Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

giovedì 24 luglio 2008

La sovranità spagnola di Aiello Calabro e la caduta degli angioini

Con Alfonso I d'Aragona inizia la sovranità spagnola sulla Calabria (1442-1503) e finalmente le condizioni della popolazione cominciano a migliorare. Si incrementano i commerci, la produzione, la cultura, con l'introduzione della stampa (1478), si profilano grandi figure spirituali, come S. Francesco di Paola (1416-1507) o Bernardino Telesio (1509-1588).
La stirpe dei Sersale viene confermata da Re Alfonso. Il dominio del figlio del Sersale, Sansonetto, non fu però senza problemi, infatti già nel 1452 e nel 1453 il re dovette intervenire in suo favore, chiedendo, anche al Viceré di Calabria, Francisco (de) Siscar di Valencia, di non contrastarlo, "cussi come havete obedito so patre per lo passata". Sansonetto si era reso in realtà protagonista di diverse angherie a danno della popolazione, ma soprattutto aveva favorito gli angiomi nei loro tentativi di riconquista del regno, e forse era anche tra quei feudatari il cui strapotere dava fastidio al governo centrale.
Giovanni d'Angiò era infatti sbarcato nel novembre del 1459, ed aveva nominato "il mag.co" Giovanni Bertone castellano di Ajello. Alla definitiva sconfitta degli angioini (1462) seguì la destituzione, con un regolare processo (1463), del Sersale, e Ferdinando I d'Aragona conferì al Viceré Siscar, per la sua fedeltà ed suoi meriti nel sedare le rivolte di Cosenza (1441) la contea di Ajello con tutte le terre: Pietramala (Cleto), Lago, Laghitello, Serra, Motta di Savutello.Il Viceré cominciò ad influenzare positivamente l'espansione di Ajello: nel 1456, quando fu sindaco dei nobili Nicola de Dominicis, Aiello contava oltre 1300 anime, una cifra considerevole per i tempi e certamente, come era consuetudine, fra questi figurarono seguaci degli Aragonesi, come la nobile famiglia romana Savelli da cui pare abbiano avuto origine i Giannuzzi. L'abitato si arricchiva di maggiori attività e nuove costruzioni e nel 1473 Francesco Siscar donò ai Frati Minori Osservanti un terreno per la realizzazione della chiesa di S. Maria delle Grazie e del Convento. Ed il figlio Paolo, subentrato alla morte del padre (1480) nel governo della contea di Ajello, accolse nel 1490 numerosi cosentini che sfuggirono agli attacchi da parte degli Angiomi. L'anno precedente il Duca di Calabria Alfonso Il aveva visitato, assieme all'architetto militare Antonio Marchesi, i principali castelli calabresi, tra cui quello di Ajello, per potenziare le difese contro i francesi. Alla fine del secolo, Ajello conobbe ancora una espansione, che sì incrementò nella prima metà del 500, portando ad un generale sviluppo demografico ed economico: il capoluogo passò dai 1700 abitanti del 1532 ai 3500 del 1545, e le rendite sono stimate (1565) in 2.073 ducati.
L'andamento positivo che era del resto una costante della maggior parte della regione, provava che il dominio spagnolo, con tutti i suoi gravi difetti, portò anche dei vantaggi, almeno all'inizio, quali l’icentivazione della coltivazione estesa ed intensiva, l'incremento della produzione della seta, di cui Cosenza era il primo mercato ed Ajello un centro specializzato, ed in genere di tutte le altre attività.

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Napolitano promulga il lodo Alfano Il premier: "Non sarò più perseguitato"


