GIORNO 06 DICEMBRE, ALLE ORE 17:30 PRESSO L’EX PRETURA IL MOVIMENTO GIOVANI DELL'UDC INCONTRA I CITTADINI AIELLESI
INTRODUCE
Andrea BRUNI – commissario giovani UDC Aiello Calabro
INTERVENGONO
On. Roberto OCCHIUTO – Deputato commissione finanze
On. Michele TREMATERRA – capogruppo UDC Regione Calabria
Clorinda SCARPELLI – commissario provinciale giovani UDC
Prof. Davide GRAVINA – Sindaco di Fuscaldo
domenica 30 novembre 2008
IN OCCASIONE DEL I ANNIVERSARIO IL M.G.UDC INCONTRA I CITTADINI
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Al via anche in Calabria l'Anno del Clima
Conferenze e cerimonie sono state organizzate per l’occasione a Vibo e a Monterosso Calabro, dove i Sindaci Sammarco e Massara , nel ricevere la delegazione del WWF, hanno manifestato tutto il loroapprezzamento per l’iniziativa, assicurando nel contempo un impegno concreto e duraturo delle loro amministrazioni per l’adozione di politiche locali più rispettose dell’ambiente. A Monterosso era presente alla cerimonia l’intero consiglio comunale, mentre il Sindaco di Filandari, Talotta, che ha aderito all’iniziativa, riceverà il calendario e il dossier del WWF nei prossimi giorni. Per il WWF questo giro di incontri è particolarmente importante: pur in presenza di un forte ruolo del Governo rispetto alle scelte sulle grandi infrastrutture energetiche, Regioni e Comuni possono svolgere, infatti, un ruolo fondamentale per assumere e far assumere al Paese il taglio deciso alle emissioni di CO2 come obiettivo prioritario e grande occasione di rilancio dell’economia basata sulla sostenibilità. Le Regioni, infatti, hanno competenze dirette in settori chiave come autorizzazioni di nuovi impianti, interventi su mobilità e trasporti, autorizzazioni ai piani regolatori e quindi a nuove edificazioni, indicazioni di criteri ed obiettivi di risparmio energetico, e quindi di efficienza nella gestione di impianti ed immobili. L’esplicitazione e il rafforzamento di queste competenze sono avvenuti nel 2001 quando è stato approvato il nuovo titolo V della Costituzione con cui si è completato il conferimento delle funzioni amministrative in materia di fonti rinnovabili a Regioni e Province.
Innanzitutto possono agire da volano di un nuovo modello energetico fondato su un sistema di “produzione distribuita”, ovvero, prodotta in piccoli impianti, diffusi sul territorio. Questo modello ha già prodotto, ad es. in Germania, benefici economici, occupazionali creando anche una maggiore consapevolezza e sensibilità dei cittadini sui temi dell’energia e degli impatti connessi. Inoltre hanno competenze prioritarie nel settore dei trasporti e del traffico, da cui derivano un terzo delle emissioni, e possono operare attraverso piani regolatori che assumano come direttrici taglio di emissioni, efficienza energetica e autoproduzione da fonti energetiche rinnovabili, nonché promuovere gli ‘acquisti verdi’ per le forniture dei servizi (carta riciclata, apparecchiature efficienti, etc) delle pubbliche amministrazioni.
Le Regioni e gli Enti locali, nell’ambito del ruolo che è loro riconosciuto dalla Costituzione, possono poi opporsi, sulla base delle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini e per gli alti costi che rischiano di gravare sulla collettività, alla realizzazione di impianti nucleari sul territorio. Inoltre è decisivo che non consentano l’espansione in atto degli impianti più inquinanti per il clima, ovvero le centrali a carbone, che vengono riproposte anche per convertire impianti già esistenti e in qualche caso ricadenti addirittura in aree protette. L’ampio ventaglio di azioni concrete che le istituzioni possono attuare a partire dalle Regioni e dai Comuni è descritto anche nel Dossier “Effetto Global Deal” consegnato oggi.
