Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

domenica 30 novembre 2008

IN OCCASIONE DEL I ANNIVERSARIO IL M.G.UDC INCONTRA I CITTADINI

GIORNO 06 DICEMBRE, ALLE ORE 17:30 PRESSO L’EX PRETURA IL MOVIMENTO GIOVANI DELL'UDC INCONTRA I CITTADINI AIELLESI


INTRODUCE

Andrea BRUNI – commissario giovani UDC Aiello Calabro



INTERVENGONO

On. Roberto OCCHIUTO – Deputato commissione finanze


On. Michele TREMATERRA – capogruppo UDC Regione Calabria


Clorinda SCARPELLI – commissario provinciale giovani UDC


Prof. Davide GRAVINA ­– Sindaco di Fuscaldo

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Al via anche in Calabria l'Anno del Clima


30/11/2008 - Il WWF: "Regioni e Comuni, la rivoluzione può partire da qui!". Consegnato il calendario ai Sindaci di Vibo Valentia e Monterosso Calabro.


Ha percorso tutta l’Italia il lungo Road show istituzionale del WWF organizzato in occasione della Campagna Anno del Clima. 9 le Regioni coinvolte oltre alle principali città come Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bari, Torino, e oltre 200 Comuni. Il WWF oggi ha consegnato lo speciale Calendario degli appuntamenti sul clima chiedendo a tutte le istituzioni locali di assumere come prioritario il tema dei cambiamenti climatici nel corso del 2009. Le istituzioni hanno accolto con favore la richiesta del WWF, segno di una maturata sensibilità sull’emergenza clima al livello territoriale. L’evento segue gli incontri con le principali istituzioni nazionali, Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Camera, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, avvenuti nei giorni scorsi.
Conferenze e cerimonie sono state organizzate per l’occasione a Vibo e a Monterosso Calabro, dove i Sindaci Sammarco e Massara , nel ricevere la delegazione del WWF, hanno manifestato tutto il loroapprezzamento per l’iniziativa, assicurando nel contempo un impegno concreto e duraturo delle loro amministrazioni per l’adozione di politiche locali più rispettose dell’ambiente. A Monterosso era presente alla cerimonia l’intero consiglio comunale, mentre il Sindaco di Filandari, Talotta, che ha aderito all’iniziativa, riceverà il calendario e il dossier del WWF nei prossimi giorni. Per il WWF questo giro di incontri è particolarmente importante: pur in presenza di un forte ruolo del Governo rispetto alle scelte sulle grandi infrastrutture energetiche, Regioni e Comuni possono svolgere, infatti, un ruolo fondamentale per assumere e far assumere al Paese il taglio deciso alle emissioni di CO2 come obiettivo prioritario e grande occasione di rilancio dell’economia basata sulla sostenibilità. Le Regioni, infatti, hanno competenze dirette in settori chiave come autorizzazioni di nuovi impianti, interventi su mobilità e trasporti, autorizzazioni ai piani regolatori e quindi a nuove edificazioni, indicazioni di criteri ed obiettivi di risparmio energetico, e quindi di efficienza nella gestione di impianti ed immobili. L’esplicitazione e il rafforzamento di queste competenze sono avvenuti nel 2001 quando è stato approvato il nuovo titolo V della Costituzione con cui si è completato il conferimento delle funzioni amministrative in materia di fonti rinnovabili a Regioni e Province.
Innanzitutto possono agire da volano di un nuovo modello energetico fondato su un sistema di “produzione distribuita”, ovvero, prodotta in piccoli impianti, diffusi sul territorio. Questo modello ha già prodotto, ad es. in Germania, benefici economici, occupazionali creando anche una maggiore consapevolezza e sensibilità dei cittadini sui temi dell’energia e degli impatti connessi. Inoltre hanno competenze prioritarie nel settore dei trasporti e del traffico, da cui derivano un terzo delle emissioni, e possono operare attraverso piani regolatori che assumano come direttrici taglio di emissioni, efficienza energetica e autoproduzione da fonti energetiche rinnovabili, nonché promuovere gli ‘acquisti verdi’ per le forniture dei servizi (carta riciclata, apparecchiature efficienti, etc) delle pubbliche amministrazioni.
Le Regioni e gli Enti locali, nell’ambito del ruolo che è loro riconosciuto dalla Costituzione, possono poi opporsi, sulla base delle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini e per gli alti costi che rischiano di gravare sulla collettività, alla realizzazione di impianti nucleari sul territorio. Inoltre è decisivo che non consentano l’espansione in atto degli impianti più inquinanti per il clima, ovvero le centrali a carbone, che vengono riproposte anche per convertire impianti già esistenti e in qualche caso ricadenti addirittura in aree protette. L’ampio ventaglio di azioni concrete che le istituzioni possono attuare a partire dalle Regioni e dai Comuni è descritto anche nel Dossier “Effetto Global Deal” consegnato oggi.
Nel Dossier consegnato alle istituzioni si elencano gliscenari del clima che cambia, lo stato di conoscenza scientifica, domande e risposte sul nuovo Accordo Globale, gli ‘attori’ dei negoziati internazionali; si analizzano le politiche per il clima, il ruolo del Governo, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nella lotta al cambiamento climatico; infine, si disegna la sfida dell’innovazione di un’energia che cambia e le ‘migliori pratiche’ appoggiate dal WWF, come il programma internazionale “Climate Savers” e il progetto “Top Ten”. FONTE:http://www.wwf.it/

