Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

martedì 30 settembre 2008

Recessione economia mondiale nella seconda parte del 2008 e 2009: il rischio c'è secondo lo Fmi.


Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per il Mondo, l'Europa e anche l'Italia. Ma lascia aperti scenari negativi.

Di: Marianna Quatraro

Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime di crescita per il Mondo, l'Europa e anche l'Italia: sia nel 2008 che nel 2009 il Pil italiano segnerà un +0,5%. Ma lascia aperti scenari negativi.
Il prodotto globale, in base alle stime aggiornate rese note dall'istituzione di Washington, salirà del 4,1% quest'anno e del 3,9% il prossimo, con una revisione al rialzo pari rispettivamente allo 0,4 e allo 0,1% rispetto alle stime di aprile. Sempre nel mese di aprile il Fmi aveva previsto per l'Italia una crescita dello 0,3% sia per quest'anno sia per il prossimo.
Ma l'economia italiana si dimostra ancora una volta la più lenta tra quelle avanzate. La posizione dell’Italia è parecchio indietro rispetto a quasi tutti i Paesi. La Germania dovrebbe mettere a segno un +2% nel 2008 e un +1% nel 2009. Bene anche la Francia, con rispettivamente +1,6% e +1,4%. Bene anche la Spagna: +1,8% e +1,2%, la Gran Bretagna (+1,8% nel 2008 e +1,7% nel 2009) e il Giappone (+1,5% in entrambi gli anni). Tra i Paesi emergenti, la Cina primeggia con un ritmo di crescita stimato al 9,7% quest'anno e al 9,8% il prossimo. Segue l’India il cui Pil dovrebbe aumentare dell'8% in entrambi gli anni. Non è, infatti, un caso che Cina e India siano stati proposti come nuovi Paesi per allargare il cerchio del G8.
Buono anche il processo per la Russia che beneficia del boom dei corsi del greggio: +7,7% e +7,3%. Il capo del Fondo Monetario Internazionale, Simon Johnson, spiega, però, che c’è la possibilità di un rischio recessione: la crisi economica americana si ripercuote su tutta l’economia mondiale, ma vi sono segnali positivi che farebbero sperare in un futuro migliore. FONTE:BUSINESSONLINE.IT

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lunedì 29 settembre 2008

PRO LOCO: ANCORA TUTTO FERMO

E’ passato ormai quasi un mese da quando si è chiusa la campagna tesseramenti della Pro-Loco e ancora sembra tutto fermo. Il presidente dimissionario pare che non abbia nessuna intenzione di convocare l’assemblea che darà il via al rinnovo dei vari organi. Inoltre, i primi di agosto un gruppo di cittadini aveva fatto formale richiesta per poter visionare il bilancio dell’associazione, possibilità che a quanto pare è stata negata in modo illegittimo dal presidente Magli, che anche da dimissionario continua a gestire l’associazione in modo privatistico. Sono molti i cittadini che nel mese di agosto hanno voluto tesserarsi, con la speranza che questa volta Magli avrebbe realmente avviato una fase di rinnovamento dell’associazione, speranza che va sempre più svanendo e che non smentisce l’atteggiamento del presidente, di cui non si conoscono i motivi. Le domande che sorgono a questo punto sono tante: che fine hanno fatto le tessere?perchè Magli non convoca l’assemblea?perchè gli amministratori non fanno nulla a riguardo, visto che sono a conoscenza del problema?sono interrogativi ai quali è debito dare risposta.

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venerdì 26 settembre 2008

“Oliverio specula”


