato laico, caratterizzato dalla libertà e dalla cultura. Grazie alle Costituzioni federiciane, i Comuni assumono rilevanza e molti strati sociali prima negletti cominciano a conoscere un certo benessere. Non stupisce, quindi, che Ajello si sia schierata con gli Svevi, subendo, alla loro caduta, le feroci ritorsioni degli Angiomi (1266-1442). I documenti ci ricordano che nel 1221 era conte, e castellano di Ajello, oltre che di Rende, Riccardo, fratello dell'arcivescovo di Salerno.

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giovedì 29 maggio 2008

Scajola: «Via al nucleare»


ROMA - L'Italia cambia rotta e punta all'energia nucleare. «Entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione - ha annunciato il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, suo intervento all'assemblea di Confindustria. «Solo gli impianti nucleari - ha aggiunto il ministro - consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente».
IMPEGNO ASSUNTO DA BERLUSCONI - La scelta del nucleare «è un solenne impegno assunto dal presidente Berlusconi all'atto della fiducia al nuovo governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione». Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire «una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo» e che sarà sottoposta a pubblica consultazione attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente.
LEGAMBIENTE - «Ecco che riparte la favoletta del nucleare che risolve tutti i problemi energetici dell'Italia», ha commentato la notizia Legambiente. «Prima di sbandierare atomi a destra e a manca», sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «l'esecutivo dovrebbe chiarire dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti. Per esempio: il primo e finora unico reattore nucleare commissionato nell'Europa occidentale dopo Cernobyl, quello finlandese sull'isola di Olkiluoto, ha già sforato il budget di spesa previsto del 35%. Inoltre l'Energy information administration degli Usa, non una setta di fanatici ecologisti dunque, afferma che l'elettricità proveniente da una nuova centrale nucleare è più costosa del 15% rispetto a quella prodotta con il gas naturale, senza contare lo smaltimento delle scorie e i costi di dismissione della centrale stessa. Dire, come fa Scajola, "nuova generazione" si intende la quarta generazione, che è però ancora in una fase embrionale. Se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni». Infine Legambiente chiede al governo di indicare anche dove vorrebbe aprire le nuove centrali. ENEL: «SIAMO PRONTI» - «Tecnicamente l'Enel è pronta», ha detto l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, in merito all'annuncio del governo di aprire al nucleare in Italia. «La durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile», serve però un quadro normativo aggiornato e una forte spinta di condivisione al progetto da parte del territorio».
EDISON: «FAREMO NOSTRA PARTE» - Giudizio positivo dell'amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, alle dichiarazioni di Scajola: «È particolarmente condivisibile l'apertura del nuovo governo al nucleare e, più in generale, alla diversificazione del mix energetico. Edison è pronta a fare la sua parte e a lavorare con il governo alla realizzazione di questo processo».
GREENPEACE: «INACCETTABILE» - Secondo l'organizzazione internazionale ecologista Greenpeace, «l'annuncio del governo è inaccettabile e suona come una dichiarazione di guerra. Il governo pensa di riaprire il discorso con qualche decreto legge? Avrà le risposte che merita», ha detto Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia. «È necessario rendere più facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l'efficienza energetica che può dare, a costi inferiori a quelli di produzione, l'equivalente di 15 centrali entro il 2020: è questa e non il nucleare la strada giusta». FONTE: CORRIERE DELLA SERA.IT

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ENERGIA NUCLEARE: BENEFICI E SVANTAGGI




Spesso il nucleare viene presentato come un male da combattere o come miracolosa pozione per risollevare l'economia nazionale. Non ci riconosciamo in entrambe le visioni. Il nucleare rappresenta un'opzione energetica come le altre con i suoi "pro" ed i suoi "contro". Proveremo ad elencare i principali vantaggi e svantaggi.
Il nucleare presenta indubbiamente dei vantaggi:
Una centrale nucleare non emette CO2Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.
Vantaggio nella bilancia dei pagamentiLa produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull'economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale..
Maggiore stabilità politicaLe principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall'import del petrolio. L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.


