sabato 31 maggio 2008
CALABRIA: TREMATERRA (UDC), MANOVRA FINANZIARIA NON AFFRONTA PROBLEMI
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venerdì 30 maggio 2008
STORIA DI AIELLO - "TRA NORMANNI E SVEVI"
Nella "Cronaca" del Malaterra è riportato che nel 1065 Roberto il Guiscardo, che aveva conquistato, assieme al fratello Ruggero, il Sud dell'Italia e la Sicilia, dovette assediare per quattro mesi il castello di Ajello, perdendovi anche Roger, figlio di Scolland, ed il nipote Gilbert, che fece seppellire a S.Eufemia, sino a che gli Ajellesi non determinarono di addivenire alla pace.
Ancora un documento normanno del 1070 ci conferma l'esistenza della strada che portava, ad est, per Lacum e Grimaldo, a congiungersi con la consolare romana, e ad ovest alla foce del fiume Olivo, passando per la città. Vi è riportato anche l'attaccamento che il duca Roberto aveva per Ajello e per la succedanea Terrati, dove si recava a pregare, e dove diede istruzioni, terreni, e finanziamenti per la ricostruzione della chiesa di S. Filippo.Chiesa che poi, dopo l'aggregazione della diocesi a quella di Tropea, operata dal conte Ruggero nel 1094, venne donata nel 1098, come rendite, al Monastero di S. Angelo in Mileto, pur' esso edificato da Ruggero. E queste donazioni, assieme a quelle dei frutti di altre chiese in territorio dei casali di Ajello - i cui nomi, però, danno adito a qualche dubbio: S. lppolito dì ValIigrata, S. Lorenzo di Promentiis, S. Maria di Ponticella de Luthio (?Liberti interpreta in Lacho) - vengono confermate anche successivamente (1151 e 1411, con una rendita di 3 once). E' certo, in ogni caso, che Ajello fu al centro dei provvedimenti adottati dai Normanni a favore delle istituzioni religiose, con la conseguenza di riunire e vivificare la vita sociale ed economica e di rompere l'isolamento del popolo calabrese, peraltro già costretto a rifugiarsi in località inaccessibili per sfuggire alle razzie dei Saraceni. E' in questo periodo che la città supera il suo ruolo di nodo strategico per divenire un centro di grande importanza nello sviluppo socialeIl grande progresso in questa direzione si ha però con gli Svevi. La stirpe, di origine tedesca, degli Hohenstaufen, ed in primo luogo la figura carismatica del geniale imperatore Federico lì (1194-1250) hanno lasciato il segno, nel loro dominio sul Sud durato oltre settant'anni. Ci si incammina finalmente verso il concetto moderno di stato laico, caratterizzato dalla libertà e dalla cultura. Grazie alle Costituzioni federiciane, i Comuni assumono rilevanza e molti strati sociali prima negletti cominciano a conoscere un certo benessere. Non stupisce, quindi, che Ajello si sia schierata con gli Svevi, subendo, alla loro caduta, le feroci ritorsioni degli Angiomi (1266-1442). I documenti ci ricordano che nel 1221 era conte, e castellano di Ajello, oltre che di Rende, Riccardo, fratello dell'arcivescovo di Salerno.
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giovedì 29 maggio 2008
Scajola: «Via al nucleare»
IMPEGNO ASSUNTO DA BERLUSCONI - La scelta del nucleare «è un solenne impegno assunto dal presidente Berlusconi all'atto della fiducia al nuovo governo. Onoreremo questo impegno con convinzione e determinazione». Il ministro ha anche messo in luce la necessità di definire «una strategia energetica nazionale contenente priorità, indirizzi e strumenti di attuazione per il breve e il lungo periodo» e che sarà sottoposta a pubblica consultazione attraverso una Conferenza nazionale per l'energia e l'ambiente.
LEGAMBIENTE - «Ecco che riparte la favoletta del nucleare che risolve tutti i problemi energetici dell'Italia», ha commentato la notizia Legambiente. «Prima di sbandierare atomi a destra e a manca», sottolinea il presidente nazionale di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza, «l'esecutivo dovrebbe chiarire dove pensa di recuperare i soldi per realizzare gli impianti. Per esempio: il primo e finora unico reattore nucleare commissionato nell'Europa occidentale dopo Cernobyl, quello finlandese sull'isola di Olkiluoto, ha già sforato il budget di spesa previsto del 35%. Inoltre l'Energy information administration degli Usa, non una setta di fanatici ecologisti dunque, afferma che l'elettricità proveniente da una nuova centrale nucleare è più costosa del 15% rispetto a quella prodotta con il gas naturale, senza contare lo smaltimento delle scorie e i costi di dismissione della centrale stessa. Dire, come fa Scajola, "nuova generazione" si intende la quarta generazione, che è però ancora in una fase embrionale. Se tutto va bene impianti di questo tipo saranno disponibili tra 20-25 anni». Infine Legambiente chiede al governo di indicare anche dove vorrebbe aprire le nuove centrali. ENEL: «SIAMO PRONTI» - «Tecnicamente l'Enel è pronta», ha detto l'amministratore delegato dell'Enel Fulvio Conti, in merito all'annuncio del governo di aprire al nucleare in Italia. «La durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile», serve però un quadro normativo aggiornato e una forte spinta di condivisione al progetto da parte del territorio».