Il Pdl critica il presidente della Provincia di Cosenza su Cardiochirurgia

COSENZA. “Il Presidente della Provincia non perde occasione per speculare sui problemi che serrano la nostra provincia in una allarmante morsa di arretratezza dei servizi pubblici locali, soprattutto in materia sanitaria; e totalmente dimentico delle pesanti responsabilità dello stesso centro-sinistra, la sua imprudente vocazione presenzialista lo spinge oggi a farsi improbabile “paladino” della restituzione del Servizio di Cardiochirurgia alla Città di Cosenza”: è il commento del Centro-Destra alla Provincia di Cosenza, che si chiede dov’era Mario Oliverio quando i Consiglieri Provinciali di opposizione lanciavano l’allarme sull’ennesimo scippo della Regione Calabria ai danni della salute dei cittadini del territorio cosentino. Il “gap” di efficienza e di qualità della sanità calabrese rispetto al resto d’Italia - afferma il Coordinamento del Centro-Destra - pesa in maniera ancora più forte sul territorio cosentino a causa delle sempre più evidenti disparità di trattamento operate dalla stessa Regione rispetto alle province consorelle. Secondo il Centro-Destra, i servizi sanitari offerti nella nostra provincia hanno subito ininterrottamente, negli ultimi due anni, un inaccettabile arretramento in termini soprattutto qualitativi, a causa della completa assenza di una politica della salute seria, credibile e capace di contenere la forte migrazione sanitaria. Si è stati così costretti ad assistere con impotenza alla soppressione della cardiochirurgia da parte di Loiero e della “compagna” comunista Lo Moro, che è stata scippata a Cosenza con i suoi undici posti letto per essere trasferita a Reggio Calabria; oltre che all’incomprensibile ridimensionamento dell’emodinamica degli interventi di angioplastica ed alla fuga di massa delle migliori professionalità dall’Ospedale di Cosenza. A fronte di tali drammatiche problematiche, i Consiglieri di opposizione della Provincia di Cosenza già nell’aprile 2007 hanno chiesto al Consiglio Provinciale di aprire una “vertenza sanità” con la Regione Calabria, proposta accettata all’unanimità dall’intera assise ma sulla quale Oliverio non aveva sin qui speso una parola oppure compiuto un atto concreto: “abbiamo invece assistito - continua il Coordinamento - ad un Presidente della Provincia molto impegnato ad organizzare banchetti a base di pecorino e champagne e feste di tamburelli, oltre che a “scoprire” la degustazione di un gelato a San Lucido che è già conosciuto in tutta la Calabria da oltre dieci anni, ed a presenziare ad ogni evento mondano, inaugurazione e sagra di piazza con la sua bella giacchetta sopra una “elegante” camicia a maniche corte”. “Legittimamente sospetto” è dunque, a giudizio della minoranza, l’attuale interessamento sulla vertenza cosentina per il Servizio di Cardiochirurgia: “gli atteggiamenti e le iniziative del Presidente della Provincia - conclude il Centro-Destra - sono dettati da meri interessi politici di parte. FONTE:ILGIORNALEDICALABRIA.IT

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A Vieste gli stati generali delle donne dell’UDC

(Vieste – FG) "Senza quote nè recinti, donne protagoniste della politica e del lavoro". Questo il tema della convention nazionale dedicata alle donne organizzata dal dipartimento Pari Opportunità dell'UDC, e che si apre oggi, venerdì 26 e fino a domenica 28 settembre a Vieste.
Ad inaugurare la convention l’onorevole Pier Ferdinando Casini e la Sindaca di Vieste, Ersilia Nobile, Caterina Ciuffreda, Responsabile Pari Opportunità Vieste, Angela Cicchetti, Responsabile Tra gli argomenti trattati “Donna – Carriera – Famiglia” Prospettive, Dove contano le donne, cresce l’economia, I primi cento giorni del Governo Berlusconi: le donne interrogano i parlamentari Udc. Tante/tantissimi le/gli ospiti attesi alla tre giorni di dibattito, per porre l’accento su alcune questioni cruciali, che stanno a cuore alle donne del partito: le quote rosa, che continuano a non piacere alle donne dell'UDC, che, invece, reclamano il loro coinvolgimento pieno e diretto nella vita dei partiti e delle istituzioni, la divisione dei ruoli in famiglia, ancora troppo rigida; lo sviluppo delle politiche di genere per passare dalla parità formale alla realizzazione sostanziale delle pari opportunità; la partecipazione delle donne alla vita pubblica ed ai luoghi della decisione, e strategie di conciliazione tra lavoro e famiglia.
Tanti argomenti che vedranno dibattere insieme tra gli/le altri/e l’On. Anna Teresa Formisano,. Laura Molteni, Deputata Lega Nord, Salvatore Ruggieri, Deputato Udc, Adriana Poli Bortone, Senatrice PDL, Colomba Mongiello, Senatrice PD, Nicoletta Barbato, Vice Responsabile Udc Pari Opportunità, Carmela Minuto, Dipartimento Pari Opportunità Udc, Erminia Mazzoni, deputata Udc
Lorenzo Cesa, Segretario Nazionale UDC.