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Sanità, Occhiuto: “No a commissari interni alla Regione”


ROMA – Non consentire la nomina a commissari dei membri degli organi di Governo delle Regioni, in carica nel periodo in cui si e' creato il deficit per il quale si e' determinata la gestione commissariale. E' l'obiettivo di un emendamento presentato dai deputati Udc, Roberto Occhiuto, capogruppo in Commissione finanze alla Camera, e Gian Luca Galletti. L'emendamento fa riferimento al decreto legge per il contenimento della spesa sanitaria.
''Una soluzione tanto logica - sostiene Occhiuto - che dovrebbe essere scontata e che, mi auguro, possa trovare l'appoggio della maggioranza e del Governo, tanto domani, al momento dell'esame da parte dalla Commissione competente, quanto la settimana prossima, allorche' il provvedimento arrivera' in Aula''. ''Le spese sanitarie di molte regioni - prosegue Occhiuto - com'e' noto presentano pesanti debiti e deficit di bilancio. Tra i molti casi citabili c'e' purtroppo anche la Calabria, la cui esposizione potrebbe aggirasi intorno ai 3 miliardi di euro. Ed e' assolutamente irrazionale la situazione attuale, per cui quando si passa dalla gestione ordinaria a quella commissariale molto spesso la scelta del commissario ricade sul presidente della regione stessa. Su uno dei responsabili, dunque, del deficit''. FONTE:http://www.udccalabria.it/index.php?action=fullnews&id=551

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Sindrome di Down, possibile cura prenatale


Alcuni degli effetti della sindrome di Down porrebbero essere contrastati grazie ad una cura prenatale. Nell'ambito di una ricerca condotta presso il National Institute of Health di Bethesda si è riusciti, per il momento solo su dei topolini, a ridurre alcuni degli effetti negativi causati dalla trisomia del cromosoma 21, l'anomalia genetica alla base della sindrome di Down (nota: alcuni esperti ritengono che alla base della sindrome ci siano anche altri fattori oltre la trisomia del cromosoma 21). Alcuni dettagli sulla possibile nuova cura sono stati pubblicati sulle riviste New Scientist e Obstetrics and Gynecology (Novembre 2009).
La dottoressa Catherine Spong, coordinatrice dello studio e ricercatrice presso il National Institute of Child Health and Human Development (NICHD - Bethesda, Maryland), spiega che grazie a questa cura si potrebbe contrastare l'effetto che la sindrome di Down ha su due proteine, Nap e Sal, che causano delle alterazioni nello sviluppo mentale. Per condurre lo studio i ricercatori hanno tenuto sotto osservazione due gruppi di topolini affetti da sindrome di Down. Durante il periodo di gestazione, un gruppo è stato sottoposto ad una particolare terapia prenatale mentre l'altro serviva come gruppo di controllo. Alla nascita, i topolini trattati presentavano una ridotta sintomatologia rispetto a quelli non trattati.
Nonostante gli ottimi risultati ottenuti in laboratorio i ricercatori sono cauti. Anche se la terapia ha funzionato sui topolini, non è detto che agisca allo stesso modo anche sull'uomo. Prima ancora di iniziare una possibile sperimentazione sull'uomo i ricercatori voglio seguire per un periodo gli esemplari curati per vedere se gli effetti positivi sono permanenti o durante la crescita si registrano delle alterazioni.
Se in futuro questa cura si dimostrerà efficace, grazie ad un altro studio che è riuscito a mettere a punto un test prenatale senza amniocentesi in grado di diagnosticare la sindrome di Down, si riuscirà a migliorare la qualità della vita di numerose persone. FONTE:http://www.universonline.it/

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venerdì 21 novembre 2008

Impianto innovativo per smaltire i rifiuti, sei sindaci rilanciano la sfida


Amantea Un dissociatore molecolare da realizzare a Belmonte


Scritto da Vincenzo Marchese - "Gazzetta del Sud"