EDISON: «FAREMO NOSTRA PARTE» - Giudizio positivo dell'amministratore delegato di Edison, Umberto Quadrino, alle dichiarazioni di Scajola: «È particolarmente condivisibile l'apertura del nuovo governo al nucleare e, più in generale, alla diversificazione del mix energetico. Edison è pronta a fare la sua parte e a lavorare con il governo alla realizzazione di questo processo».
GREENPEACE: «INACCETTABILE» - Secondo l'organizzazione internazionale ecologista Greenpeace, «l'annuncio del governo è inaccettabile e suona come una dichiarazione di guerra. Il governo pensa di riaprire il discorso con qualche decreto legge? Avrà le risposte che merita», ha detto Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia. «È necessario rendere più facile il percorso autorizzativo delle fonti rinnovabili e lanciare un piano nazionale per l'efficienza energetica che può dare, a costi inferiori a quelli di produzione, l'equivalente di 15 centrali entro il 2020: è questa e non il nucleare la strada giusta». FONTE: CORRIERE DELLA SERA.IT
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ENERGIA NUCLEARE: BENEFICI E SVANTAGGI
Il nucleare presenta indubbiamente dei vantaggi:
Una centrale nucleare non emette CO2Le centrali nucleari non producono anidride carbonica ed ossidi di azoto e di zolfo, principali cause del buco nell'ozono e dell'effetto serra.
Vantaggio nella bilancia dei pagamentiLa produzione di energia dal nucleare riduce l'importazione di petrolio e la dipendenza delle economie dal petrolio. La copertura del fabbisogno energetico interno tramite il nucleare riduce la possibilità degli shock esterni sull'economia e consente ai governi un minore carico di spesa sulla bilancia dei pagamenti con l'estero. Il tutto si traduce in una maggiore stabilità del sistema economico nazionale..
Maggiore stabilità politicaLe principali riserve petrolifere sono concentrate in pochi paesi ad elevata instabilità politica (Medio Oriente) che rischia di trasmettersi anche nei paesi fortemente dipendenti dall'import del petrolio. L'uso del nucleare riduce la dipendenza occidentale dal petrolio mediorientale.
Conseguenze in caso di incidenteLa storia ha già mostrato la gravità delle conseguenze degli incidenti alle centrali nucleari. Le radiazioni a cui la popolazione viene esposta causano un maggiore rischio di morte per leucemia e tumore. Dall'incidente di Chernobyl la sicurezza delle centrali nucleari è diventato uno dei principali aspetti critici dell'energia nucleare per uso civile. Negli ultimi anni il progresso tecnologico ha notevolmente migliorato la sicurezza delle centrali nucleari dotate di reattori di ultima generazione.
Le scorie nucleariPurtroppo le scorie nucleari sono un altro aspetto critico del nucleare. Non possono essere distrutte e l'unica soluzione, per il momento, sembra essere lo stoccaggio per migliaia di anni in depositi geologici o ingegneristici. La ricerca di un deposito sicuro è tra i principali obiettivi della UE e degli Usa. Sono necessari anni di studi e grandi investimenti per l'individuazione delle soluzioni di stoccaggio per centinaia di migliaia di anni.
Localizzazione centrali nucleari e proteste localiAnche il processo di localizzazione di una centrale nucleare o del deposito di scorie è molto difficoltoso. Nessuna comunità locale accetta di sacrificare il proprio territorio per ospitare i rifiuti nucleari. La Sardegna, la Puglia, la Basilicata sono i recenti casi italiani di forti proteste antinucleari (2003). Nello stesso anno una comunità locale cinese si oppose con successo alla decisione del governo di costruire un deposito geologico di scorie attuando una dura e prolungata protesta. In entrambi i casi vinsero le popolazioni locali.
Il terrorismo Viviamo in un'epoca in cui poche persone possono compiere grandi danni all'umanità. Il ricordo della tragedia dell'11 settembre 2001 ai grattacieli del World Trade Center è stato un duro shock per l'intera società occidentale. Il rischio che le centrali nucleari siano prese come obiettivi per atti di terrorismo o come bombe sporche è quindi molto realistico. E' lecito e razionale preoccuparsi. Le nuove centrali nucleari dovranno includere questo aspetto fin dalla fase di progettazione.