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giovedì 25 settembre 2008

Sulla legge elettorale Casini costringe Veltroni a scoprire le carte

La legge elettorale è uno di quei temi che appassionano l'opinione pubblica in modo inversamente proporzionale all'interesse degli addetti ai lavori. Siccome però rappresenta la principale regola a base di una democrazia, forse sarebbe bene non sottovalutarne la portata.
Il Parlamento sta infatti discutendo della nuova legge con cui gli italiani eleggeranno la loro rappresentanza in Europa. Il governo ha rinunciato all'ipotesi di presentare un proprio disegno di legge e quindi la commissione affari costituzionali della Camera si sta basando sui ddl presentati in Parlamento. L'indirizzo della maggioranza però è già molto chiaro. Pdl e Lega hanno siglato un'intesa che prevede una soglia di sbarramento al 5% e l'introduzione delle liste bloccate al posto delle preferenze. Si tratta, evidentemente, di un progetto che è per il centrodestra molto coerente ma potenzialmente letale per i partiti medi che pure hanno già superato lo sbarramento alle Politiche (Udc e Italia dei Valori). Il partito di Lorenzo Cesa ha, in particolare, iniziato una battaglia frontale proprio sull'eventualità di cancellare le preferenze. Alla festa del partito Casini ha addirittura rinunciato al suo nome nel simbolo per inserire provocatoriamente la scritta «Sì alle preferenze». Si potrebbe obiettare che è stato proprio l'Udc a volere nel 2006 una legge proporzionale e che per ottenerla approvò di buon grado le ora famigerate liste bloccate. È vero: non c'è dubbio che da oltre dieci anni i centristi in genere affidano al dibattito sulla legge elettorale capacità taumaturgiche e risposte che invece dovrebbero venire da scelte politiche di merito. La battaglia — decisamente demodè — sulle preferenze e sul sistema proporzionale rischia però di apparire oggi assolutamente moderna. Restituire capacità decisionale agli elettori sta diventando persino una necessità. Casini sembra averne preso talmente coscienza che è passato da una linea di «retroguardia» (non toccare le preferenze) ad una di «avanguardia». In una intervista a «Il Sole 24 Ore» ha proposto di adottare per le Europee un sistema assai simile a quello delle provinciali (candidati nei collegi e ripartizione di questi su base proporzionale). Un meccanismo non semplicissimo e non privo di controindicazioni. Ma al contempo una straordinaria e innegabile innovazione per l'Udc che supera il tabù del passato. Ad esser chiari, le probabilità che questa proposta passi sono davvero poche e l'impressione è che Casini e Cesa puntino ad un ragionamento di prospettiva. Nel frattempo però questo sparigliamento costringe il Pd a scoprire le sue carte. Se infatti il piano del Pdl è trasparente e alla luce del sole, quello di Veltroni non è ancora chiarissimo. Il leader dei Democratici è d'accordo nei fatti con Berlusconi o sposa la linea di Casini? In quest'ultimo caso, la verifica si sposterebbe in Parlamento dove — se appunto l'opposizione è seriamente determinata — un eventuale ostruzionismo potrebbe portare a risultati imprevedibili. Occorrerebbe — ripetiamo — una determinazione del Pd di Veltroni che ancora non si scorge. Intanto, si può riconoscere che da Casini e dall'Udc giunge una significativa novità. Chissà che non se accorga l'opinione pubblica, ed anche gli ex (?) alleati del centrodestra. FONTE:IL TEMPO.IT

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Bush spinge per il piano anti-recessione- " La crisi potrebbe diventare panico"


Nel messaggio alla nazione, il presidente degli Stati Uniti ha caldeggiato "misure decise e tempestive" in grado di evitare che il paese "scivoli nella recessione". Oggi l'incontro con Obama e McCain

New York, 25 settembre 2008- Fino ad ora George W. Bush era rimasto in disparte, sulla crisi finanziaria che ha investito il Paese si era espresso limitandosi a brevi, sporadici, commenti.Nelle ultime settimane il presidente degli Stati Uniti aveva lasciato parlare chi è più titolato per discutere dello stato di salute dell'economia americana, il segretario al Tesoro Henry Paulson e il presidente della Federal Reserve Ben Bernanke.

Ieri sera però ha rotto gli indugi e, con un messaggio alla Nazione trasmesso in diretta tv nell'orario di massimo ascolto, ha descritto "una crisi che potrebbe diventare panico", a meno che non siano prese "misure decise e tempestive" in grado di evitare che il paese "scivoli nella recessione".

L'ultima volta che Bush ha fatto un messaggio alla Nazione in prima serata è stato 377 giorni fa, quando il presidente ha annunciato una graduale riduzione del livello delle truppe americane impegnate in Iraq."Gli Stati Uniti si trovano nel mezzo di una crisi finanziaria, che sta mettendo a rischio l'intera economia americana. Per questo il Congresso è al lavoro per mettere in atto un'azione decisa, un piano che non è volto a salvare un singolo individuo o una singola società, ma il sistema nel suo complesso", ha detto parlando dalla East Room della Casa Bianca.
Ma il presidente Bush farà di più, oggi incontrerà i candidati alla presidenza, il senatore dell'Illinois Barack Obama e il suo collega dell'Arizona John McCain, proprio per parlare del piano di salvataggio da 700 miliardi di dollari, ponendo così rimedio a "una crisi che potrebbe farsi più profonda"."I mercati azionari potrebbero cedere ulteriore terreno, il paese potrebbe scivolare nel panico economico, i principali settori del sistema finanziario potrebbero fallire", ha detto Bush, per questo ha auspicato la rapida approvazione del pacchetto proposto dal Governo e sul quale esisterebbe "un accordo diffuso", almeno sulle linee di principio.

Il piano di soccorso, che darebbe al dipartimento del Tesoro il potere di comprare asset rischiosi di qualsiasi istituzione finanziaria per i prossimi due anni, ha destato un certo scetticismo al Congresso, soprattutto da parte dei più conservatori, che vedono con sospetto un intervento così massiccio del Governo nel settore privato. Certo, c'è accordo sul fatto che qualcosa debba essere fatto e che si debba agire velocemente, ma ciò nonostante si fatica a trovare un accordo sui dettagli del piano. "Non approvare questo pacchetto ora, costerebbe molto di più agli americani in futuro.