Nel Dossier consegnato alle istituzioni si elencano gliscenari del clima che cambia, lo stato di conoscenza scientifica, domande e risposte sul nuovo Accordo Globale, gli ‘attori’ dei negoziati internazionali; si analizzano le politiche per il clima, il ruolo del Governo, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nella lotta al cambiamento climatico; infine, si disegna la sfida dell’innovazione di un’energia che cambia e le ‘migliori pratiche’ appoggiate dal WWF, come il programma internazionale “Climate Savers” e il progetto “Top Ten”. FONTE:http://www.wwf.it/
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Sanità, Occhiuto: “No a commissari interni alla Regione”
''Una soluzione tanto logica - sostiene Occhiuto - che dovrebbe essere scontata e che, mi auguro, possa trovare l'appoggio della maggioranza e del Governo, tanto domani, al momento dell'esame da parte dalla Commissione competente, quanto la settimana prossima, allorche' il provvedimento arrivera' in Aula''. ''Le spese sanitarie di molte regioni - prosegue Occhiuto - com'e' noto presentano pesanti debiti e deficit di bilancio. Tra i molti casi citabili c'e' purtroppo anche la Calabria, la cui esposizione potrebbe aggirasi intorno ai 3 miliardi di euro. Ed e' assolutamente irrazionale la situazione attuale, per cui quando si passa dalla gestione ordinaria a quella commissariale molto spesso la scelta del commissario ricade sul presidente della regione stessa. Su uno dei responsabili, dunque, del deficit''. FONTE:http://www.udccalabria.it/index.php?action=fullnews&id=551
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Sindrome di Down, possibile cura prenatale
La dottoressa Catherine Spong, coordinatrice dello studio e ricercatrice presso il National Institute of Child Health and Human Development (NICHD - Bethesda, Maryland), spiega che grazie a questa cura si potrebbe contrastare l'effetto che la sindrome di Down ha su due proteine, Nap e Sal, che causano delle alterazioni nello sviluppo mentale. Per condurre lo studio i ricercatori hanno tenuto sotto osservazione due gruppi di topolini affetti da sindrome di Down. Durante il periodo di gestazione, un gruppo è stato sottoposto ad una particolare terapia prenatale mentre l'altro serviva come gruppo di controllo. Alla nascita, i topolini trattati presentavano una ridotta sintomatologia rispetto a quelli non trattati.
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti in laboratorio i ricercatori sono cauti. Anche se la terapia ha funzionato sui topolini, non è detto che agisca allo stesso modo anche sull'uomo. Prima ancora di iniziare una possibile sperimentazione sull'uomo i ricercatori voglio seguire per un periodo gli esemplari curati per vedere se gli effetti positivi sono permanenti o durante la crescita si registrano delle alterazioni.
Se in futuro questa cura si dimostrerà efficace, grazie ad un altro studio che è riuscito a mettere a punto un test prenatale senza amniocentesi in grado di diagnosticare la sindrome di Down, si riuscirà a migliorare la qualità della vita di numerose persone. FONTE:http://www.universonline.it/
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venerdì 21 novembre 2008
Impianto innovativo per smaltire i rifiuti, sei sindaci rilanciano la sfida