Vediamo ora quali svantaggi porta l'uso dell'energia nucleare:
Conseguenze in caso di incidenteLa storia ha già mostrato la gravità delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari. Le radiazioni a cui la popolazione viene esposta causano un maggiore rischio di morte per leucemia e tumore. Dall'incidente di Chernobyl la sicurezza delle centrali nucleari è diventato uno dei principali aspetti critici dell'energia nucleare per uso civile. Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha notevolmente migliorato la sicurezza delle centrali nucleari dotate di reattori di ultima generazione.
Le scorie nucleariPurtroppo le scorie nucleari sono un altro aspetto critico del nucleare. Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. La ricerca di un deposito sicuro è tra i principali obiettivi della UE e degli Usa. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l'individuazione delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.
Localizzazione centrali nucleari e proteste localiAnche il processo di localizzazione di una centrale nucleare o del deposito di scorie è molto difficoltoso. Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari. La Sardegna, la Puglia, la Basilicata sono i recenti casi italiani di forti proteste antinucleari (2003). Nello stesso anno una comunità locale cinese si oppose con successo alla decisione del governo di costruire un deposito geologico di scorie attuando una dura e prolungata protesta. In entrambi i casi vinsero le popolazioni locali.
Il terrorismo Viviamo in un'epoca in cui poche persone possono compiere grandi danni all'umanità. Il ricordo della tragedia dell'11 settembre 2001 ai grattacieli del World Trade Center è stato un duro shock per l'intera società occidentale. Il rischio che le centrali nucleari siano prese come obiettivi per atti di terrorismo o come bombe sporche è quindi molto realistico. E' lecito e razionale preoccuparsi. Le nuove centrali nucleari dovranno includere questo aspetto fin dalla fase di progettazione.
Il trasporto di materiale nucleare Il trasporto di scorie e di materiale nucleare è uno degli aspetti più critici della questione "sicurezza". Durante il trasporto, oltre all'opposizione delle popolazioni che vedranno passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici. In Francia, il treni speciali adibiti al trasporto di scorie nucleari sono scortati da "carri armati" e da poliziotti a cavallo. L'itinerario del treno cambia in continuazione all'insaputa delle popolazioni residenti nei pressi delle ferrovie. Per questi motivi i depositi di scorie dovrebbero risiedere nei pressi delle centrali nucleari evitando in questo modo la necessità del trasporto delle scorie. La ricerca tecnologica e scientifica non ha ancora trovato il modo per distruggere le scorie all'interno delle stesse centrali nucleari. Si attendono ancora risposte in tale senso. fonte: ECOAGE.COM

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lunedì 26 maggio 2008

PRO LOCO: UDC SODDISFATTO DELLE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE: "ora bisogna recuperare il tempo perso"

“Sono soddisfatto del gesto di responsabilità compiuto dal presidente uscente della Pro-Loco, che nei giorni scorsi ha rassegnato le dimissioni, dimostrando serietà e correttezza”. Così il commissario del movimento giovanile di Aiello Calabro, Andrea Bruni, di fronte alle dimissioni rassegnate da Venanzio Magli. “Il gesto, seppur compiuto con ritardo, compromettendo la programmazione estiva - sostiene IL portavoce dell’UDC locale - consentirà all’associazione di tornare ad assolvere alle sue funzioni istituzionali, importanti per lo sviluppo sociale, culturale e turistico della comunità. . Il commissario coglie l’occasione per sottolineare che l’impegno del movimento giovanile UDC di Aiello Calabro, è stato svolto esclusivamente per sbloccare una situazione che “perdurava da anni e privava Aiello di uno strumento essenziale per promuovere l’attività turistica sul territorio.” Inoltre aggiunge che per una “questione di correttezza morale” nessun esponente del movimento giovanile che si occupa di politica attiva si candiderà alla guida dell’associazione, osservando che il movimento giovanile UDC “intende per primo garantire l’apoliticità dell’associazione”.

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sabato 24 maggio 2008

Anniversario della strage di Capaci, Napolitano: la lotta alla mafia non puo' subire flessioni