E' una decisione difficile per molti rappresentanti del Congresso, ma è una decisione necessaria per proteggere i contribuenti", ha detto Bush. Il presidente ha chiarito che "molto, se non tutto, il denaro dei contribuenti usato per il piano di soccorso sarà restituito", senza rinunciare a uno sprazzo di ottimismo sottolineando che "ci sono motivi per avere fiducia nella solidità dell'economia nel lungo periodo". FONTE: QUOTIDIANO.NET

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giovedì 18 settembre 2008

Alitalia, la trattativa continua. Berlusconi: «Se fallisce, colpa dei sindacati»


«Se la trattativa Alitalia-Cai dovesse fallire, la colpa sarebbe solo dei sindacati». Lo ha dichiarato il premier Silvio Berlusconi, nel salotto di «Porta a Porta». Berlusconi ha anche addossato ai rappresentanti dei lavoratori la colpa per il mancato accordo con Air France. Quanto al partner straniero ideale per Alitalia, Berlusconi ha affermato che sarebbe Lufthansa. Dal premier anche una «rivelazione» sugli esuberi: «Saranno 3.250».
Intanto, la trattativa con i sindacati per il salvataggio della compagnia di bandiera va avanti. È durata fino alle 22,30 la riunione a Palazzo Chigi con Confederali e l'Ugl. Per il Governo erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e i ministri Maurizio Sacconi (Welfare) e Altero Matteoli (Infrastrutture). Sul tavolo c'è l'accordo quadro sul piano industriale raggiunto tra Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con la mediazione dell'Esecutivo. Qualche ora prima si era svolto a Palazzo Chigi l'incontro tra governo e i rappresentanti di piloti (Anpac e Up) e assistenti di volo (Anpav, Avia, Sdl) sul piano di salvataggio di Alitalia. Domani i nove sindacati si inconteranno nel primo pomeriggio nella sede dell'Anpac alla Magliana per guardarsi in faccia e trovare una linea comune dopo la quasi separazione di oggi tra i quattro confederati (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) e le cinque sigle autonome. Giovedì sarebbe stata indetta, secondo alcune indiscrezioni, una nuova riunione tra governo, Cai e le 9 sigle sindacali insiemeIl sindacato autonomo degli assistenti di volo Anpav si è intanto detto disponibile a condividere i contenuti dell'accordo quadro. Il presidente Massimo Muccioli spiegando che la decisione è stata presa dopo aver ascoltato, nell'incontro di questa sera a Palazzo Chigi, «le spiegazioni» sui contenuti dell'accordo, che riguarda solo gli aspetti legati al piano industriale, da parte del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. FONTE: IL SOLE 24ORE.COM

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Petizione dell’Udc per ripristinare il voto di preferenza

A cura di Annarita Scalvenzo
«Nelle recenti elezioni politiche sia Pd che Pdl hanno invocato il cosiddetto “voto utile”, con il quale si è tentato di dare un nuovo assetto istituzionale al Paese, trasformando il bipolarismo nel bipartitismo – riflette il consigliere chivassese Alessandro Recchia, impegnato in prima persona nella raccolta di firme -. Pur convenendo che si deve superare il precedente sistema, fatto da tanti piccoli partiti generatori di instabilità, occorre trovare un equilibrio che, nel garantire la semplificazione del quadro politico, risulti, al tempo stesso, rappresentativo dei diversi segmenti della società».Recchia porta un paragone a sostegno della sua tesi: «In altre democrazie europee i gruppi parlamentari sono generalmente composti da popolari, liberali, socialisti e verdi, mentre da noi entrambi i Pd, con o senza la “L”, non possano dirsi partiti con una definita e chiara linea politica, con un sistema di valori comuni e condivisi. Paiono infatti due contenitori, estremamente eterogenei: con questi partiti il popolo dei moderati, cioè la più grossa fetta di elettorato, poco si identifica, costretto il più delle volte a orientare il voto sul meno peggio». L’esponente dell’Udc prosegue poi sottolineando come nel Governo Prodi, molte azioni siano state condizionate dalle sinistra radicale, un rischio però che corre anche il Governo attuale. Inoltre, dichiarazioni recenti di alcuni soggetti politici, sembrano essere segni premonitori di un disegno mirato ad accentrare sempre più il potere. «La preferenza – sostiene - è uno strumento per fermare questa strada, per rafforzare la componente in cui si identifica l’elettore e costituisce anche un modo pragmatico per far crescere la democrazia, anche interna dei partiti. In questo contesto si inquadra la raccolta di firme avviata dall’Udc per una proposta di legge popolare che vuole reintrodurre la preferenza per l’elezione dei parlamentari nazionali. Si vuole restituire al cittadino il diritto sacrosanto di scegliere i propri parlamentari. La preferenza è un metodo democratico per selezionare la classe dirigente, perché riduce la possibilità delle segreterie di partito di imporre dall’alto non solo i candidati, ma addirittura coloro che dovranno essere eletti».Recchia sottolinea poi quelle che potrebbero essere le ripercussioni a livello locale: «Col sistema in atto i parlamentari sono obbligati ad obbedire al solo volere del capo, non hanno alcun interesse a stare sul territorio, né ad occuparsi dei problemi della gente. Si crea così un vuoto di rappresentanza, un distacco sempre più marcato fra istituzioni e cittadini. La reintroduzione della preferenza permetterà alle forze politiche di riavvicinarsi ai veri problemi della gente, rafforzerà l’unità del Paese, l’interesse nazionale e il bene comune. E’ quindi una scelta di civiltà, che vede aderenti di tutti gli orientamenti politici». FONTE:LOCALPORT.IT