Un dissociatore molecolare verrà realizzato nel basso tirreno cosentino. Lo rende noto, con un comunicato stampa il sindaco di Belmonte Calabro Luigi Provenzano, a nome di un gruppo di sei colleghi.
Con questa mossa il basso tirreno si muove prima del resto della provincia sul tema, purtroppo sempre attuale, dei rifiuti. Due le motivazioni che spingono alla realizzazione di un impianto che, secondo i primi cittadini, non ha gli alti costi di realizzazione di un inceneritore: puntare sull’ambiente e lo sviluppo sostenibile; uscire dal pantano della gestione dei rifiuti calabrese. “Sappiamo bene – scrivono i sindaci - che la nostra proposta potrà trovare oppositori anche controinteressati, essendo i rifiuti un settore di alto interesse, ma riteniamo di dover seguire la strada della tutela dell’ambiente e delle economie nell’esercizio dei servizi al fine di contenere le tariffe”. Sul problema dei rifiuti in Calabria i sindaci dicono di aver “operato una attenta valutazione della situazione ambientale”, mentre sulla società mista Appennino Paolano SpA che si avvia alla chiusura ritengono non sia più “di alcuna utilità per il futuro del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti del nostro comprensorio”. sindaci hanno visto crescere i costi del servizio negli ultimi anni ed hanno dovuto aumentare le tariffe, tra i mugugni dei cittadini. Con il dissociatore, invece, si realizzerebbe nel tempo, secondo i sindaci, un contenimento dei costi. Pertanto i cittadini dei sei comuni, e di ciò sono convinti i sindaci, vedranno abbassarsi le tariffe, mentre ciò non accadrà nei comuni della provincia. I sei sindaci “ecologisti” hanno ben studiato il decreto Bertolaso, e soprattutto la parte che prevede “la nostra sostituzione – si legge nel comunicato - a fronte della inottemperanza alla legge”. Alla luce della situazione calabrese, e di quella del tirreno cosentino in particolare, ed anche in rispetto dell’ambiente e della riduzione del costo di servizi ambientali efficienti, i sindaci hanno bocciato l’idea di un inceneritore ed hanno accolto l’idea del dissociatore. Dello stesso se ne era parlato in un convegno organizzato dall’ex sindaco di Amantea Franco Tonnara. Il ruolo di capofila, questa volta, è affidato a Belmonte Calabro mentre gli altri comuni sono Amantea, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello, Aiello Calabro e Lago. I sindaci hanno “valutato negativamente – si legge nel comunicato - i costi che andrebbero a gravare sui nostri comuni per trasporti eccessivamente lontani, oltre che di quelli per l’avvio nelle discariche e nei forni di incenerimento”. “Per quanto si legge, gli inceneritori – scrivono ancora i sindaci - emettono inquinanti, come le diossine e i furani”. Tra gli altri motivi che hanno portato a bocciare l’inceneritore anche l’inquinamento di aria, suolo e falde acquifere; i costi dell’impianto (circa 80 milioni di euro), ed il basso recupero energetico. I dissociatori molecolari, secondo i sei sindaci, “funzionano bene, hanno costi bassi e sono molto più flessibili di un inceneritore, perché possono “accettare-smaltire” praticamente tutti i materiali, tipo plastiche, che l’inceneritore invece non può accettare, perché ha un potere calorifico troppo alto”. Questi impianti, poi, “operano a temperature molto più basse di quelle di esercizio dei termodistruttori e degli impianti al plasma” e ciò basta ai sindaci per farli considerare “non inquinanti, nemmeno acusticamente”.

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Regione: Trematerra (Udc), fuori chi ha causato crack sanità

''Una volta certificato il crack nella sanita' delle Regioni, e' da evitare che chi l'ha causato o non ne ha impedito la degenerazione, diventi il titolare della fase di salvataggio''. E' quanto afferma Michele Trematerra - capogruppo dell'Udc in Consiglio regionale della Calabria. ''E' come se il banchiere newyorchese tra i piu' pagati nel mondo, Richard ''Dick' Fuld, alla guida della Lehman Brothers per 14 anni, venisse nominato da Barack Obama - dice Trematerra - commissario per la ricapitalizzazione dei colossi finanziari in crisi. Una cosa simile negli Stati Uniti sarebbe un annuncio shock''. ''L'emendamento, proposto dall'on. Roberto Occhiuto, al decreto legge del Governo per il contenimento della spesa sanitaria - dice Trematerra - intende impedire la nomina a commissari dei membri, in carica nel periodo in cui si e' creato il deficit, degli organi di Governo delle Regioni per cui necessita la gestione straordinaria. L'obiettivo e' introdurre nella legislazione italiana, soprattutto per una sanita' che deve riguadagnare fiducia, elementi di logicita' e di merito. La sfida - conclude Trematerra - mi auguro che la sappiano cogliere i parlamentari non solo calabresi e di tutti gli schieramenti, in particolare quelli di centrodestra che sono maggioranza. I cittadini hanno il diritto di aspettarsi che chi deve riorganizzare la sanita' nelle regioni, sia altro rispetto a chi non ha saputo assicurarne la buona amministrazione, fino a non riuscire, come in Calabria, neppure a declinare l'entita' del debito sanitario che la Regione ha in pancia''. FONTE: STRILL.IT

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martedì 18 novembre 2008

Federalismo, Trematerra: “Andava più attenuato”


COSENZA – ''Noi dell'Udc non osteggiamo il Federalismo fiscale anche se lo avremmo voluto molto piu' attenuato”. Dichiarazioni rilasciate dal capogruppo dell'Udc in consiglio regionale Michele Trematerra, nel corso di un incontro sul Federalismo e le ricadute sulla sanità in Calabria. “Le iniziative del governo Berlusconi – ha proseguito Trematerra – non ci convincono: troppi i tagli alle infrastrutture per la Calabria e la Sicilia. Una politica troppo sbilanciata verso il nord e poco su tutta l'Italia. Nel campo della sanita' in Calabria siamo indietro e parlare di costi standard per la sanita' non ha molto senso”.
Il governo sta gia' tagliando cifre consistenti di fondi da destinare alle regioni. Per i debiti della sanita' e' necessario capire se si tratta di debiti strutturali o di debiti di gestione. Speriamo che l'Advisor lo possa accertare''. fonte:udc calabria

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Unione europea, via libera al mais ogm



Il sì della Commissione interessa anche riguarda anche la barbabietola. Per le associazioni ambientaliste cresce il rischio di assumere inconsapevole di cibo modificato