E' arrivata nel porto di Palermo la "nave della legalita'" che ha trasportato 1200 di studenti di varie citta' italiane in Sicilia per ricordare il sedicesimo anniversario della strage di Capaci. Ad attendere il traghetto, salpato ieri da Civitavecchia, il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. A poppa del traghetto e' collocata una gigantografia di Falcone e Borsellino. Con il ministro c'e' Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso e presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone. Gli studenti allo sbarco sono stati accolti da centinaia di loro coetanei palermitani di varie scuole della citta'. Tra questi, un gruppo di bambini hanno innalzato uno striscione con la scritta "Benvenuti a casa nostra", in un gioco di parole che sottolinea il rifiuto di cosa nostra'. All'apertura del portellone, i primi a sbarcare sono stati il procuratore nazionale Antimafia, Pietro Grasso, e l'imprenditore antiracket palermitano Vincenzo Conticello. Sul molo una fanfara della Polizia ha eseguito l'inno nazionale.La sorella di Falcone: i giovani mostrano di avere valori forti "Vedervi qui, in tanti, e' una grande gioia e dimostra che, contrariamente a quanto si ritiene, i giovani italiani hanno valori forti" ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci e presidente della Fondazione a lui intitolata, salutando gli oltre 1200 ragazzi giunti a Palermo. Sul palco, insieme a Maria Falcone, il ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini e il Procuratore della Dna Piero Grasso. "I tanti giovani che sono qui - ha detto il ministro - danno senso alla morte di due eroi nazionali che non dimenticheremo mai". Il procuratore Grasso, giunto a Palermo in nave con i ragazzi, ha ringraziato gli studenti con i quali, durante il viaggio, ha parlato e dibattuto sui temi della lotta alla mafia. Napolitano: la lotta alla mafia non puo' subire flessioniSedici anni fa, il "barbaro agguato di Capaci", in cui furono uccisi Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta, segno' "un terribile attacco alle istituzioni dello Stato" da parte della mafia. Al quale pero' lo Stato "seppe reagire adeguatamente" nel segno dell'unita'. "L'impegno e la partecipazione di allora non possono subire flessioni", e' il richiamo che oggi rilancia Giorgio Napolitano, nel messaggio inviato a Maria Falcone, presidente della Fondazione 'Giovanni e Francesca Falcone' nell'anniversario della strage. "Non e' consentito ridurre il livello di attenzione rispetto" alla mafia, scrive Napolitano, "un fenomeno pervasivo, pronto ad attuare le strategie piu' sofisticate per insinuarsi nella societa' minandone la vita democratica, la coesione e il progresso". "In questo momento - sottolinea - ogni deciso sviluppo nell'azione di contrasto da parte dei pubblici poteri va salutato e valorizzato". Grasso: la lotta alla mafia e' lunga e difficile "Oggi il futuro e' rappresentato dalle giovani generazioni. Il mondo della scuola e' quello che formera' le classi dirigenti di domani ed e' dalla scuola che dobbiamo alimentare la nostra speranza di un domani senza mafie". Lo ha detto il procuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, sbarcato a Palermo con la "nave della legalita'''. "Non dobbiamo fare facili trionfalismi. La lotta e' ancora lunga e difficile. Qualche anno fa, quando sembrava di essere vicini alla sconfitta definitiva di Cosa nostra, siamo stati purtroppo smentiti da fatti violenti o ripresa massiccia di episodi criminosi", ha detto il procuratore nazionale antimafia.Berlusconi: importante ricordare la lotta alla mafia di Falcone"La ricorrenza dell'eccidio di Capaci e' un momento di memore riflessione sul sacrificio del giudice Giovanni Falcone, della signora Francesca e della scorta". Lo scrive il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio alla sorella del giudice ucciso dalla mafia, Maria Falcone, presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone. "L'importanza della lotta del giudice Falcone contro la mafia e la crimininalita' organizzata, per la riaffermazione dei valori fondanti della Costituzione - aggiunge il capo del governo - e' testimoniata dal progetto di educazione alla legalita' che la Fondazione ha promosso nelle scuole per sensibilizzare i giovani su temi essenziali per la crescita della societa' civile italiana". "Esprimo, pertanto, anche a nome del governo - conclude Berlusconi - la grata solidarieta"'.Borsellino a colloquio con Maroni"Con Maroni c'e' una convergenza sulla priorita' che va data al contrasto alla mafia. In questo senso c'e' una continuita' con l'Esecutivo precedente. Di solito chi arriva butta tutto quello che ha fatto il suo predecessore, adesso fortunatamente non e' stato cosi'". Lo ha detto Rita Borsellino che ha incontrato il ministro dell'Interno Roberto Maroni in via D'Amelio, luogo della strage in cui morirono il fratello Paolo e la scorta, sottolineando "che c'e' un'identita' di vedute nella lotta alla mafia". FONTE RAINEWS24

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venerdì 23 maggio 2008

Udc: su sicurezza e rifiuti pronti a sostegno

ROMA - "Mi sembra che sulla sicurezza e sui rifiuti a Napoli il governo sia partito con il piede giusto. Se i provvedimenti saranno efficaci, e lo verificheremo in sede parlamentare siamo pronti a sostenerli". Pier Ferdinando Casini, leader dell'Udc, commenta a Montecitorio le misure varate del Consiglio dei ministri a Napoli. Casini promuove il governo su questi due aspetti mentre sospende il giudizio sulle misure economiche perché "la montagna sembra aver partorito il topolino". "L'identificazione dei siti di discarica - spiega - la determinazione con cui le forze dell'ordine saranno garanti della volontà del governo ci fa ben sperare. Ed anche sul reato di immigrazione clandestina - aggiunge - noi siamo contrari non per un problema ideologico, ma pratico: riteniamo infatti molto più semplice e produttiva la strada amministrativa per le espulsioni piuttosto che la strada di una fattispecie di reato che finisce per ingolfare carceri e aule giudiziarie". "Ma siamo convinti - prosegue - che l'aver inserito il reato di immigrazione clandestina nel Ddl e non nel decreto sia espressivo di una volontà di dialogo con l'opposizione e credo che in Parlamento si debba operare per risolvere con equità ed efficacia questo problema".
FONTE: ANSA.IT

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Sequestro in Calabria: trovati rifiuti pericolosi nei pressi del fiume olivo


L'area interessata è nei pressi del fiume Olivo nella zona del Tirreno cosentino. L'inchiesta della procura di Paola riguarda lo smaltimento illecito su 600.000 metri quadri
Completate le operazioni di sequestro dell'area di circa 600mila metri quadri, lungo il bacino del fiume Olivo, in cui si sospetta possano essere stati sepolti rifiuti speciali pericolosi.Nel corso dell'operazione di stamattina condotta dal Nucleo speciale di intervento del Comando generale delle Capitanerie di porto, sono stati fatti i rilievi da cui sono emerse alcune deviazioni anomale del fiume Olivo.Secondo l'ipotesi degli investigatori, delle operazioni di scavo sarebbero state effettuate nella zona per seppellire i rifiuti speciali.Dall'inchiesta della Procura di Paola, che va avanti da alcuni mesi, sarebbe emersa una consistente attività dolosa di smaltimento di rifiuti pericolosi. La nocività dei rifiuti sepolti nell'area è stata accertata dai tecnici dell'Arpacal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, e dai consulenti nominati dal pubblico minister Francesco Greco.L'area, su disposizione del pm della Procura di Paola, è stata delimitata dal personale del Comando generale della Capitanerie di porto. La zona interessata dal sequestro è compresa tra i comuni di Aiello Calabro, Serra d'Aiello, San Pietro in Amantea ed Amantea nella zona del Tirreno cosentino.«Stiamo lavorando a ritmo intenso - ha detto il pm Greco - e vedremo cosa emergerà dagli accertamenti che verranno effettuati». FONTE: LANUOVAECOLOGIA.IT