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lunedì 15 settembre 2008

Lehman Brothers, da colosso al più grande crac della storia


Il fallimento di Lehman Brothers, il colosso bancario statunitense che ha chiesto l'ammissione ai benefici del Capitolo 11, è il più grande nella storia delle bancarotte mondiali. Lehman ha superato infatti il "crac" di WorldCom, il gruppo telefonico che finì in amministrazione controllata nel 2002 per via di alcune grosse irregolarità contabili. Lehman Brothers ha un debito pari a circa 613 miliardi di dollari ed ha superato di conseguenza oltre a WorldCom anche Drexel Burnham Lambert, fallimento avvenuto nel 1990.
Banca storica - Fondata nel 1850 a Montgomery, Alabama, da Henry Lehman, emigrato negli Usa da Rimpar in Baviera (Germania). Con l'arrivo di Emanuel Lehman prima e del suo fratello più giovane poi Mayer Lehman, la società ha assunto il nome di Lehman Brothers. La società è rimasta a "conduzione familiare" fino al 1924, fino all'arrivo cioè di John M. Hancock, che è diventato così il primo non della famiglia Lehman a unirsi alla società. Dal 1858 il quartier generale della banca è a New York, in Liberty Street. Con gli attentati dell'11 settembre, la banca è costretta a trasferirsi e sceglie Midtown Manhattan, nei pressi di Times Square. La crisi degli stipendi - Alla Lehman Brothers la busta paga è composta da stock options sulle azioni della banca per una quota variabile tra il 10 e il 60%: il 25% delle azioni della banca d'affari è quindi detenuto dai suoi dipendenti. "Durante l'ultimo decennio una quota crescente della retribuzione è stata distribuita sotto forma di stock options e di azioni", spiega Robert Willens, consulente fiscale impiegato in Lehman Brothers dal 1987 all'anno scorso. "I lavoratori vengono pagati con azioni vincolate, vendibili solo dopo cinque anni, da cui percepiscono un interesse in base all'andamento dell'impresa". Con la caduta del titolo Lehman Brothers in borsa, che ha perso il 93% del suo valore nel giro di 8 mesi, 24 mila impiegati e managers della banca hanno perso oltre 10 miliardi di dollari della propria retribuzione.
I più grandi crack della storia:1) LEHMAN BROTHERS (639 miliardi) 2) WORLDCOM (103,9 miliardi) 3) ENRON (63,4 miliardi)4) CONSECO (61,4 miliardi)5) TEXACO (35,9 miliardi)6) Financial Corp. of America (33,9 miliardi)7) Refco (33,3 miliardi)8) IndyMac Bancorp (32,7 miliardi)9) Global Crossing (30,2 miliardi)10)Calpine (27,2 miliardi).
FONTE:TISCALI.NOTIZIE

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PDL: FRATTINI, ANCHE L'UDC NELLA COSTITUENTE

ASCA) - Udine, 15 set - A Udine prende avvio questa sera la Costituente del Pdl del Friuli Venezia Giulia. ''Si basa - afferma il ministro Franco Frattini, a margine della convention a Udine - su valori comuni e su dei principi.Abbiamo lavorato in questo durante la campagna elettorale e mi sempre giusto tornare ora, dopo la campagna elettorale a testimoniare un'attenzione che continua''.Per quanto riguarda la proposta del presidente della Regione, Renzo Tondo, di far entrare nel Pdl anche l'Udc, Frattini ha detto che ''l'Udc qui sostiene lealmente la giunta, hanno lavorato con noi durante la campagna elettorale regionale, stanno lavorando lealmente''.

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venerdì 12 settembre 2008

Sarah Palin: «Guerra alla Russia? Forse»


Prima intervista televisiva della candidata repubblicana alla vicepresidenza. Con qualche incertezza