La Commissione europea ha dato il via libera definitivo al commercio del mais transgenico 59122 della Pioneer, noto come Hercules RW. La decisione è arrivata dopo che i rappresentanti dei 27 Stati membri non sono riusciti a raggiungere una maggioranza a favore né contraria. Con l'imprimatur di Bruxelles termina la lunga procedura di autorizzazione la cui decisione è rimasta nelle mani della sola Commissione europea, proprio per l'impossibilità del Consiglio dei ministri Ue di trovare sulla questione una posizione comune.Il via libera alla commercializzazione riguarda anche altri 3 ogm: la barbabietola da zucchero H7-1 e due mais ibridi, il 1507xnk603 e il 603xmon810.Complessivamente salgono a quindici i nuovi ogm che sono stati autorizzati dall’Unione europea, tuttavia nessuno di essi è stato ancora autorizzato per la coltivazione.La decisione della Commissione ha sollevato le polemiche delle associazioni ambientaliste. “Una decisione gravissima. Ancora una volta l'incapacità di decidere dei governi porta a prendere una decisione che va contro il volere della maggioranza dei cittadini europei, che più volte hanno espresso la loro contrarietà agli ogm”, ha commentato Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente.“Ancora una volta la Commissione europea decide di autorizzare la commercializzazione di un prodotto transgenico benché la maggioranza dei paesi membri abbia già espresso la propria contrarietà è un fatto molto grave", ha sottolineato Mario Capanna, Presidente della Fondazione diritti genetici, definendo la scelta di Bruxelles "offensiva". “Questa decisione - prosegue Capanna - dimostra in modo evidente come alcuni tecnocrati si sostituiscano nella decisione alla volontà dei popoli europei che attraverso i loro governi hanno espresso a più riprese e in più sedi la loro contrarietà a una alimentazione contenente ogm”. La stessa fondazione denuncia, in un comunicato stampa, che nonostante numerosi studi indipendenti abbiano rilevato importanti effetti tossicologici sulle cavie, il mais modificato sarà introdotto nella catena alimentare.Perplessità vengono anche dai sindacati. “Una decisione indecente che deve essere cambiata", ha affermato anche il segretario nazionale della Flai-Cgil Antonio Mattioli, indignato sopratrutto per il via libera alla commercializzazione in Europa della barbabietola da zucchero. "È indecente - ripete Mattioli - che Bruxelles decida prima di tagliare la produzione europea naturale di barbabietola e l'Italia ha dovuto tagliare la sua produzione del 50% e poi dia il via libera sul mercato dell'Unione di barbabietole ogm”. fonte:http://notizie.alice.it/tecnologia/mais_ogm.html

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domenica 16 novembre 2008

ITALIA: No all'ammazza blog! Il Pd ripropone una legge per chiudere i blog




La Rete è l’ultimo strumento d'informazione libero rimasto in Italia. La politica lo sa e non rinuncia a sferrare il suo attacco dopo aver occupato giornali e televisioni. Oggi il pericolo arriva (di nuovo) dal DDL presentato dall'On. Riccardo Franco Levi (del Pd senza la elle), ciò che colpisce è la recidività. Viene da chiedergli "Ci sei o ci fai?". Come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio del Governo Prodi presentò un decreto che prevedeva per i blogger di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) e l’estensione dei reati a mezzo stampa. I contenuti del disegno di legge Levi relativi alla Rete erano degni di una dittatura. Per fortuna il disegno di legge nel 2007 non passò perchè la sinistra mise, giustamente, il veto, tutto sembrava rimanesse come prima. Senonché il 6 novembre scorso nel silenzio più assoluto questa proposta con un nuovo testo (C-1269) è stata assegnata, in sede referente, alla VII Commissione Cultura della Camera.Sempre con il "nostro" Levi alla riscossa.
I contenuti e gli attacchi alla libertà di informazione non sono cambiati, eccetto qualche distinguo inutile, operato dallo stesso Levi, presente in questa seconda versione. Su questo disegno di legge non ci deve essere nessun margine di discussione né con il centrodestra né con il centrosinistra. Riporto alcuni passi del disegno evidenziati da Punto Informatico : “Art. 2.(Definizione di prodotto editoriale).
1. Ai fini della presente legge, per prodotto editoriale si intende qualsiasi prodotto contraddistinto da finalità di informazione, di formazione, di divulgazione o di intrattenimento e destinato alla pubblicazione, quali che siano la forma nella quale esso è realizzato e il mezzo con il quale esso viene diffuso.
Qualsiasi blog rientra in questa definizione.
Art. 8.(Attività editoriale sulla rete internet).
1. L'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione dei soggetti che svolgono attività editoriale sulla rete internet rileva anche ai fini dell'applicazione delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa.
3. Sono esclusi dall'obbligo dell'iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione i soggetti che accedono alla rete internet o che operano sulla stessa in forme o con prodotti, quali i siti personali o a uso collettivo, che non costituiscono il frutto di un'organizzazione imprenditoriale del lavoro.”
E’ chiaro che la legge è stata fatta e modificata da chi non conosce la Rete oppure da chi la conosce troppo bene e proprio per questo la teme poiché la stragrande maggioranza dei blog contiene banner pubblicitari, ad esempio di Google Ads. Questi blogger sarebbero dunque per l’Agenzia delle Entrate assimilabili ad “attività di impresa”, dovrebbero iscriversi quindi al ROC rischiando di intercorrere in reati di stampa o, se non lo facessero in quelli di stampa clandestina.Se il Partito Democratico insiste con un approccio oscurantista nei confronti delle nuove modalità di produzione e condivisione della conoscenza con le quali si è aperto il terzo millennio suggerirei uno slogan coerente "Avanti verso il Medio Evo!". FONTE:http://www.upnews.it/outframe/iallarme-il-pd-di-veltroni-cuole-chiudere-tutti-i-blog