Roma - Il Lodo Alfano è «assolutamente giusto». Grazie, cari senatori. Anche perché «ora il sabato potrò lavorare tranquillamente e non stare con i miei avvocati... ». Silvio Berlusconi usa anche l’ironia per commentare il via libera di martedì a Palazzo Madama. E incontrando i parlamentari del Pdl, proprio al Senato, li ringrazia di persona. «Non vorrei parlare dei magistrati - sottolinea il premier, secondo quanto viene riferito da alcuni presenti - ma mi avete liberato... ». Adesso, aggiunge il Cavaliere, facendosi più serioso, «non verrò più perseguitato», visto che «da quando sono sceso in politica ho dovuto far fronte a 2.502 udienze». E «non è giusto che i giudici giudichino se stessi». Ma è questione di un attimo, il sorriso torna presto. «Così facendo - scherza - avete licenziato Ghedini e i suoi collaboratori».
Ma non solo di giustizia vive la giornata del premier, incentrata invece sulla «road map» sulle riforme. Una per ogni mese, indica l’agenda concordata con gli alleati. A novembre la nuova legge elettorale per le europee. A dicembre il federalismo fiscale. A gennaio la revisione costituzionale. Di pari passo, il cammino della giustizia. Così, a pochi giorni dal congedo, Berlusconi indica il cammino da seguire in autunno. E poco dopo mezzogiorno, quando a palazzo Grazioli fanno il loro ingresso Umberto Bossi e Roberto Calderoli, il calendario prende forma. «È andato tutto bene, riforme istituzionali e giustizia andranno avanti insieme», riferisce dopo il vertice il ministro per la Semplificazione. Un faccia a faccia «distensivo», quindi, tra Carroccio e Cavaliere, pronto anche a sdrammatizzare, en passant, sulle recenti polemiche sul gestaccio all’Inno di Mameli del Senatur. Tanto da chiedergli, scherzando: «Mi fai vedere come hai fatto?». Niente strappi, dunque, ma percorso condiviso, all’interno della maggioranza, grazie anche all’ok del «reggente» di An, Ignazio La Russa, assicurato nel pre vertice di martedì con Calderoli e Giulio Tremonti. E così, tra un saluto e l’altro, il premier dà il via libera all’agenda, fitta d’impegni, che vede al primo punto la modifica della legge elettorale per le elezioni europee, da approvare entro novembre, forse già all’esame del Cdm prima del «rompete le righe». In materia, però, il Cavaliere vorrebbe la soglia di sbarramento al 5% e le liste bloccate, mentre Calderoli sta lavorando su un’ipotesi che prevede un solo voto di preferenza e soglia al 4%. Un’opzione, quest’ultima, che al Pdl, avrebbe ribadito Berlusconi in serata, «non va bene».
Fissate le varie scadenze autunnali, a ora di pranzo breve puntata a palazzo Giustiani, dal presidente del Senato, Renato Schifani, con cui Berlusconi si confronta sulla «situazione parlamentare e politica». A seguire, rapido consulto con il ministro dell’Economia - accompagnato nell’occasione dal direttore generale del Tesoro, Vittorio Grilli - sulla Finanziaria, che settimana prossima giungerà a Palazzo Madama per l’approvazione definitiva.
Intanto, secondo quanto riferito da alcuni senatori del Pdl, Berlusconi affronta in serata pure la questione Alitalia. La soluzione «è vicina», ma «serviranno sacrifici, dovremo discuterne con i sindacati, ma il governo farà la sua parte», spiega, aggiungendo che «ormai siamo pronti e sicuramente ci sarà una nuova Alitalia». Poi annuncia che dal 1° settembre, aziende esterne inizieranno un monitoraggio per verificare, con una sorta di due diligence, la reale efficienza e il funzionamento dei ministeri. Spiega che il federalismo non punirà il Sud. E sul dialogo con l’opposizione, ribadisce: «Non me ne faccio un cruccio, perché se c’è va bene, altrimenti andremo avanti». Infine, un occhio ai sondaggi, dai quali registra un gradimento personale del 62,5%, a fronte del 59,9% dell’intero governo. Un motivo d’orgoglio, tanto da chiudere con una battuta: «Non ha precedenti in nessun governo italiano, del mondo e, neppure, in altri pianeti».