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L'invasione dei ragni giganti:Allerta in Germania, Austria e Svizzera


LO SCRIVE IL Der Spiegel: grandi quasi 20 centimetri, si spostano in gruppi

BERLINO - Sono neri, sono grandi quasi 20 centimetri e si spostano in orde: un'invasione senza precedenti di ragni è in atto in questi giorni in Austria, in Germania e in Svizzera, riportano gli organi di stampa. Sbalorditi anche gli esperti di aracnidi: a quanto sembra, nessuno sa da dove siano arrivati - e gli animaletti diventano sempre più numerosi. Cattive notizie per chi soffre di aracnofobia, scrive Der Spiegel, che racconta in un lungo articolo la curiosa «occupazione» di ragni opilionidi. «I Paesi Bassi e la Germania sono già stati invasi. In questo momento loro presenza si è moltiplicata anche in Svizzera e in Austria», scrive il settimanale sul suo sito. Si intravedono sui muri di casa e sulle pareti. Questi animali hanno otto lunghe ed esili zampe che raggiungono anche i 18 centimetri. Alla loro vista molti cittadini si spaventano, altri invece provano disgusto. Tuttavia, non sono pericolosi e si dileguano appena ci si avvicina a loro. INVASIONE - Gli opilionidi, vengono spesso scambiati per ragni, sono invece solo loro parenti: assieme agli scorpioni; gli pseudoscorpioni; gli acari e i ragni appartengono alla famiglia degli aracnidi. Sono privi di strutture capaci di emettere fili di seta e non posseggono ghiandole velenifere, quindi non sono potenzialmente pericolosi, spiega Jochen Martens, professore di zoologia all'Università di Mainz. Si spostano in orde di centinaia, a volte migliaia: «Tutto il gruppo comincia poi a muoversi», descrive Martens il loro comportamento in caso di difesa. Sono degli onnivori, ovvero si nutrono di piccoli insetti, ingerendo anche materiale solido e semisolido. La cosa più incredibile, spiegano però gli esperti, è che questa particolare specie non è ancora stata identificata, pur essendo stati effettuati dei test genetici. Anche la causa della loro espansione in questi paesi rimane per il momento un mistero: per gli esperti questi "aliens" potrebbero essere arrivati in Europa via mare, con ogni probabilità su dei container. Infatti, sussiste un rapporto diretto tra l'intensità degli scambi di merci con un continente e il numero delle specie di ragni importate. La maggior parte è originaria dell'Asia, ma anche dal Sudamerica. Elmar Burchia


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sabato 17 maggio 2008

Immigrazione: e se la Spagna guardasse quello che accade in casa sua?

L'attacco di ieri al Governo Italiano da parte della vicepremier spagnola, María Teresa Fernández de la Vega, che accusava Roma di attuare una politica verso l'immigrazione “razzista e xenofoba”, è a dir poco ridicolo se si considera quale sia la politica spagnola verso l'immigrazione.
Già in passato diverse organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani hanno accusato la Spagna di violenze gratuite contro gli immigrati, specie quelli provenienti dal Marocco. In pochi sanno che la polizia di frontiera spagnola è una delle poche ad avere l'ordine di sparare. Che dire poi dei centri di permanenza temporanea spagnoli? A confronto quelli italiani sono dei veri e propri Grand Hotel.
Vogliamo per esempio parlare dei quattro centri di accoglienza per bambini senza accompagnatore aperti dal Governo spagnolo nelle isole Canarie? Quattro lager dove i centinaia di bambini non accompagnati che arrivano dal Senegal e dal Marocco vengono rinchiusi a tempo indefinito e dove, secondo un rapporto di Human Rights Watch, i bambini vengono percossi, seviziati e lasciati per mesi senza alcun sostegno alimentare, in condizione assolutamente disumane. Trovate il tutto in questo articolo del 27 agosto 2007. Perché non parliamo delle centinaia di testimonianze di immigrati marocchini che raccontano di come la guardia costiera spagnola tagli deliberatamente i loro gommoni in mare aperto? Perché non parliamo delle centinaia di “incidenti” avvenuti alla frontiera tra Spagna e Marocco? Tutti incidenti che hanno un denominatore comune: le ferite da arma da fuoco.
Intendiamoci, la mia non vuole essere una difesa a tutto campo della politica italiana sull'immigrazione, anzi, nei prossimi giorni valuteremo con attenzione ogni singolo passo del Governo Italiano in materia di immigrazione, ma sentir dire da un politico spagnolo che l'Italia è un Paese xenofobo e razzista è davvero troppo, quando proprio in Spagna la violazione dei Diritti dei migranti è all'ordine del giorno. Prima di criticare l'Italia sarebbe bene che la Spagna inizi a guardare quello che avviene in casa propria. Chissà, magari la sig.ra Fernández de la Vega, dal comodo della sua poltrona queste cose nemmeno le sa. AUTORE: Noemi Cabitza