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Evitata l'emergenza: scatta la proroga per la discarica di Alli


Tirreno Per 20 giorni rifiuti a Catanzaro


Scritto da Vincenzo Marchese - "Gazzetta del Sud" 14.11.2008


Si sblocca, almeno per una decina di comuni, il divieto all’utilizzo di alcune discariche calabresi imposto dalla scadenza di due distinte ordinanze commissariali.
Fino a martedì 2 dicembre prossimo, infatti, molti comuni del basso tirreno cosentino ed anche Belvedere Marittimo potranno conferire i loro rifiuti nella discarica di Alli, a Catanzaro. Lo ha deciso ieri il “Commissario per il supermanto della criticità ambientale” con un’ordinanza che consente, come detto, ai comuni una proroga all’utilizzo della discarica catanzarese. In sostanza per altri 19 giorni molti comuni tra i quali Amantea, Belvedere, Cleto, Lago, San Pietro in Amantea, Serra d’Aiello, Belmonte Calabro e Aiello Calabro potranno regolarmente conferire i loro rifiuti ad “Alli”, a Catanzaro. Nessun problema, dunque, creato a questo gruppo di comuni. Solo per un giorno la discarica chiusa catanzarese è stata loro vietata. La scorsa notte i mezzi hanno potuto conferire i rifiuti raccolti mercoledì ed oggi la raccolta riprenderà normalmente. Nessuna nuova ordinanza è, invece, pervenuta al blocco di comuni del medio tirreno cosentino, tra cui Paola, Fuscaldo, Cetraro e San Lucido. È prevedibile, però, che la stessa possa arrivare presto, magari anche oggi stesso, ed in tal senso c’è moderato ottimismo tra i sindaci. A San Lucido, poi, i responsabili del servizio di raccolta dei rifiuti assicurano che non ci saranno problemi: anche la notte passata, infatti, è stata effettuata la raccolta. Vanno molto meglio le cose nell’alto tirreno dove, ai comuni a nord di Belvedere Marittimo, l’utilizzo della discarica di Scalea è assicurato ancora per 24 giorni, per come da ordinanza commissariale. L’unico centro dell’alto tirreno che potrebbe, invece, avere problemi seri è quello di Santa Maria del Cedro che ieri non ha ricevuto l’attesa ordinanza che consentiva una proroga all’utilizzo della discarica di Catanzaro.

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sabato 15 novembre 2008

CALABRIA/REGIONE: LOIERO, DEFICIT SANITA' MASSICCIO


ASCA) - Reggio Calabria, 15 nov - Il Consiglio regionale della Calabria, sulla base di una relazione del Presidnte della Giunta, Agazio Loiero, ha svolto un articolato dibattito sul deficit del sistema sanitaro, che lo stesso Loiero ha definito ''massiccio''. Maggioranza ed opposizione si sono trovata d'accordo sulla necessita' di evitare il commisariamento da parte del governo, ma anche sulla necessita' di avere cura, sopratutto, del malato, fornendo servizi efficienti e qualificati.''Vorrei dire al presidente Loiero e alla sua Giunta - ha detto, infatti, il consigliere regionale dell'Udc, Michele Trematerra - che non si puo' solo parlare del deficit economico, relativo alla sanita', ma che si deve, per forza di cose, agire nell'interesse degli ammalati e degli operatori sanitari, abbandonati a se' stessi da burocratii, venuti da altre regioni, con la pretesa di insegnarci chissa' cosa''. ''I medici, gli infermieri, gli operatori sanitari - dice Trematerra - devono, da soli, fare fronte alle esigenze sacrosante della popolazione ammalata e devono farlo in un sistema in cui non ci sono garanzie di stabilita' per molti precari e le strutture sufficienti per rispondere alla domanda di salute Trematerra sostiene che sia '' sbagliato pensare di addossare tutte le colpe a chi governa oggi, non concedendo le attenuanti di un sistema, che e' sbagliato, ma sarebbe assurdo seguire il ragionamento di chi, sulla base solo di slogan e senza alcuna carta in mano, volesse addebitare al passato colpe e responsabilita' che sono del presente''. FONTE:ASCA.IT

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RIFIUTI: BERLUSCONI, ANCHE LAZIO E CALABRIA AL LIMITE

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato nella sua dodicesima visita a Napoli un protocollo di gestione dell'impianto termovalorizzatore di Acerra. "Non solo la Campania, ma anche altre regioni come Lazio e Calabria sono giunte a limiti tali da richiedere la costruzione di nuovi impianti" ha detto il premier. L'affido all'azienda italiana A2A della gestione dell'impianto e' stato indicata da Berlusconi come "il primo atto, il pilastro su cui si costruiranno finalmente la raccolta e lo smaltimento industriale dei rifiuti". Il primo stadio del termovalorizzatore partira' da gennaio e giungera' a compimento con il quinto stadio ad aprile. L'impianto, a regime, dovrebbe smaltire 600 tonnellate annue di rifiuti e creare energia per una citta' di un milione di abitanti. Siamo lieti che sia una societa' italiana che gestisce gia' lo smaltimento a Brescia e Milano e che ha un forte know how - ha detto il premier dopo la firma alla presenza del sottosegretario Guido Bertolaso e del presidente della A2a - Su questa societa' che e' anche quotata in Borsa, puntiamo per costruire altri impianti e speriamo che questa azienda faccia da battistrada ad altre". "Impianti cosi' avanzati - ha spiegato il premier - garantiscono che non ci sia praticamente nessun inquinamento, in piu', in un momento di crisi come questo, creano anche profitto che e' una cosa da non sottovalutare". FONTE:LAREPUBBLICA.IT