FONTE:ILGIORNALE.IT

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mercoledì 16 luglio 2008

AIELLO CALABRO: I CITTADINI CHIEDONO I LIBRI CONTABILI AL PRESIDENTE DELLA PROLOCO MAGLI

Nei giorni scorsi si è tenuta presso i locali dell'ex pretura di Aiello Calabro un'assemblea di simpatizzanti, nel corso della quale è stata sottoscritta una domanda, all'attenzione del presidente dimissionario Venanzio Magli, al presidente regionale UNPLI Domenico Bloise e al Sindaco di Aiello Calabro Gaspare Perri, in cui si chiede l'acquisizione dei libri contabili degli ultimi cinque anni di attività dell'associazione. Tale richiesta era già stata avanzata il 3 u.s. in modo informale nel corso dell'ultima assemblea della Pro - Loco presieduta dallo stesso Magli. Ad oggi purtroppo ancora la documentazione chiesta non è stata fornita e cittadini si sono visti costretti a presentare una richiesta formale. Tutti si chiedono i motivi per cui la dirigenza dell'associazione di Aiello non voglia rendere pubblico il bilancio della sua attività e rendere conto ai cittadini di come sono stati gestiti eventuali fondi pubblici ricevuti. L'auspicio di molti è che la documentazione chiesta venga fornita prima dell'avvio delle operazioni di rinnovamento dell'associazione previste per fine luglio.

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venerdì 4 luglio 2008

ICI, Occhiuto (UDC) presenta emendamento per ripristinare i finanziamenti

Roma. Ripristinare fondi ex FINTECNA. "Ho presentato in commissione Finanze degli emendamenti per ripristinare i finanziamenti per le infrastrutture della Calabria e della Sicilia che il governo ha deciso di cancellare al fine di coprire le minori entrate derivanti dall’abolizione dell’Ici". Lo afferma, in una dichiarazione, il deputato Roberto Occhiuto, dell’Udc.
Quale federalismo per il Mezzogiorno? "Ho già sostenuto - aggiunge Occhiuto - nella discussione generale in Commissione che se il tipo di federalismo che vorrebbe il Governo consiste nell’eliminare ogni finanziamento per il Mezzogiorno, ci sarebbe, evidentemente, di che preoccuparsi seriamente".
"Il punto è che nel bilancio dello Stato prima c’erano circa 2 miliardi di euro per le infrastrutture del sud ed ora non ci sono più". "Mi auguro, pertanto - conclude Occhiuto - che i colleghi deputati del Pdl, eletti in Calabria, abbiano il coraggio di votare gli emendamenti presentati in commissione Finanze per il ’recupero’ dei fondi, senza rincorrere a finte soluzioni che non risolvono il problema". Francesco Chindemi http://www.duesicilie.org/spip.php?article123

