La stirpe dei Sersale viene confermata da Re Alfonso. Il dominio del figlio del Sersale, Sansonetto, non fu però senza problemi, infatti già nel 1452 e nel 1453 il re dovette intervenire in suo favore, chiedendo, anche al Viceré di Calabria, Francisco (de) Siscar di Valencia, di non contrastarlo, "cussi come havete obedito so patre per lo passata". Sansonetto si era reso in realtà protagonista di diverse angherie a danno della popolazione, ma soprattutto aveva favorito gli angiomi nei loro tentativi di riconquista del regno, e forse era anche tra quei feudatari il cui strapotere dava fastidio al governo centrale.
Giovanni d'Angiò era infatti sbarcato nel novembre del 1459, ed aveva nominato "il mag.co" Giovanni Bertone castellano di Ajello. Alla definitiva sconfitta degli angioini (1462) seguì la destituzione, con un regolare processo (1463), del Sersale, e Ferdinando I d'Aragona conferì al Viceré Siscar, per la sua fedeltà ed suoi meriti nel sedare le rivolte di Cosenza (1441) la contea di Ajello con tutte le terre: Pietramala (Cleto), Lago, Laghitello, Serra, Motta di Savutello.Il Viceré cominciò ad influenzare positivamente l'espansione di Ajello: nel 1456, quando fu sindaco dei nobili Nicola de Dominicis, Aiello contava oltre 1300 anime, una cifra considerevole per i tempi e certamente, come era consuetudine, fra questi figurarono seguaci degli Aragonesi, come la nobile famiglia romana Savelli da cui pare abbiano avuto origine i Giannuzzi. L'abitato si arricchiva di maggiori attività e nuove costruzioni e nel 1473 Francesco Siscar donò ai Frati Minori Osservanti un terreno per la realizzazione della chiesa di S. Maria delle Grazie e del Convento. Ed il figlio Paolo, subentrato alla morte del padre (1480) nel governo della contea di Ajello, accolse nel 1490 numerosi cosentini che sfuggirono agli attacchi da parte degli Angiomi. L'anno precedente il Duca di Calabria Alfonso Il aveva visitato, assieme all'architetto militare Antonio Marchesi, i principali castelli calabresi, tra cui quello di Ajello, per potenziare le difese contro i francesi. Alla fine del secolo, Ajello conobbe ancora una espansione, che sì incrementò nella prima metà del 500, portando ad un generale sviluppo demografico ed economico: il capoluogo passò dai 1700 abitanti del 1532 ai 3500 del 1545, e le rendite sono stimate (1565) in 2.073 ducati.
L'andamento positivo che era del resto una costante della maggior parte della regione, provava che il dominio spagnolo, con tutti i suoi gravi difetti, portò anche dei vantaggi, almeno all'inizio, quali l’icentivazione della coltivazione estesa ed intensiva, l'incremento della produzione della seta, di cui Cosenza era il primo mercato ed Ajello un centro specializzato, ed in genere di tutte le altre attività.