NEW YORK - È pronta all'incarico che le ha offerto John McCain e, se le circostanze lo rendessero necessario, anche a prendere il posto del presidente. Sarah Palin debutta in tv con la prima intervista da quando è diventata la candidata vicepresidente repubblicana e dall'Alaska manda un avvertimento al di là dello stretto di Bering: l'America vuole l'estensione della Nato ad altri paesi ex sovietici e se la Russia facesse un bis dell'invasione della Georgia, è pronta anche alla guerra. «Ucraina e Georgia meritano di entrare nella Nato», ha detto la Palin a Charles Gibson, il giornalista della Abc che ha avuto l'esclusiva dell'intervista più attesa in questi giorni negli Usa. Se Tbilisi fosse stata già parte dell'Alleanza o se la Russia invadesse uno stato membro, ha detto la Palin, gli Usa potrebbero entrare in guerra con Mosca, «perché questo è l'accordo che prendi quando sei un alleato della Nato: se un altro paese viene attaccato, devi aspettarti di venir chiamato in aiuto». GUERRA IN IRAQ - La Palin ha detto di «non aver battuto ciglio» quando McCain le ha offerto il posto: «Non puoi avere esitazioni, ho la sicurezza e la preparazione che servono». All'intervistatore che le chiedeva se si sente pronta anche a subentrare al presidente, se al 72enne McCain accadesse qualcosa, la governatrice ha risposto affermativamente. La governatrice, che ha definito in passato la guerra in Iraq «un compito indicato da Dio», ha detto di «essere convinta che vi è un progetto per questo mondo e che questo progetto sia per il bene». «Penso che vi sia grande speranza e grande potenziale per ogni paese - ha detto - per vivere e veder protetti i suoi diritti inalienabili che sono dati da Dio. Credo che questi siano i diritti alla vita, alla libertà e al perseguimento della felicità. Questo, a mio giudizio, è il grande piano del mondo».DOTTRINA BUSH - Ma a tratti, durante l'intervista, la Palin è sembrata titubante, in difficoltà. Come quando l'intervistatore le ha rivolto una domanda sulla dottrina dell’attacco preventivo, uno dei marchi di fabbrica del governo del presidente George W. Bush. Gibson si è sentito rispondere: «A che riguardo, Charlie?». E lui ha colto l’occasione al volo: «Che cosa intende, per dottrina Bush?». La Palin ha tentato una risposta: «La sua visione del mondo...». Bush, ha continuato, «ha cercato di eliminare dalla faccia della terra l’estremismo islamico, i terroristi che hanno giurato di distruggere il nostro Paese. Ci sono stati errori di percorso, svarioni, e questo è il bello della democrazia e delle elezioni, che danno agli americani l’opportunità di eleggere leader migliori». Ma la risposta, per quanto ben articolata, non era quella giusta: Gibson ha spiegato, con aria da prof in cattedra, che la dottrina Bush è quella che teorizza l’attacco preventivo. Senza batter ciglio la Palin ha risposto: «Charlie, se abbiamo prove di intelligence che ci dicono che un attentato contro l’America è imminente, abbiamo ogni diritto di difendere il Paese».
FONTE: CORRIERA DELLA SERA.IT

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giovedì 11 settembre 2008

Acceleratore particelle, partito esperimento sul Big Bang


di Robert Evans

GINEVRA (Reuters) - Gli scienziati di tutto il mondo oggi hanno celebrato i primi test con l'acceleratore di particelle che sperano simulerà il "Big Bang" che ha creato l'universo.
Gli esperimenti nel Large Hadron Collider, o Lhc, la macchina più grossa e più complessa mai realizzata e costruita sotto terra, potrebbe dare una spinta alla fisica moderna e svelare segreti sull'universo e le sue origini.
Lo staff nella sala di controllo al confine tra Svizzera e Francia ha applaudito quando il primo fascio di particelle è stato sparato stamani nel tunnel circolare lungo 27 km sigillato ermeticamente.
"Le cose possono andare male in ogni momento", ha spiegato il capo progetto Lyn Evans. "Ma stamani abbiamo avuto un grande inizio".
Ci vorranno settimane o mesi prima che due particelle si scontrino insieme nel grande tubo, e ancora di più prima che gli scienziati possano interpretare i risultati, ha aggiunto Jos Engelen, del Cern, il Centro europea per la ricerca nucleare.
Scienziati in pigiama si sono dati appuntamento al Fermi National Accelerator Laboratory di Batavia, in Illinois, in attesa dei primi segnali della macchina da 9 miliardi di dollari.
Il primo blip è arrivato subito dopo l'accensione della macchina alle 9:30 di stamani, l'1:30 di notte a Batavia, casa di Tevatron, considerato il più grande acceleratore di particelle fino alla creazione di Lhc. IL MONDO NON E' FINITO
Gli scienziati hanno respinto l'ipotesi che l'esperimento possa creare un piccolo buco nero in grado di risucchiare il pianeta.
"I timori degli scienziati non avevano niente a che fare con buchi neri ma con problemi tecnici o elettronici", ha spiegato Jim al-Khalili dell'Università del Surrey.
"Ora inizia il vero divertimento", ha aggiunto. "Non importa quello che troveremo, sveleremo i segreti dell'universo".
L'Lhc invierà protoni per il tunnel quasi alla velocità della luce. La speranza è che si scontrino tra loro ed esplodano in un nuovo tipo di particelle, creando in scala il calore e l'energia del Big Bang che diede origine all'universo 13,7 miliardi di anni fa.
Con la macchina a pieno regime, ci saranno 600 milioni di collisioni al secondo. I dati saranno trasmessi tramite una rete chiamata The Grid agli scienziati di 170 istituzioni in 33 paesi.
"Una specie di Nazioni Unite virtuale", ha detto Michael Tuts, professore della Columbia University di New York e manager di 400 scienziati americani al lavoro su un progetto di Lhc.
L'esperimento potrebbe confermare l'esistenza di "Higgs Boson", dallo studioso che per primo la propose nel 1964, o la cosiddetta "particella di Dio", all'origine dell'universo.