Con questa mossa il basso tirreno si muove prima del resto della provincia sul tema, purtroppo sempre attuale, dei rifiuti. Due le motivazioni che spingono alla realizzazione di un impianto che, secondo i primi cittadini, non ha gli alti costi di realizzazione di un inceneritore: puntare sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile; uscire dal pantano della gestione dei rifiuti calabrese. “Sappiamo bene – scrivono i sindaci - che la nostra proposta potrà trovare oppositori anche controinteressati, essendo i rifiuti un settore di alto interesse, ma riteniamo di dover seguire la strada della tutela dell’ambiente e delle economie nell’esercizio dei servizi al fine di contenere le tariffe”. Sul problema dei rifiuti in Calabria i sindaci dicono di aver “operato una attenta valutazione della situazione ambientale”, mentre sulla società mista Appennino Paolano SpA che si avvia alla chiusura ritengono non sia più “di alcuna utilità per il futuro del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti del nostro comprensorio”. sindaci hanno visto crescere i costi del servizio negli ultimi anni ed hanno dovuto aumentare le tariffe, tra i mugugni dei cittadini. Con il dissociatore, invece, si realizzerebbe nel tempo, secondo i sindaci, un contenimento dei costi. Pertanto i cittadini dei sei comuni, e di ciò sono convinti i sindaci, vedranno abbassarsi le tariffe, mentre ciò non accadrà nei comuni della provincia. I sei sindaci “ecologisti” hanno ben studiato il decreto Bertolaso, e soprattutto la parte che prevede “la nostra sostituzione – si legge nel comunicato - a fronte della inottemperanza alla legge”. Alla luce della situazione calabrese, e di quella del tirreno cosentino in particolare, ed anche in rispetto dell’ambiente e della riduzione del costo di servizi ambientali efficienti, i sindaci hanno bocciato l’idea di un inceneritore ed hanno accolto l’idea del dissociatore. Dello stesso se ne era parlato in un convegno organizzato dall’ex sindaco di Amantea Franco Tonnara. Il ruolo di capofila, questa volta, è affidato a Belmonte Calabro mentre gli altri comuni sono Amantea, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello, Aiello Calabro e Lago. I sindaci hanno “valutato negativamente – si legge nel comunicato - i costi che andrebbero a gravare sui nostri comuni per trasporti eccessivamente lontani, oltre che di quelli per l’avvio nelle discariche e nei forni di incenerimento”. “Per quanto si legge, gli inceneritori – scrivono ancora i sindaci - emettono inquinanti, come le diossine e i furani”. Tra gli altri motivi che hanno portato a bocciare l’inceneritore anche l’inquinamento di aria, suolo e falde acquifere; i costi dell’impianto (circa 80 milioni di euro), ed il basso recupero energetico. I dissociatori molecolari, secondo i sei sindaci, “funzionano bene, hanno costi bassi e sono molto più flessibili di un inceneritore, perché possono “accettare-smaltire” praticamente tutti i materiali, tipo plastiche, che l’inceneritore invece non può accettare, perché ha un potere calorifico troppo alto”. Questi impianti, poi, “operano a temperature molto più basse di quelle di esercizio dei termodistruttori e degli impianti al plasma” e ciò basta ai sindaci per farli considerare “non inquinanti, nemmeno acusticamente”.
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Regione: Trematerra (Udc), fuori chi ha causato crack sanità
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martedì 18 novembre 2008
Federalismo, Trematerra: “Andava più attenuato”
Il governo sta gia' tagliando cifre consistenti di fondi da destinare alle regioni. Per i debiti della sanita' e' necessario capire se si tratta di debiti strutturali o di debiti di gestione. Speriamo che l'Advisor lo possa accertare''. fonte:udc calabria
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Unione europea, via libera al mais ogm
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domenica 16 novembre 2008
ITALIA: No all'ammazza blog! Il Pd ripropone una legge per chiudere i blog
I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci deve essere nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da Punto Informatico : “Art. 2.(Definizione di prodotto editoriale).
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.