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Aiello Calabro. Interpellanza al sindaco. Opposizione “snobbata”


Scritto da s.s. - Calabria Ora 11/11/2008



AIELLO CALABRO - Il gruppo consiliare “Alleanza di Progresso per Aiello” interviene a mezzo stampa per denunciare una situazione in seno all’Ente locale divenuta ormai insostenibile.
Da diverso tempo, infatti, e per come lamentato dal movimento politico aiellese, sono state portate all’attenzione dell’amministrazione comunale in carica alcune problematiche con interrogazioni a risposta scritta. Ebbene, considerando che ad oggi, in merito, non è pervenuta ancora nessuna risposta, il gruppo consiliare ha pensato bene di sollecitare il primo cittadino, Gaspare Perri, ad intervenire. «Com’è noto - scrive il gruppo consiliare - diverso tempo fa, come è attestato dal protocollo sono state presentate due interrogazioni a risposta scritta al sindaco di Aiello Calabro, una riguardante il problema del depuratore e l’altra il problema idrico, che a tutt’ora persiste nelle frazioni di Coschi e Stragolera», ed in più si chiedevano spiegazioni in merito «ai danni riportati sull’acquedotto dall’incendio divampato in località Bocca Ceraso. Ad oggi - incalza il movimento politico - non è stata registrata nessuna risposta. Un fatto grave che disconosce il ruolo istituzionale rappresentato dall’opposizione consiliare. Non è concepibile che il primo cittadino assuma un atteggiamento antidemocratico, violando così ciò che è previsto dalla legge ». Tutto ciò premesso, con la presente il gruppo consiliare “Alleanza di Progresso per Aiello” «condanna il comportamento del primo cittadino e lo invita a rispondere nel più breve tempo possibile alle interrogazioni di cui sopra e a fare in modo che episodi del genere non si verifichino più, altrimenti saranno adottati gli opportuni e dovuti provvedimenti».

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venerdì 7 novembre 2008

Presentata una Proposta di legge degli on. Occhiuto e Tassone sul divieto di propaganda elettorale per i sospettati di associazioni mafiose


L’obiettivo del provvedimento è troncare l’intreccio delinquenza, politica e malaffare che rende, a volte, vulnerabili le Istituzioni.
Partendo da un’idea del “Centro Studi Regionale Giuseppe Lazzati”, ho pensato di proporre una disciplina adeguata per il sorvegliato speciale - quella persona sospettata di appartenere ad associazioni mafiose - che per legge, non può votare e non può essere eletta, però, può svolgere normalmente attività di propaganda elettorale. Il provvedimento, se verrà approvato dal Parlamento, impedirà a questi soggetti di svolgere propaganda elettorale, in favore o meno, di candidati e simboli, con qualsiasi mezzo, direttamente o indirettamente. Sia per il sorvegliato speciale che per il candidato coinvolto, la punizione al reato dovrebbe essere la reclusione da uno a sei anni.
L’ultimo articolo della proposta, inoltre, stabilisce che con la eventuale sentenza di condanna passata in giudicato, il Tribunale dichiara il candidato ineleggibile e, nel caso sia stato eletto, ne provoca la decadenza.
Per visionare il testo clicca qui

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CALABRIA: A RISCHIO 280 MLN FONDI UE, DONNICI CHIEDE CHIARIMENTI


ASCA) - Catanzaro, 6 nov - ''In una regione come la Calabria, afflitta da gravi problemi di disagio sociale e disoccupazione, il rischio di perdere quasi 300 milioni di euro provenienti dal Fondo sociale europeo e' una tragedia gravissima che deve assolutamente scongiurata''. Lo ha dichiarato oggi a Bruxelles l'eurodeputato Beniamino Donnici (ALDE) in relazione alla decisione della Commissione europea di sospendere il rimborso alla Regione Calabria di 276,6 milioni di euro ex FSE.''Ancora una volta, l'Amministrazione regionale calabrese dimostra una cronica inpacita' di investire ingenti risorse europee in progetti che abbiano effetive ricadute per lo sviluppo e l'occupazione. Visto l'approssimarsi della scadenza del 31 dicembre 2008, la nostra prima preoccupazione, a questo punto - dice Donnici - deve essere quella di scongiurare questa tragedia. Chiediamo, quindi, al Presidente della Regione, Agazio Loiero, la cui recente spedizione ed opera di persuasione presso la Commissione europea a Bruxelles si e' dimostrata evidentemente inefficace, di rendere note immediatamente quali misure urgenti intenda adottare per evitare il disimpegno di queste ingenti risorse''. ''Al contempo, comunque - afferma Donnici - ho deciso di presentare una interrogazione parlamentare alla Commissione europea per capire come sia stato possibile giungere a questo punto ed accertare quali siano le responsabilita' dei livelli politici ed amministrativi che hanno reso necessario una gravissima misura come la sospensione dei rimborsi, con il rischio per la nostra regione di perdere completamente quasi 280 milioni di euro destinati a promuovere l'occupazione e l'inclusione sociale''