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CALABRIA: TREMATERRA (UDC), ULTIMA IN EUROPA


(ASCA) - Reggio Calabria, 11 set - '' Lo sforzo, politico e culturale, che stiamo tentando - dice Trematerra - consiste nel capire se in Calabria c'e' la possibilita' di mettere assieme il meglio della politica e il meglio delle istanze della societa' civile, per affrontare la prossima stagione, che dovra' essere una legislatura straordinaria e di scopo, sulla base di un programma che contenga pochi punti su cui dovra' crearsi la convergenza delle forze politiche e sulle quali si potranno creare quindi le alleanze''. ''Noi poniamo oggi una questione di rinnovamento della politica e di nuovo approccio con i problemi - conclude Trematerra - come condizione preliminare per concretizzare una buona amministrazione. Se cosi non fosse, anche l'impegno in politica per moltissimi di noi risulterebbe poco accattivante, specie per chi intende la politica non come un fine, ma come un mezzo per risolvere i problemi''.

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lunedì 8 settembre 2008

Aiello Calabro: INCENDIO DISTRUGGE RETE IDRICA : TUBI LASCIATI SCOPERTI!

nella giornata di oggi, un incendio divampato nella località di “Bocca Ceraso” ha arrecato danni alla rete idrica. Inoltre le fiamme hanno avvicinato le abitazioni, e il fuoco è stato domato anche grazie al tempestivo intervento di alcuni cittadini della zona. Le fiamme avrebbero danneggiato parte della conduttura dell’acquedotto sito nella località sopra citata. Sembrerebbe che le tubature non fossero interrate e pertanto sono andate in fiamme lasciando la zona senza acqua. Quello che noi ci chiediamo, insieme a tanti altri cittadini, è come mai quelle tubature si trovavano fuori dal terreno. Un interrogativo al quale i nostri amministratori dovranno rispondere per rendere conto del motivo per cui adesso il Comune dovrà spendere altri soldi pubblici per la sistemazione della rete. Questo solo perché i tubi non sono stati interrati a suo tempo. Ancora una volta purtroppo i cittadini delle frazioni pagano le conseguenze della negligenza dell’amministrazione locale. Come se non bastasse problemi idrici riguardano anche le frazioni di Coschi e Stragolera, dove ogni giorno ad un certo orario viene regolarmente “chiusa” l’acqua. Pare che la causa di questo disagio sia dovuta ad un guasto che nessuno sembra voler riparare. Cosa ancora più grave, recentemente è stato costruito un nuovo acquedotto per potenziare la rete e renderla più efficiente, ma per motivi a noi ignoti non viene collaudato e collegato. Quello dell’acqua è un problema che interessa in nostro Comune da anni e che a turno lascia a “ secco” le varie frazioni. Ciononostante le amministrazioni che si sono succedute hanno fatto poco o nulla per risolverlo. Non è più concepibile che ai giorni d’oggi vengano costruiti acquedotti “da terzo mondo” con i tubi lasciati sul terreno e che i cittadini pur pagando regolarmente le bollette non possano usufruire di un bene prezioso ed essenziale come l’acqua. Il nostro appello è rivolto all’amministrazione locale e alla società Acque Potabili perché si prodighino a dotare il nostro territorio di una rete idrica efficiente e funzionale, come quella di tutti glia altri paesi civili.

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Le auto di canapa possono essere l'onda del futuro