Art. 8.(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”
E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di Google Ads. Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “attività di impresa”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o, se non lo facessero in quelli di stampa clandestina.Se il Partito Democratico insiste con un approccio oscurantista nei confronti delle nuove modalità di produzione e condivisione della conoscenza con le quali si è aperto il terzo millennio suggerirei uno slogan coerente "Avanti verso il Medio Evo!". FONTE:http://www.upnews.it/outframe/iallarme-il-pd-di-veltroni-cuole-chiudere-tutti-i-blog
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Evitata l'emergenza: scatta la proroga per la discarica di Alli
Fino a martedì 2 dicembre prossimo, infatti, molti comuni del basso tirreno cosentino ed anche Belvedere Marittimo potranno conferire i loro rifiuti nella discarica di Alli, a Catanzaro. Lo ha deciso ieri il “Commissario per il supermanto della criticità ambientale” con un’ordinanza che consente, come detto, ai comuni una proroga all’utilizzo della discarica catanzarese. In sostanza per altri 19 giorni molti comuni tra i quali Amantea, Belvedere, Cleto, Lago, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello, Belmonte Calabro e Aiello Calabro potranno regolarmente conferire i loro rifiuti ad “Alli”, a Catanzaro. Nessun problema, dunque, creato a questo gruppo di comuni. Solo per un giorno la discarica chiusa catanzarese è stata loro vietata. La scorsa notte i mezzi hanno potuto conferire i rifiuti raccolti mercoledì ed oggi la raccolta riprenderà normalmente. Nessuna nuova ordinanza è, invece, pervenuta al blocco di comuni del medio tirreno cosentino, tra cui Paola, Fuscaldo, Cetraro e San Lucido. È prevedibile, però, che la stessa possa arrivare presto, magari anche oggi stesso, ed in tal senso c’è moderato ottimismo tra i sindaci. A San Lucido, poi, i responsabili del servizio di raccolta dei rifiuti assicurano che non ci saranno problemi: anche la notte passata, infatti, è stata effettuata la raccolta. Vanno molto meglio le cose nell’alto tirreno dove, ai comuni a nord di Belvedere Marittimo, l’utilizzo della discarica di Scalea è assicurato ancora per 24 giorni, per come da ordinanza commissariale. L’unico centro dell’alto tirreno che potrebbe, invece, avere problemi seri è quello di Santa Maria del Cedro che ieri non ha ricevuto l’attesa ordinanza che consentiva una proroga all’utilizzo della discarica di Catanzaro.
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sabato 15 novembre 2008
CALABRIA/REGIONE: LOIERO, DEFICIT SANITA' MASSICCIO
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RIFIUTI: BERLUSCONI, ANCHE LAZIO E CALABRIA AL LIMITE
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Aiello Calabro. Interpellanza al sindaco. Opposizione “snobbata”
Da diverso tempo, infatti, e per come lamentato dal movimento politico aiellese, sono state portate all’attenzione dell’amministrazione comunale in carica alcune problematiche con interrogazioni a risposta scritta. Ebbene, considerando che ad oggi, in merito, non è pervenuta ancora nessuna risposta, il gruppo consiliare ha pensato bene di sollecitare il primo cittadino, Gaspare Perri, ad intervenire. «Com’è noto - scrive il gruppo consiliare - diverso tempo fa, come è attestato dal protocollo sono state presentate due interrogazioni a risposta scritta al sindaco di Aiello Calabro, una riguardante il problema del depuratore e l’altra il problema idrico, che a tutt’ora persiste nelle frazioni di Coschi e Stragolera», ed in più si chiedevano spiegazioni in merito «ai danni riportati sull’acquedotto dall’incendio divampato in località Bocca Ceraso. Ad oggi - incalza il movimento politico - non è stata registrata nessuna risposta. Un fatto grave che disconosce il ruolo istituzionale rappresentato dall’opposizione consiliare. Non è concepibile che il primo cittadino assuma un atteggiamento antidemocratico, violando così ciò che è previsto dalla legge ». Tutto ciò premesso, con la presente il gruppo consiliare “Alleanza di Progresso per Aiello” «condanna il comportamento del primo cittadino e lo invita a rispondere nel più breve tempo possibile alle interrogazioni di cui sopra e a fare in modo che episodi del genere non si verifichino più, altrimenti saranno adottati gli opportuni e dovuti provvedimenti».
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venerdì 7 novembre 2008
Presentata una Proposta di legge degli on. Occhiuto e Tassone sul divieto di propaganda elettorale per i sospettati di associazioni mafiose
Partendo da un’idea del “Centro Studi Regionale Giuseppe Lazzati”, ho pensato di proporre una disciplina adeguata per il sorvegliato speciale - quella persona sospettata di appartenere ad associazioni mafiose - che per legge, non può votare e non può essere eletta, però, può svolgere normalmente attività di propaganda elettorale. Il provvedimento, se verrà approvato dal Parlamento, impedirà a questi soggetti di svolgere propaganda elettorale, in favore o meno, di candidati e simboli, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente. Sia per il sorvegliato speciale che per il candidato coinvolto, la punizione al reato dovrebbe essere la reclusione da uno a sei anni.