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giovedì 6 novembre 2008

Il diesel del futuro? Da un fungo


Autore: Luigi Mango

Forse non risolverà il problema dei combustibili fossili, ma la notizia di questi giorni merita comunque una segnalazione. Il ricercatore Gary Strobel avrebbe scoperto un fungo dell’albero Ulmo (della famiglia Eucryphia cordifolia), che produce un vapore dotato di sostanze chimiche molto simili al gasolio.
La scoperta è avvenuta nella foresta pluviale della Patagonia e, secondo lo scienziato, non sarebbe nè difficile nè oneroso sfruttare questa scoperta per produrre realmente combustibile per autotrazione. Il rilascio del vapore da parte del fungo Gliocladium roseum avviene nutrendosi della cellulosa dell’albelo che lo ospita. Da una attenda analisi chimica della sostanza prodotta, si evincerebbe che oltre all’ottano, vi sono sostanze chimiche che favorirebbero una combustione migliore del diesel che conosciamo noi ed addirittura del bioetanolo prodotto dalla canna da zucchero, tanto da permettere, ipoteticamente, di utilizzare il prodotto del fungo direttamente come combustibile.
Il mico-diesel, così è stato ribattezzato dagli scienziati, grazie alla sua componente chimica ed al modo con cui viene prodotto, fa ben sperare per una piccola produzione in scala ridotta al fine di provare sul campo se realmente questa scoperta possa aiutarci a rispettare anche le nuove normative che l’Unione Europea ha fissato sull’utilizzo di biofuel ovvero: 5.75% entro il 2010 e 10% entro il 2020. Una cosiderazione in merito l’avevamo già fatta con questo blog, dove la FAO durante il convegno annuale sullo stato dell´alimentazione e dell´agricoltura fece notare che:
“Il biocarburante è un combustibile ottenuto in modo indiretto dalle biomasse: grano, mais, bietola, canna da zucchero, ecc, il problema è che per ottenerlo occorrono vati terreni agricoli convertiti a tale produzione. Questo spinge in alto il prezzo delle derrate alimentari in quanto molti terreni non sono più destinati a colture commestibili. L’altro problema è che il rapporto energetico della filiera, pare non sia così favorevole. Il tutto comunque non risolve il problema della produzione di biofuel, in quanto le quote in gioco sono irrisorie.”
Siamo ancora all’inizio con questo esperimento, pubblicheremo i risultati non appena saranno disponibili. FONTE:http://www.pctuner.net/blogwp/2008/11/il-diesel-del-futuro-da-un-fungo/

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CALABRIA/REGIONE: TREMATERRA (UDC) CHIEDE FONDO GARANZIA PER IMPRESE


(ASCA) - Reggio Calabria, 5 nov - ''Desidero ringraziare pubblicamenet il presidente Gaglioti per la bella iniziativa, messa in cantiere dalla Camera di Commercio di Cosenza, con un sostengo serio e reale alle piccole e medie imprese''. Lo afferma, in una nota, l'on. Michele Trematerra, capogruppo dell'Udc in consiglio regionale.''Il fondo di garanzia - dice Trematerra- consentira' un accesso al credito facilitato in un momento assai difficile per l'economia globale, venendo incontro alle sigenze di commercinati, artigiani e piccoli imprenditori spesso vessati dal sistema bancario. Penso che l'iniziativa della Camera di Commercio di Cosenza - dice ancora Trematerra - possa e debba essere seguita da atteggiamenti simili in tutta la Regioen Calabria da parte della Giunta Regionale, per quanto di sua competenza, e delle singole unita' camerali''. FONTE:ASCA.IT

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mercoledì 5 novembre 2008

Barack, da Chicago a New York esplode la festa


NEW YORK (5 ottobre) - Festa a Chicago nel quartier generale di Obama e in tutti gli States cvhe hanno votato democratico. La Cnn annuncia che Barack Obama è presidente degli Stati Uniti e Chicago esplode. Il network Tv è quello che per tutta la sera ha trasmesso le immagini del conteggio dei voti sui maxischermi nel parco di Chicago allestito per la festa. All'annuncio che Obama ha superato i 270 voti elettorali necessari per vincere, le centinaia di migliaia di persone che si trovano nelle strade della città sono esplose in un boato di gioia. Il reverendo Jesse Jackson, candidato afroamericano a partecipare alle primarie del 1984 e 1988 è scoppiato in lacrime. Una festa che in Italia si celebra solo per i grandi successi sportivi. Alla mezzanotte di Washington, poco dopo che la vittoria di Barack Obama era stata ufficializzata, una folla che di ora in ora è andata ingrossandosi nonostante la pioggia battente si è andata radunando di fronte alla Casa Bianca, e la capitale americana ha ritrovato per le sue strade un'allegria spontanea che non vedeva da anni. La zona della Casa Bianca, solitamente controllata in modo più che rigoroso dalla polizia, per una sera è tornata ad essere della gente: giovani, donne, bambini, anziani, bianchi, neri, ispanici, asiatici, tutti al grido di «Obama, Obama» e «Yes We Can!», ma anche «Si se Puede», con cartelli, sciarpe, magliette ad abbracciarsi tra sconosciuti e ad applaudire al cielo, nonostante la pioggia. Tutto intorno, poi, caroselli d'auto a clacson spiegati nonostante Washington non sia avvezza a manifestazioni di questo tipo, neppure quando a vincere sono i campioni di football dei Redskins. Non è abitudine della città fare caroselli. Invece, per una sera, i caroselli e i clacson hanno invaso anche la compassata capitale americana. «Vedi? Io sono qui per lui - ha detto tra le lacrime Timothy Robinson, 48 anni, impiegato presso un'azienda di materiale elettrico del Maryland, mostrando con orgoglio il sorriso un po' frastornato del figlio Jackson, 6 anni -. A quest'ora lui dovrebbe essere a dormire, ma ci tenevo fargli vedere la Casa Bianca, questa sera. Io non ho votato Obama per me, ma per lui». Come l'elettricista Robinson, così si sono radunati davanti alla Casa Bianca taxisti e panettieri, idraulici ed insegnanti, impiegati di banca e camionisti, tutti portati lì dal semplice bisogno di condividere la loro gioia in modo collettivo. Moltissimi gli studenti: «Noi non avevamo dubbi che Obama avrebbe vinto - ha detto Nicole Rendall, 22 anni, iscritta alla Georgetown University - in facoltà sono tutti con Obama, anche i repubblicani. Ma vedere tutta questa gente per strada è uno spettacolo che io qui a Washington non avevo mai visto». FONTE:ILMESSAGGERO.IT