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giovedì 3 luglio 2008

L'Italia dichiara zero: il 25% non paga le tasse

C’è l’Italia che si lamenta delle tasse troppo alte, e c’è quella che non sa neppure che cosa siano, le tasse, perché non le paga. In cifre: 9.659.121 contribuenti solo di nome ma non di fatto, cioè cittadini che dichiarano zero e, quindi, non versano un euro di tasse. Il totale è di quasi 40 milioni di contribuenti (39,9 per la precisione), quindi il conto è facile: a dichiarare zero è un italiano su quattro. Dopo la bufera scatenata dalla pubblicazione on line dei 730 del 2005 dei contribuenti italiani da parte dell’Agenzia delle entrate, si apre un nuovo capitolo. Il 25 per cento dei connazionali - si scopre - non deve neppure compilare il 730. I motivi sono diversi: qualcuno non paga imposte perché non davvero intasca nulla; qualcun’altro invece guadagna, ma così poco da non superare i 7.500 euro e, quindi, rientra nella cosiddetta «no tax area»; oppure è un evasore, che si finge povero anche se, in realtà, può permettersi casa, barca e vacanze di lusso.Un numero enorme che si riduce, appena appena, se si considerano quelli che hanno dichiarato «zero» anche alla voce del reddito d’impresa: si arriva così a poco più di 9 milioni di persone, il 22,61 per cento. Non è che tutti e nove milioni siano evasori. Ma non sono nemmeno tutti indigenti. Le famiglie povere, con assegni sociali, i pensionati che faticano ad arrivare a fine mese sono meno della metà. E gli altri 4 milioni chi sono? Perché non dichiarano (e non pagano)?Per il Fisco gli italiani no reddito sono anche quelli che non superano i 7.500 euro, soglia sotto la quale scatta la «no tax area». Anche loro da sfrondare, quindi. Ma gli altri? Tanti sono convinti di farla franca: i controlli ci sono, ma loro si sentono al sicuro dalle verifiche della Guardia di finanza. Succede soprattutto al Sud. I dati confermano il luogo comune di un’Italia spaccata in due, anche quando si tratta di tasse. Nella classifica per regioni, ad esempio, la Sicilia è in testa: i contribuenti a reddito zero sono il 36,8 per cento del totale. Seguono a ruota Calabria (36,1%), Molise (35%), Basilicata (34%), Campania (33,9%), Puglia (33%): tutte zone in cui oltre un terzo della popolazione, alla voce reddito, dichiara uno zero tondo tondo, sia come Irpef sia come reddito d’impresa. Il record assoluto spetta a Enna, dove il 42,43 per cento degli abitanti dichiara nulla. Agrigento è poco più virtuosa, con il 42,37% di nullatenenti fiscali; Caltanissetta arriva al 40 per cento, Crotone al 39 per cento e Benevento al 38,9%. Cifre molto distanti dal Nord e dal Centro d’Italia, dove le percentuali di contribuenti a reddito zero scendono drasticamente. In Lombardia sono solo il 16,6 per cento, in Val d’Aosta, Emilia Romagna e Piemonte il 17%, in Veneto il 19%, in Toscana il 19,6% e il 25 per cento nel Lazio.La città che vanta i contribuenti più ligi è Bologna: solo il 13,99 per cento non paga le tasse. Milano è seconda in classifica, con il 14% di non dichiaranti, seguita da Lodi (14,6%). Le prime 61 province con minor numero di dichiarazioni a reddito zero sono tutte del Nord e Centro. La prima città virtuosa che spunta al Sud e isole è Sassari, che ha il 24,61 per cento dei contribuenti che non paga tasse. L’inchiesta di Panorama ha anche scomposto il «popolo zero» per professione. L’analisi ha suddiviso per attività lavorative 689.348 dichiarazioni a reddito zero, campione che rappresenta il 17,61 per cento delle categorie che riportano il cosiddetto «codice attività». I dati sono netti. Le percentuali più alte di redditi nulli compaiono fra agricoltori, coltivatori e allevatori: i pastori raggiungono il record dell’84 per cento; i coltivatori di piante ornamentali arrivano all’83%; agricoltori e allevatori in genere sfiorano il 70 per cento. I coltivatori di ortaggi toccano il 73% di non dichiaranti e i coltivatori vitivinicoli il 51 per cento. Ma in classifica spuntano anche professioni più inaspettate come avvocati (l’11,9% dichiara zero), proprietari di bar (15,9%), intermediari, trasportatori, ristoratori (21,3%), architetti (11%), costruttori edili, parrucchieri (8%) e istituti di bellezza (7,9%).
Diana Alfieri

Notizia tratta da: www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=261844

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L'on. OCCHIUTO INCONTRA I CITTADINI DI AIELLO CALABRO


giorno 27, presso l’ex pretura di Aiello Calabro, il nostro movimento ha incontrato i cittadini. All’incontro presieduto dal commissario locale dei giovani udc, Andrea Bruni, ha partecipato l’on. Roberto Occhiuto, eletto deputato nella scorsa tornata elettorale. Bruni, nel ringraziare gli elettori, ha evidenziato come “il risultato ottenuto ad Aiello ci riempie di orgoglio e ci stimola a continuare nelle nostre battaglie per incidere in positivo nella comunità”. dal canto suo Occhiuto nell’esprimere soddisfazione per il gruppo giovanile di Aiello ha esposto le linee guida del progetto di legge a cui intende lavorare: retribuire il praticantato di avvocati e commercialisti. Occhiuto ha continuato affermando di far parte della commissione finanze e che pertanto vigilerà perché il federalismo fiscale voluto dal governo Berlusconi non penalizzi le regioni del sud e la Calabria in particolare. Infine nel compiacersi per l’importante risultato ottenuto dal partito ad Aiello Occhiuto ha auspicato un cambiamento di rotta anche per le prossime elezioni comunali nel nostro paese.

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