L’ultimo articolo della proposta, inoltre, stabilisce che con la eventuale sentenza di condanna passata in giudicato, il Tribunale dichiara il candidato ineleggibile e, nel caso sia stato eletto, ne provoca la decadenza.
Per visionare il testo clicca qui
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CALABRIA: A RISCHIO 280 MLN FONDI UE, DONNICI CHIEDE CHIARIMENTI
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giovedì 6 novembre 2008
Il diesel del futuro? Da un fungo
La scoperta è avvenuta nella foresta pluviale della Patagonia e, secondo lo scienziato, non sarebbe nè difficile nè oneroso sfruttare questa scoperta per produrre realmente combustibile per autotrazione. Il rilascio del vapore da parte del fungo Gliocladium roseum avviene nutrendosi della cellulosa dell’albelo che lo ospita. Da una attenda analisi chimica della sostanza prodotta, si evincerebbe che oltre all’ottano, vi sono sostanze chimiche che favorirebbero una combustione migliore del diesel che conosciamo noi ed addirittura del bioetanolo prodotto dalla canna da zucchero, tanto da permettere, ipoteticamente, di utilizzare il prodotto del fungo direttamente come combustibile.
Il mico-diesel, così è stato ribattezzato dagli scienziati, grazie alla sua componente chimica ed al modo con cui viene prodotto, fa ben sperare per una piccola produzione in scala ridotta al fine di provare sul campo se realmente questa scoperta possa aiutarci a rispettare anche le nuove normative che l’Unione Europea ha fissato sull’utilizzo di biofuel ovvero: 5.75% entro il 2010 e 10% entro il 2020. Una cosiderazione in merito l’avevamo già fatta con questo blog, dove la FAO durante il convegno annuale sullo stato dell´alimentazione e dell´agricoltura fece notare che:
“Il biocarburante è un combustibile ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, ecc, il problema è che per ottenerlo occorrono vati terreni agricoli convertiti a tale produzione. Questo spinge in alto il prezzo delle derrate alimentari in quanto molti terreni non sono più destinati a colture commestibili. L’altro problema è che il rapporto energetico della filiera, pare non sia così favorevole. Il tutto comunque non risolve il problema della produzione di biofuel, in quanto le quote in gioco sono irrisorie.”
Siamo ancora all’inizio con questo esperimento, pubblicheremo i risultati non appena saranno disponibili. FONTE:http://www.pctuner.net/blogwp/2008/11/il-diesel-del-futuro-da-un-fungo/
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CALABRIA/REGIONE: TREMATERRA (UDC) CHIEDE FONDO GARANZIA PER IMPRESE
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mercoledì 5 novembre 2008
Barack, da Chicago a New York esplode la festa
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martedì 4 novembre 2008
4 NOVEMBRE: LA RUSSA E ALEMANNO, AL DI LA' DIVISIONI POLITICHE
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domenica 2 novembre 2008
Aiello Calabro: Raccolte firme per la reintroduzione del voto di preferenza
AIELLO CALABRO – nella giornata di domenica è stato da noi allestito in P.za Municipio un gazebo per la raccolta delle firme finalizzata alla reintroduzione del voto di preferenza presso la camera dei deputati. Alla fine della serata abbiamo potuto vantare oltre 100 firme raccolte. Un risultato importante per un centro piccolo come Aiello, che mette in evidenza come in realtà, il problema della legge elettorale è un problema molto sentito tra la gente, che vorrebbe poter scegliere, attraverso la preferenza, le persone che possano meglio rappresentarli all’interno delle istituzioni. Il mio augurio è che questa iniziativa, intrapresa dal nostro partito, possa restituire ai cittadini la facoltà di esprimere il proprio consenso a chi dimostra di impegnarsi seriamente per costruire un Paese migliore e di non essere obbligati a votare le persone che vengono imposte direttamente dai vertici dei partiti.