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venerdì 16 maggio 2008

Bimba con gemello nell'addome

Grecia, raro caso di "feto parassita"
Accusava violenti dolori addominali ed è andata in ospedale. Poi i medici hanno scoperto che la piccola paziente, una bambina di nove anni, aveva il suo fratello gemello mai nato nello stomaco. I dottori l'hanno operata estraendo il feto di pochi centimetri, già con tracce di capelli e occhi seppur privo dell'organo cerebrale. La bambina sta bene. I medici hanno spiegato che si tratta di un raro caso di "feto parassita".
L'operazione è avvenuta nell'ospedale di Larissa, nella Grecia centrale. In questo raro caso clinico il feto normalmente alberga nella zona addominale del proprio gemello, ma può anche celarsi altrove, ad esempio nel cranio o nello scroto. FONTE: TGCOM

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LE ANTICHE ORIGINI DI AIELLO CALABRO




Ajello era "famosa città greca", che ebbe nome Tyllesium (donde... la famiglia Telesio), che potrebbe identificarsi con la mitica Temesa, che era sede di un Vescovado distrutto dalle invasioni saracene del 925, e così via, ma nulla di tutto ciò è provato.
E però alcuni dati di fatto sono ancor oggi evidenti.
Intanto, la via Popilia (o, più esattamente, Annia) dei romani, che dopo Cosenza proseguiva ad Sabbutum flumen, aveva una deviazione che, per Grimaldi, portava in territorio di Ajello, sboccando al mare vicino al fiume Olivo (per buona parte, in pratica, l'odierna strada): la cittadina, con la sua imprendibile fortezza arroccata sull'alta rupe, costituiva un punto di controllo sull'importante arteria, ed era quindi in una naturale posizione di preminenza. Che fosse sito di insediamenti antichissimi e continuativi, oltre che di transito, è provato dai reperti che sono stati scoperti anche in tempi recenti: dal coltello paleolitico alle tombe rinvenute nelle grotte del rione Valle e testimoniate dal Liberti, alla cella in località Campo, ai frammenti, di poco conto ma retaggio del succedersi delle civiltà, che noi stessi abbiamo ritrovato, dal vaso greco alle terracotte romane alle tazze e bicchieri medievali alle mattonelle del 1600.Ed altri fattori si aggiungono: è la preferenza dimostrata per Ajello ed il suo territorio dai sovrani normanni; è l'attaccamento dimostrato dal Viceré di Calabria Francisco Siscar che volle addirittura farvisi seppellire, sebbene originario della spagnola Valencia; sono il numero e la qualità degli stemmati palazzi patrizi: è la consistenza nei secoli delle chiese – oltre 10 - e degli ecclesiastici - 14 in Ajello, 23 includendo i suoi -casali" - è la nutrita presenza di notai che ivi rogarono, 18 dal 1500 al 1500, con in più un precedente del 1300. Certamente non si tratta di dati scientifici, specialmente per l'ultimo, in considerazione del fatto che molti fondi notarili sono andati dispersi ed altri non sono stati consegnati all'Archivio di Stato (anche per Ajello), ma la constatazione che esso fu uno dei centri maggiormente dotati di notai, ed esattamente il terzo dopo Cosenza, può avere un valore.
In conclusione, non si vogliono cercare primati per Ajello, sia ben chiaro. Ma la sua preminenza secolare, le sue tradizioni, sono riscontrabili nella storia documentata, ed oggi rivivono in un centro storico altamente interessante ed intelligentemente ben curato, cui manca solo l'auspicabile ripopolamento, perché tomino a rivivere i tempi della "città forte et civile".

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martedì 13 maggio 2008

I nomi dei 37 sottosegretari

Questi i sottosegretari nominati:Presidenza del Consiglio- Maurizio Balocchi (Semplificazione normativa)-Paolo Bonaiuti (Editoria)Michela Vittoria Brambilla (Turismo)Aldo Brancher (Federalismo)Rocco Crimi (Sport)Carlo Amedeo Giovanardi (Famiglia, droga e Servizio civile)Gianfranco Micciche' (Cipe)Affari Esteri- Stefania Gabriella Anastasia Craxi- Alfredo Mantica- Enzo ScottiInterno- Michelino Davico- Alfredo Mantovano- Nitto Francesco PalmaGiustizia.- Maria Elisabetta Alberti Casellati- Giacomo CaliendoDifesa.- Giuseppe Cossiga- Guido CrosettoEconomia e Finanze- Luigi Casero- Nicola Cosentino- Alberto Giorgetti- Daniele Molgora- Giuseppe VegasSviluppo Economico.- Ugo Martinat- Paolo Romani- Adolfo UrsoPolitiche Agricole e Forestali.- Antonio BuonfiglioAmbiente e Tutela del Territorio e del Mare.- Roberto MeniaInfrastrutture e Trasporti- Roberto Castelli- Bartolomeo Giachino- Mario Mantovani- Giuseppe Maria ReinaLavoro, Salute e Politiche Sociali.- Ferruccio Fazio- Francesca Martini- Eugenia Maria Roccella- Pasquale ViespoliIstruzione, Università e Ricerca.- Giuseppe PizzaBeni e Attività Culturali- Francesco Maria Giro