di Amanda OnionABC News, 4 giugno 2001
Gli scienziati affermano che è possibile, le auto del futuro più efficienti nei consumi potrebbero essere fabbricate con canapa e altre piante robuste - già osservate speciali per il loro odore. Un'auto fatta di erba può non sembrare robusta, ma gli scienziati dicono che le auto fatte con materiali vegetali sono l'onda del futuro.
Ricercatori in Australia e in Inghilterra stanno lavorando per sviluppare materiali ricavati da piante come la canapa e l'erba elefante per rimpiazzare componenti di plastica e di metallo nelle auto.
Gli scienziati affermano che si tratta di materiali biodegradabili che possono diminuire il consumo di carburante dato che pesano il 30% in meno dei materiali correntemente usati.
Più leggera è l'auto, meno carburante sarà necessario per farla andare", spiega Alan Crosky della Scuola della Scienza dei Materiali ed Ingegneria dell'Università del Nuovo Galles del Sud in Australia.
Usa e brucia
Crosky e i suoi compagni stanno sviluppando materiali resistenti ricavati dalla canapa, la pianta a forma di canna, cugina meno controversa della marijuana. "La fibra di canapa ha una resistenza alla trazione maggiore dell'acciaio, ed è inoltre considerevolmente più economica da lavorare" sostiene.
La canapa usata nella fabbricazione delle auto contiene solo delle tracce del narcotico tetraidrocannabinolo, che causa gli effetti psichici della marijuana.
Crosky spiega che costruire auto, compreso il suo guscio esterno, usando piante come la canapa, riduce il numero delle carcasse arrugginite e delle parti meccaniche che giacciono nei cimiteri di automobili. Le fibre vegetali vengono pulite, riscaldate e in qualche caso mescolate con piccole parti di plastica degradabile, poi stampate in pannelli induriti e ripieni.
Ogni anno negli Stati Uniti da 10 a 11 milioni di veicoli vengono scartati e raggiungono la fine del loro ciclo d'uso. Una rete di incentivi per lo smaltimento e il recupero fa sì che vengano demolite il 96% di queste vecchie auto; ma circa il 25% dei veicoli in peso, che includono plastica, fibre, schiuma, vetro e gomma, rimane come rifiuto.
"Un'auto costruita con pannelli a base di canapa, riscaldati, trattati e stampati", dice Crosky ", può semplicemente essere bruciata alla fine della sua vita e poi sarà consumata naturalmente dai batteri. L'Europa indica la strada
L'idea aveva già solide radici in paesi come la Germania e l'Inghilterra, dove le case costruttrici devono pagare delle tasse per lo smaltimento dei vecchi veicoli. Dato che le disposizioni ambientali sono sempre più pertinenti, i ricercatori credono che le fibre naturali stiano per diventare in tutto il mondo la principale componente delle auto.
"Le case produttrici qui pagano un mucchio di soldi per scaricare qualcosa tra i rifiuti", dice Mark Johnson, un ingegnere dell'Università del Warwick Manifacturing Group in Inghilterra. "Se è fatta di parti biodegradabili, non dovete pagare nulla".
Johnson e il suo team stanno creando parti di auto con erba elefante, "Una pianta simile al bambù" afferma, "richiede meno lavorazioni della canapa per indurirla e modellarla in parti per auto".
Le case automobilistiche tedesche, che includono la Mercedes (Daimler / Chrysler), la BMW e l'Audi Volkswagen, hanno intrapreso la strada di incorporare fibre vegetali nei loro modelli. Dall'introduzione dei pannelli di juta nelle porte della mercedes di Classe E cinque anni fa, le case automobilistiche tedesche hanno più che triplicato l'uso di fibre naturali fino a circa 15.500 tonnellate nel 1999.
La tendenza futura potrebbe essere quella di costruire le carrozzerie delle auto con materiali vegetali. Crosky dice che lui e il suo team stanno cercando di costruire le parti esterne delle auto con la canapa.
Negli Stati uniti le compagnie automobilistiche hanno accolto l'idea con prudenza.
"Noi usiamo le fibre naturali quando la cosa ha senso sul piano tecnologico" dice Phil Colley, un portavoce della Ford Motor Co. Colley afferma che la Ford ha usato del lino, del cotone riciclato alto 14 piedi e una fibra chiamata kenaf in alcune parti, che includono la copertura esterna della parte bassa sul davanti, che serve per ridurre il rumore. La Deere & Co. (NYSE: DE) ha usato composti a base di soia e fibra di vetro nei pannelli di alcuni suoi trattori. Dal 2010, preannuncia la società di consulenza Kline and Company del New Jersey, sarà rimpiazzato un quinto della fibra di vetro nei modelli di auto americani.
Mentre i ricercatori parlano dei vantaggi, Colley osserva che ci sono anche degli inconvenienti. L'odore può essere un problema, dice, specialmente con la canapa, che può provocare un odore stantio quando viene incorporata in un veicolo. "Dovete tenere conto di tutte le controindicazioni" dice Colley.
L'ispirazione viene dalla storia.
Sebbene le componenti realizzate in fibre naturali possano essere considerate il futuro dell'automobile, l'idea di fabbricare materiali con piante da fibra data da tempi molto antichi. Frammenti di tessuti di canapa risalgono all'8.000 a. C. Bambù e robuste erbe sono state usate nelle costruzioni per secoli, e alcuni campi coltivati in Giappone ancora forniscono la canapa per tessere gli abiti da cerimonia dell'imperatore.
Henry Ford, fondatore della Ford Motor Co., per primo ebbe l'idea di costruire parti di auto con materiali vegetali nel 1940, quando prese una scure e colpì il cofano di un'auto fatta con materiali a base di fagioli di soia (e fibra di canapa), per verificarne la robustezza.
Il cofano, come viene riportato, resistette al colpo, ed ora, 70 anni dopo, le case automobilistiche, inclusa la stessa Ford, sono finalmente entrate nell'idea di usarle."Aumentare l'uso di materiali biodegradabili e riciclati diminuirà l'impatto dell'eliminazione dei veicoli" dice Jim Kliesch, un ricercatore presso l'American Council for an Energy-Efficient Economy, una organizzazione non-profit con base a Washington dedicata al miglioramento dell'impatto ambientale delle tecnologie. "E questa può essere solo una buona cosa".

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