Il trasporto di materiale nucleare Il trasporto di scorie e di materiale nucleare è uno degli aspetti più critici della questione "sicurezza". Durante il trasporto, oltre all'opposizione delle popolazioni che vedranno passare treni o navi con carichi radioattivi vicino alle proprie abitazioni, sussiste il rischio di incidenti e di attentati terroristici. In Francia, il treni speciali adibiti al trasporto di scorie nucleari sono scortati da "carri armati" e da poliziotti a cavallo. L'itinerario del treno cambia in continuazione all'insaputa delle popolazioni residenti nei pressi delle ferrovie. Per questi motivi i depositi di scorie dovrebbero risiedere nei pressi delle centrali nucleari evitando in questo modo la necessità del trasporto delle scorie. La ricerca tecnologica e scientifica non ha ancora trovato il modo per distruggere le scorie all'interno delle stesse centrali nucleari. Si attendono ancora risposte in tale senso. fonte: ECOAGE.COM
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lunedì 26 maggio 2008
PRO LOCO: UDC SODDISFATTO DELLE DIMISSIONI DEL PRESIDENTE: "ora bisogna recuperare il tempo perso"
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sabato 24 maggio 2008
Anniversario della strage di Capaci, Napolitano: la lotta alla mafia non puo' subire flessioni
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venerdì 23 maggio 2008
Udc: su sicurezza e rifiuti pronti a sostegno
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Sequestro in Calabria: trovati rifiuti pericolosi nei pressi del fiume olivo
L'area interessata è nei pressi del fiume Olivo nella zona del Tirreno cosentino. L'inchiesta della procura di Paola riguarda lo smaltimento illecito su 600.000 metri quadri
Completate le operazioni di sequestro dell'area di circa 600mila metri quadri, lungo il bacino del fiume Olivo, in cui si sospetta possano essere stati sepolti rifiuti speciali pericolosi.Nel corso dell'operazione di stamattina condotta dal Nucleo speciale di intervento del Comando generale delle Capitanerie di porto, sono stati fatti i rilievi da cui sono emerse alcune deviazioni anomale del fiume Olivo.Secondo l'ipotesi degli investigatori, delle operazioni di scavo sarebbero state effettuate nella zona per seppellire i rifiuti speciali.Dall'inchiesta della Procura di Paola, che va avanti da alcuni mesi, sarebbe emersa una consistente attività dolosa di smaltimento di rifiuti pericolosi. La nocività dei rifiuti sepolti nell'area è stata accertata dai tecnici dell'Arpacal, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Calabria, e dai consulenti nominati dal pubblico minister Francesco Greco.L'area, su disposizione del pm della Procura di Paola, è stata delimitata dal personale del Comando generale della Capitanerie di porto. La zona interessata dal sequestro è compresa tra i comuni di Aiello Calabro, Serra d'Aiello, San Pietro in Amantea ed Amantea nella zona del Tirreno cosentino.«Stiamo lavorando a ritmo intenso - ha detto il pm Greco - e vedremo cosa emergerà dagli accertamenti che verranno effettuati». FONTE: LANUOVAECOLOGIA.IT
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L'invasione dei ragni giganti:Allerta in Germania, Austria e Svizzera
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sabato 17 maggio 2008
Immigrazione: e se la Spagna guardasse quello che accade in casa sua?
Già in passato diverse organizzazioni per la difesa dei Diritti Umani hanno accusato la Spagna di violenze gratuite contro gli immigrati, specie quelli provenienti dal Marocco. In pochi sanno che la polizia di frontiera spagnola è una delle poche ad avere l'ordine di sparare. Che dire poi dei centri di permanenza temporanea spagnoli? A confronto quelli italiani sono dei veri e propri Grand Hotel.
Vogliamo per esempio parlare dei quattro centri di accoglienza per bambini senza accompagnatore aperti dal Governo spagnolo nelle isole Canarie? Quattro lager dove i centinaia di bambini non accompagnati che arrivano dal Senegal e dal Marocco vengono rinchiusi a tempo indefinito e dove, secondo un rapporto di Human Rights Watch, i bambini vengono percossi, seviziati e lasciati per mesi senza alcun sostegno alimentare, in condizione assolutamente disumane. Trovate il tutto in questo articolo del 27 agosto 2007. Perché non parliamo delle centinaia di testimonianze di immigrati marocchini che raccontano di come la guardia costiera spagnola tagli deliberatamente i loro gommoni in mare aperto? Perché non parliamo delle centinaia di “incidenti” avvenuti alla frontiera tra Spagna e Marocco? Tutti incidenti che hanno un denominatore comune: le ferite da arma da fuoco.