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sabato 10 maggio 2008

ALDO MORO,: L'AGNELLO SACRIFICALE


L'ex presidente della Democrazia Cristiana, assassinato dalle Brigate Rosse nel 1978, nasce il 23 settembre 1916 a Maglie, in provincia di Lecce. Dopo aver conseguito la maturità classica al Liceo "Archita" di Taranto si iscrive a Giurisprudenza presso l'Università di Bari, conseguendo la laurea con una tesi su "La capacità giuridica penale". La tesi, ripresa ed approfondita, costituirà la sua prima pubblicazione scientifica e lo avvierà alla carriera universitaria. Dopo qualche anno di carriera accademica, fonda con alcuni amici intellettuali nel 1943, a Bari, il periodico "La Rassegna" che uscirà fino al 1945, anno nel quale sposa Eleonora Chiavarelli, con la quale avrà quattro figli. In quello stesso periodo, diventa Presidente del Movimento Laureati dell'Azione Cattolica, ed è direttore della rivista "Studium" di cui sarà assiduo collaboratore, impegnandosi a sensibilizzare i giovani laureati all'impegno politico. Nel 1946 viene eletto all'Assemblea Costituente ed entra a far parte della Commissione dei "75" incaricata di redigere il testo costituzionale. Inoltre, è relatore per la parte riguardante "i diritti dell'uomo e del cittadino". E' anche vicepresidente del gruppo Dc all'Assemblea. Nelle elezioni del 18 aprile 1948 viene eletto deputato al Parlamento nella circoscrizione Bari-Foggia e viene nominato sottosegretario agli Esteri nel quinto Gabinetto De Gasperi mentre non si arresta la sua inesauribile attività di insegnante e di didatta, con molteplici pubblicazioni a suo nome. Diventato Professore ordinario di Diritto Penale all'Università di Bari, nel 1953: viene rieletto al Parlamento diventando Presidente del gruppo parlamentare Dc alla Camera dei Deputati. Anche la sua carriera politica, a quanto sembra non conosce segni di cedimento di nessun tipo. Unomo solido e determinato, diventa nel 1955 ministro di Grazia e Giustizia nel primo governo Segni. Nel 1956, nel corso del VI Congresso nazionale della Dc che si svolse a Trento, consolidò la sua posizione all'interno del Partito. Fu infatti tra i primi eletti nel Consiglio nazionale del Partito. l'anno dopo, diventa ministro della Pubblica Istruzione nel governo Zoli. Si deve a lui l'introduzione dell'educazione civica nelle scuole. Rieletto alla Camera dei Deputati nel 1958, è ancora ministro della Pubblica Istruzione nel secondo Governo Fanfani. Il 1959 è un anno importantissimo per Aldo Moro. Si svolge infatti quel VII Congresso della Democrazia Cristiana che lo vedrà trionfatore, tanto che gli viene viene affidata la Segreteria del Partito, incarico riconfermatogli nel tempo e che manterrà fino al gennaio del 1964. Ma un altro anno assai importante, anche alla luce della tragica vicenda che colpirà il politico doroteo, è il 1963 quando, rieletto alla Camera, è chiamato a costituire il primo governo organico di centro-sinistra, rimanendo continuamente in carica come Presidente del Consiglio fino al giugno del 1968, alla guida di tre successivi ministeri di coalizione con il Partito socialista. E' in pratica la realizzazione "in nuce", del famoso "compromesso storico" di invenzione dello stesso Aldo Moro (uso ad usare espressioni come "convergenze parallele"), ossia quella manovra politica che contmplava il riavvicinamento delle frange comuniste e di sinistra verso l'area moderata e centrista. Il tumulto e il dissenso che tali situazioni "di compromesso" suscitano soprattutto all'interno degli elettori del PCI, ma soprattutto all'interno dei moderati, si concretizzano nelkle lezioni del 1968 quando Moro viene sì rieletto alla Camera, ma le elezioni puniscono di fatto, dati alla mano, i partiti della coalizione e determinano la crisi del centro-sinistra. detto questo, è inevitabile che ne risenta anche il peso prestigio dello stesso Aldo Moro. Ad ogni modo, rimangono sempre i ministeri e infatti dal 1970 al 1974, assume, anche se con qualche intervallo, l'incarico di ministro degli Esteri. A conclusione di questo periodo, ritorna alla presidenza del Consiglio formando il suo IV ministero che dura sino al gennaio 1976. Nel luglio del 1976 viene eletto Presidente del Consiglio nazionale della Dc. Il 16 marzo 1978, il tragico epilogo della vita dello sfortunato politico. Un commandos di Brigate Rosse irrompe nella romana via Fani, dove in quel momento transitava Moro allo scopo di recarsi in Parlamento per partecipare al dibattito sulla fiducia del quarto governo Andreotti, il primo governo con il sostegno del Pci, massacra i cinque uomini di scorta e rapisce lo statista. Poco dopo, le Brigate rosse rivendicano l'azione con una telefonata all' Ansa. Tutto il Paese percepisce chiaramente che quell'attentato è un attacco al cuore dello Stato e alle istituzioni democratiche che Moro rappresentava. 18 marzo una telefonata al ''Messaggero'' fa trovare il ''Comunicato n.1'' delle Br, che contiene la foto di Aldo Moro e annuncia l'inizio del suo ''processo'' mentre, solo il giorno dopo, Papa Paolo VI lancia il suo primo appello per Moro. I servizi segreti di tutto il mondo, anche se le segnalazioni furono tante e precise, non riuscirono a trovare la prigione dei terroristi, ribattezzata "prigione del popolo", e da cui Moro invocava incessantemente, tramite numerose lettere, una trattativa. Il 9 maggio, dopo più di cinquanta giorni di prigionia ed estenuanti trattative con gli esponenti dello Stato di allora, anche lo statista viene barbaramente assassinato dalle BR, ormai convinte che quella sia l'unica strada coerente da intraprendere. La sua prigionia aveva provocato ampi dibattiti fra coloro che erano disposti a cedere alle richieste dei brigatisti e chi invece era nettamente contrario per non legittimarli, dibattito che lacerò letteralmente in paese sul piano sia politico che morale. A tale rovente clima dialettico pose fine la drammatica telefonata degli aguzzini di Moro, i quali resero noto direttamente ad un alto esponente politico che il corpo di Moro poteva essere rinvenuto cadavere nel bagagliaio di un'auto in via Caetani, emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù, sede della Democrazia Cristiana, e via delle Botteghe Oscure, sede storica del Partito Comunista Italiano. Secondo le ricostruzioni, ancora frammentarie malgrado i molti anni trascorsi, lo statista sarebbe stato ucciso dal brigatista Moretti nel garage di via Montalcini, il covo usato dai brigatisti appunto come ''prigione del popolo''. La moglie Eleonora e la figlia Maria Fidae, basandosi sull'acquisizione di nuovi elementi, hanno recentemente deciso di rompere il lungo muro del silenzio che da anni ha avvolto la vicenda, chiedendo la riapertura delle indagini sul caso Moro. I servizi italiani hanno centrato un importante bersaglio il 14 gennaio 2004 con l'arresto dei brigatisti Rita Algranati e Maurizio Falessi, latitanti nel Nord Africa. La prima fu già condannata all'ergastolo per il delitto Moro. Oggi Alessio Casimirri, marito della Algranati, rimane l'unico imprendibile latitante del gruppo delle Br che partecipò all'agguato di Via Fani. TRATTO DA :BIOGRAFIEONLINE.IT