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Parla Talarico (Udc) dopo l'attentato: non capisco il perchè di questo grave gesto
«Non credo che si possa sparare alla porta per la mia attività politica», ha commentato il consigliere e segretario regionale dell'Udc alla Gazzetta del Sud, «perchè non sono mai andato sopra le righe nello svolgere la mia funzione. Sono molto preoccupato per questo». Talarico sta comunque analizzando ogni cosa, ogni elemento che possa aiutarlo a capire. E spera che le forze dell'ordine possano fare chiarezza su questa brutta vicenda. Venerdì il segretario ha ricevuto la visita del presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Il presidente della Regione ha ribadito che «ci troviamo davanti a un episodio molto inquietante che ha una sua singolarità rispetto al numero infinito di intimidazioni contro uomini delle istituzioni a cui purtroppo si assiste in Calabria». A Talarico il governatore ha espresso personalmente la propria solidarietà e quella della conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, a cui poche ore prima aveva preso parte. È andato a casa di Talarico anche il sindaco Gianni Speranza. Molti i messaggi di solidarietà che gli stanno arrivando, anche quello del prefetto Sandro Calvosa che gli ha personalmente telefonato per rendersi conto della situazione. Una vicenda che ha suscitato grande scalpore nel mondo politico e non. Fino al punto che il presidente della giunta regionale Agazio Loiero ieri mattina si è premurato di porre «in forma particolarissima» la questione direttamente al prefetto. A Calvosa ha espresso l'inquietudine generale per l'intimidazione ricevuta da Talarico sollecitando un intervento a tutela del consigliere regionale. Lo stesso prefetto avrebbe giudicato inquietante l'episodio. Loiero nel dare notizia dell'incontro ha riferito che «il prefetto ha ben chiara la situazione di gravità in cui è costretto a operare il consigliere Talarico nel contesto lametino, e interverrà, non sappiamo come, per garantirgli maggiore livello di tutela». Anche perché aggiunte Loiero «c'è un clima molto brutto in giro e bisogna stare con gli occhi ben aperti. Resto convinto, altresì, che la politica debba percorrere fino in fondo la via della legalità e del buono governo, piaccia o non piaccia ai poteri occulti che si muovono nell'ombra». Un vero e proprio allarme quello di Loiero, che fa presagire l'arrivo di una scorta per Talarico a breve, non appena il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica si riunirà in prefettura nella prossima seduta. FONTE: http://www.lameziaweb.biz/new.asp?id=8112
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sabato 1 novembre 2008
Ecco i numeri inediti del debito sanitario calabrese
Regione, nel 2007 il deficit ha raggiunto 300 milioniQuest’anno il sorpasso: a settembre registrati già 290
stimato, il che è peggio) è già attestato oltre i duecentonovanta milioni di euro, il che significa che a fine anno si sarà andati ben oltre i trecentocinquanta milioni di euro il che testimonia che la spesa continua ad essere fuori controllo. E comunque se solo negli ultimi 21 mesi il deficit della sanità ha toccato la vetta dei seicentomilioni di euro, a quanto sale il totale del debito consolidato
nel periodo 2001/2007? Questo sul piano ragionieristico che su quello politico il bilancio è ancora più malmesso. Rischia di naufragare, infatti, la linea fin qui tenuta dal centrosinistra che mira ad imputare il buco della sanità solo alla “pesante eredità” lasciata dal centrodestra. Il che è indubbiamente vero ma solo per i dati che si fermano al 2005. Adesso emerge però che anche nei