Intendiamoci, la mia non vuole essere una difesa a tutto campo della politica italiana sull'immigrazione, anzi, nei prossimi giorni valuteremo con attenzione ogni singolo passo del Governo Italiano in materia di immigrazione, ma sentir dire da un politico spagnolo che l'Italia è un Paese xenofobo e razzista è davvero troppo, quando proprio in Spagna la violazione dei Diritti dei migranti è all'ordine del giorno. Prima di criticare l'Italia sarebbe bene che la Spagna inizi a guardare quello che avviene in casa propria. Chissà, magari la sig.ra Fernández de la Vega, dal comodo della sua poltrona queste cose nemmeno le sa. AUTORE: Noemi Cabitza
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venerdì 16 maggio 2008
Bimba con gemello nell'addome
Accusava violenti dolori addominali ed è andata in ospedale. Poi i medici hanno scoperto che la piccola paziente, una bambina di nove anni, aveva il suo fratello gemello mai nato nello stomaco. I dottori l'hanno operata estraendo il feto di pochi centimetri, già con tracce di capelli e occhi seppur privo dell'organo cerebrale. La bambina sta bene. I medici hanno spiegato che si tratta di un raro caso di "feto parassita".
L'operazione è avvenuta nell'ospedale di Larissa, nella Grecia centrale. In questo raro caso clinico il feto normalmente alberga nella zona addominale del proprio gemello, ma può anche celarsi altrove, ad esempio nel cranio o nello scroto. FONTE: TGCOM
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LE ANTICHE ORIGINI DI AIELLO CALABRO
E però alcuni dati di fatto sono ancor oggi evidenti.
Intanto, la via Popilia (o, più esattamente, Annia) dei romani, che dopo Cosenza proseguiva ad Sabbutum flumen, aveva una deviazione che, per Grimaldi, portava in territorio di Ajello, sboccando al mare vicino al fiume Olivo (per buona parte, in pratica, l'odierna strada): la cittadina, con la sua imprendibile fortezza arroccata sull'alta rupe, costituiva un punto di controllo sull'importante arteria, ed era quindi in una naturale posizione di preminenza. Che fosse sito di insediamenti antichissimi e continuativi, oltre che di transito, è provato dai reperti che sono stati scoperti anche in tempi recenti: dal coltello paleolitico alle tombe rinvenute nelle grotte del rione Valle e testimoniate dal Liberti, alla cella in località Campo, ai frammenti, di poco conto ma retaggio del succedersi delle civiltà, che noi stessi abbiamo ritrovato, dal vaso greco alle terracotte romane alle tazze e bicchieri medievali alle mattonelle del 1600.Ed altri fattori si aggiungono: è la preferenza dimostrata per Ajello ed il suo territorio dai sovrani normanni; è l'attaccamento dimostrato dal Viceré di Calabria Francisco Siscar che volle addirittura farvisi seppellire, sebbene originario della spagnola Valencia; sono il numero e la qualità degli stemmati palazzi patrizi: è la consistenza nei secoli delle chiese – oltre 10 - e degli ecclesiastici - 14 in Ajello, 23 includendo i suoi -casali" - è la nutrita presenza di notai che ivi rogarono, 18 dal 1500 al 1500, con in più un precedente del 1300. Certamente non si tratta di dati scientifici, specialmente per l'ultimo, in considerazione del fatto che molti fondi notarili sono andati dispersi ed altri non sono stati consegnati all'Archivio di Stato (anche per Ajello), ma la constatazione che esso fu uno dei centri maggiormente dotati di notai, ed esattamente il terzo dopo Cosenza, può avere un valore.
In conclusione, non si vogliono cercare primati per Ajello, sia ben chiaro. Ma la sua preminenza secolare, le sue tradizioni, sono riscontrabili nella storia documentata, ed oggi rivivono in un centro storico altamente interessante ed intelligentemente ben curato, cui manca solo l'auspicabile ripopolamento, perché tomino a rivivere i tempi della "città forte et civile".
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martedì 13 maggio 2008
I nomi dei 37 sottosegretari
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sabato 10 maggio 2008
ALDO MORO,: L'AGNELLO SACRIFICALE
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martedì 6 maggio 2008
Ecco i nuovi gruppi parlamentari

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domenica 4 maggio 2008
IL SERVIZIO DI GUARDIA MEDICA AD AIELLO E' CARENTE!
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sabato 3 maggio 2008
FONTANA DI LAVA SU IO ( UN SATELLITE DI GIOVE)
Una fontana di lava alta oltre 1 km è stata fotografata su Io, una delle lune maggiori di Giove.La lava calda si riversa lungo un canyon lungo circa 20 km
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Immigrati, Costituzione tradotta in arabo
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giovedì 1 maggio 2008
IL CASTELLO DI AIELLO CALABRO
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