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martedì 6 maggio 2008

Ecco i nuovi gruppi parlamentari


Saranno sei, a meno di deroghe che però non appaiono probabili, i gruppi parlamentari alla Camera dei deputati nella XVI legislatura: meno della metà del record di quattordici nella legislatura precedente. Il gruppo più consistente è quello del Pdl che avrà 275 deputati, seguito dal Pd che ne avrà 217. Il gruppo del centrosinistra avrebbe toccato quota 246 se i 29 deputati dell'Italia dei valori avessero deciso di non costituire un proprio gruppo parlamentare. Il terzo gruppo alla Camera è quello della Lega con 60 deputati, seguito dai 35 dell'Udc e dai 29 di Idv. Chiude la classifica il gruppo Misto (14 deputati in tutto), cui aderiscono i deputati dell'Mpa e delle Minoranze linguistiche.A Montecitorio il Pdl è guidato dal ticket Cicchitto-Bocchino: il primo è presidente del gruppo, ils eocndo vice. I deputati del gruppo Lega Nord Padania hanno votato all'unanimità quale nuovo capogruppo Roberto Cota. Pier Ferdinando Casini guida la componente Udc. L'assemblea dei deputati di Montecitorio del Pd è stata aperta dall'intervento del capogruppo, Antonello Soro, che ha proposto la conferma dei due vicepresidenti uscenti del gruppo, Marina Sereni e Gianclaudio Bressa. A Palazzo Madama ci sarà anche un sesto gruppo parlamentare: è quello che sono riusciti a costituire i senatori dei vari movimenti per le autonomie insieme ai tre eletti dell'Udc e a tre senatori a vita. La presidenza di questo gruppo verrà affidata a Giampiero D'Alia, dell'Udc. Insieme a lui ci saranno i compagni di partito Totò Cuffaro e Antonello Antinoro. Anche tre senatori a vita hanno dato la propria adesione al gruppo, sono: Francesco Cossiga, Giulio Andreotti ed Emilio Colombo. A completare la compagine i senatori autonomisti Peterlini, Molinari, Pinzger, Thaler e Fosson.Il ticket Pdl al Senato è composto da Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, eletti per acclamazione rispettivamente capogruppo e vicario dei Senatori del centrodestra.Resta aperta la partita per le vicepresidenze di Palazzo Madama. Domani mattina, nella seconda seduta pubblica della XVI legislatura l'Assemblea è chiamata a votare per l'elezione dei 4 vicepresidenti, dei 3 senatori Questori e degli 8 senatori Segretari. Per la vicepresidenza per la maggioranza sono in corsa Rosy Mauro della Lega Nord, Carlo Giovanardi di Forza Italia e Domenico Nania di An. Sul versante del Pd c'è il nome dell'ex ministro Vannino Chiti e il no grazie di Emma Bonino ha riaperto la partita delle caselle degli incarichi in Parlamento per il centrosinistra. Domani mattina ci sarà una nuova riunione prima della convocazione dell'Aula, per la votazione finale su tutto il pacchetto di nomine e incarichi. Da decidere ci sono anche i questori e i segretari di presidenza. I Radicali hanno chiesto di avere due segretari al posto della vicepresidenza del Senato. fonte: il sole 24 ore.com