tre anni di gestione Lo Moro- Spaziante il deficit ha continuato a crescere e che addirittura nei primi nove mesi del 2008 tale deficit ha superato e battuto il record dell’anno precedente. Questi i dati che restano “riservati” e che hanno fatto sobbalzare i vertici del Partito democratico e che ora tolgono il sonno a quelli di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, chiamati a spiegare alla “sinistrasinistra” dove stanno le belle performance che la Giunta regionale avrebbe realizzato. Da qui la spaccatura tra quanti pensano di rinviare il confronto, interno ed esterno, con quello che si appalesa come il fallimento dell’azione di governo in uno dei settori più delicati, e quanti, invece, preferiscono realizzare un chiaro ed immediato distinguo tra chi ha operato le scelte e chi invece le ha solo, come dire, ratificate. In questa partita, delicatissima, Agazio Loiero rischia di ritrovarsi isolato. Fino ad oggi ha potuto incassare il silenzio del segretario regionale del Pd Marco Minniti e l’ignavia del capogruppo regionale Nicola Adamo. Non ha potuto contare, però, sul disimpegno istituzionale di Peppe Bova. Il presidente del Consiglio regionale vuole che il dibattito sulla tragica condizione della Sanità calabrese approdi in Consiglio regionale e l’appuntamento è già fissato per il cinque novembre prossimo. In vista di tale data Loiero dovrà scegliere una strategia diversa da quella che fino ad ora ha potuto seguire, anche perché rischia di tornare con un effetto boomerang il fatto che nel chiedere, ed ottenere, mano libera su qualsiasi scelta che riguardasse il settore della sanità, il Governatore appena lo scorso anno spiegava: «Se non cambiamo in sanità e non cancelliamo la sanità indifendibile per privilegiare quella difendibile, anche di eccellenza, non ce la faremo. Non ce la faremo - ha aggiunto Loiero - come non ce l’hanno fatta fino ad adesso il Lazio, la Campania, la Sicilia, l’Abruzzo e la Liguria. Dobbiamo davvero fare opera di selezione in sanità. Cancellare tutto quello che non ci serve e che fa diventare alcune strutture obsolete e strumenti, come abbiamo avuto spesso modo di dire, di
morte e non di vita, e tenerci quello che possiamo tenerci».Anche qui, però, i ritardisi accumulano e non è più vero che la condizione della Calabria è uguale a quelladelle altre regioni in rosso. Nel girone dei dannati siamo rimasti soli in compagnia della Campania. Sicilia e Lazio hanno già incassato il primo “sì” al piano di rientro ma hanno operato robustitagli.
Da ultimo il governatore del Lazio Piero Marrazzoha ridotto da 22mila a 18mila i posti letto nella sua regione. Le Aziende sanitarie territoriali in tutto il Lazio dal primo gennaio prossimo saranno
solo tre e tra ospedali chiusi e strutture riconvertite se ne contano quasi una trentina. In Calabria di tutto questo non c’è traccia e lo stesso Piano sanitario resta fermo al palo a quasi due anni dalla
sua presentazione. Né risulta essere insediato alcun tavolo che indichi i tagli da operare, le poche iniziative in questa direzione vengono dalla buona volontà di singoli manager: qualche accorpamento a Cosenza, un piano di riordino nella Piana di Gioia Tauro. Tutto qui. Ed è assai poco dopo avere chiesto ed ottenuto mano libera nella scelta di assessore e direttore generale, mano libera nella scelta di manager e direttori amministrativi, mano libera nella scelta e nella nomina di consulenti nuovi e vecchi, mano libera anche nella restaurazione del vecchio assetto burocratico dell’Assessorato regionale, rivoluzionato appena pochi mesi prima sotto il peso di vecchie e nuove inchieste giudiziarie. E’ per tutte queste ragioni che l’appuntamento con il dibattito in Consiglio regionale assume un particolare rilievo politico. Ed è per tutte queste ragioni che diventa intrigante vedere con quale strategia ci arriverà Agazio Loiero.
I gruppi di opposizione sceglieranno la loro linea alla vigilia della seduta consiliare, certo anche loro non hanno le mani assai libere perché la trasversalità nel settore sanitario è una catena difficile da spezzare, ma certamente non saranno teneri. Quelli di maggioranza che faranno? Che farà il Partito democratico? FONTE: CALABRIAORA
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Occhiuto: “La Tav a spese del mezzogiorno”
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