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domenica 4 maggio 2008

IL SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA AD AIELLO E' CARENTE!

Purtroppo, da diverso tempo, il servizio di guardia medica nel nostro paese non garantisce una assistenza adeguata. Infatti l’ambulatorio è sprovvisto delle varie apparecchiature ed attrezzature medicali essenziali per prestare il primo soccorso a chi ne abbia bisogno. A parte un lettino e qualche attrezzatura per la “normale routine” come lo sfignomanometro l’ambulatorio è vuoto di tutto l’occorrente.Ad esempio vorremo sapere se la struttura è attrezzata per prestare il primo soccorso a chi dovesse riportare disturbi cardiaci, se ci sono gli strumenti per effettuare un banale elettrocardiogramma, se ci sono i “ferri” per praticare una comune sutura; o li deve portare il medico di guardia come spesso accade?cosa ancora più importante, c’è uno sterilizzatore per gli strumenti chirurgici (aghi ecc)?ci sono tutti i medicinali essenziali (insulina, cortisolo ecc)? Sono domande alle quali vorremmo una risposta da parte degli organi competenti, che esortiamo ad adoperarsi per rendere funzionale un servizio che ai giorni d’oggi è indispensabile per i cittadini, che spesso sono costretti ad andare al pronto soccorso proprio perché le strutture sono carenti. Un appello va anche agli amministratori locali perché si prodighino anch’essi a spronare le autorità competenti e provvedano a fornire una struttura più decorosa e soprattutto più igienica, poiché in quella attuale sono presenti numerose infiltrazioni di umidità, che rendono l’ambiente non adeguato per la funzione che deve assolvere.

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sabato 3 maggio 2008

FONTANA DI LAVA SU IO ( UN SATELLITE DI GIOVE)

Una fontana di lava alta oltre 1 km è stata fotografata su Io, una delle lune maggiori di Giove.La lava calda si riversa lungo un canyon lungo circa 20 km

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Immigrati, Costituzione tradotta in arabo


Un volume pratico e di rapida consultazione in due lingue: italiano e arabo. Non un volume qualsiasi però, ma la Costituzione italiana. L'inizziativa è della Caritas diocesana di Agrigento, in collaborazione con l'Associazione «San Giuseppe Maria Tomasi». E l'obiettivo è quello di facilitare l'integrazione degli immigrati. Il testo, che contiene gli articoli della Costituzione trascritti in arabo e in italiano, verrà presentato nel corso di una conferenza stampa il prossimo 6 maggio nella sede Caritas della città siciliana. Si tratta di un libretto di rapida consultazione prodotto in oltre duemila copie, stampate e distribuite anche alle scuole, agli uffici e agli enti che ne faranno richiesta. GLI IMMIGRATI DEVONO RISPETTARE LE REGOLE» - «Gli immigrati sono i benvenuti nel nostro Paese - dice il direttore della Caritas don Vito Scilabra - ma hanno il dovere di rispettare le leggi italiane. Così abbiamo elaborato la traduzione della nostra Costituzione per agevolare la conoscenza delle normative, che regolano la vita civile in Italia, ai numerosi migranti presenti nel territorio agrigentino». Autore:Corriere della sera

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giovedì 1 maggio 2008

IL CASTELLO DI AIELLO CALABRO


La struttura attuale del castello risale al periodo Aragonese anche se evidenti sono elementi risalenti al periodo Normanno. Il castello fu di fondamentale importanza militare. Composto di cinque porte ferrate, ponte levatoio, torri: il Mastio a base quadrata, la torre dell’Orologio e diverse torri di avvistamento, cappelle, cisterne per i bisogni della cittadella, cinta muraria e cunicoli per le fughe, è andato in rovina in seguito ai terremoti del 1638, del 1786 e del 1905. Tuttavia restano mura perimetrali, torri angolari speronate, cisterne ed alcune stanze sotto le torri, che è consigliabile visitare. Al castello si giunge attraverso una suggestiva via d’accesso, scavata nella roccia tufacea.

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