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martedì 4 novembre 2008

4 NOVEMBRE: LA RUSSA E ALEMANNO, AL DI LA' DIVISIONI POLITICHE


ASCA) - Roma, 3 nov - Una festa che unisce tutti. Cosi' il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, insieme al sindaco di Roma, Gianni Alemanno, hanno parlato della festa del 4 novembre, presentando in Campidoglio, nel pomeriggio di oggi, le manifestazioni in programma nella Capitale. Una giornata per ricordare la fine del Prima Conflitto Mondiale, il sacrificio di chi e' morto per l'unita' nazionale, ma anche per rinnovare i rapporti che legano le Forze armate alla societa' e i militari attualmente impiegati all'estero in operazioni di pace. ''Domani - ha sottolineato il Ministro La Russa - celebriamo la fine della Prima Guerra Mondiale, cioe' il momento conclusivo di una tragedia immane, che non dovra' mai piu' ripetersi. Ma il 4 novembre e' anche la giornata delle Forze armate, che oggi sono viste in maniera diversa dagli italiani: non piu' con sospetto, come una certa cultura voleva fino a qualche anno fa, ma sono giustamente considerate presidio di sicurezza e di liberta'''. Alemanno dal canto suo ha sottolineato che il 4 novembre rappresenta ''un'occasione per rinnovare il profondo legame che unisce la realta' militare alla collettivita', all'interno di un evento dedicato alla memoria di una delle pagine piu' sofferte della nostra identita' nazionale. Grazie alla collaborazione tra Comune, Comando militare e ministero della Difesa i cittadini romani avranno la possibilita' di gettare uno sguardo al passato e al presente delle Forze armate, alle quali va il mio profondo apprezzamento per il loro contributo nel rendere ancora piu' sicura la nostra citta', il nostro Paese''.Ad illustrare, in Campidoglio, gli eventi che caratterizzeranno la celebrazione il generale Domenico Rossi, comandante militare della capitale, il quale ha ricordato che ''la giornata delle Forze armate non rappresenta solo una commemorazione, ma e' un momento di profonda coscienza e conoscenza, civica ancor prima che militare''. FONTE: ASCA.IT

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domenica 2 novembre 2008

Aiello Calabro: Raccolte firme per la reintroduzione del voto di preferenza

AIELLO CALABRO – nella giornata di domenica è stato da noi allestito in P.za Municipio un gazebo per la raccolta delle firme finalizzata alla reintroduzione del voto di preferenza presso la camera dei deputati. Alla fine della serata abbiamo potuto vantare oltre 100 firme raccolte. Un risultato importante per un centro piccolo come Aiello, che mette in evidenza come in realtà, il problema della legge elettorale è un problema molto sentito tra la gente, che vorrebbe poter scegliere, attraverso la preferenza, le persone che possano meglio rappresentarli all’interno delle istituzioni. Il mio augurio è che questa iniziativa, intrapresa dal nostro partito, possa restituire ai cittadini la facoltà di esprimere il proprio consenso a chi dimostra di impegnarsi seriamente per costruire un Paese migliore e di non essere obbligati a votare le persone che vengono imposte direttamente dai vertici dei partiti.

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Parla Talarico (Udc) dopo l'attentato: non capisco il perchè di questo grave gesto


È fortemente preoccupato Franco Talarico per l'intimidazione subita giovedì notte. Non nasconde il suo personale disagio e quello familiare. Non sa dare una spiegazione logica al gesto: due colpi di pistola sparati contro la porta di casa sua. Il consigliere non riesce a capire ed immaginare il perché, l'esecutore o il mandante. È un gesto che ha sconvolto la sua famiglia anche perché nel momento in cui è entrato in azione il pistolero erano ancora tutti svegli: moglie, figli e suocero. Secondo le prime indiscrezioni, l'ignoto intimidatore è entrato in azione alle 23.55. Ha sparato due colpi di pistola calibro 9, ad altezza d'uomo, uno ha colpito il vetro blindato del portone d'ingresso, l'altro ha centrato la struttura in ferro che lo protegge. Subito dopo avere portato a segno la missione criminale il solitario sparatore si sarebbe allontanato a bordo di un'auto. Due soli colpi secchi che hanno immediatamente creato allarme e sgomento. Talarico non era in casa, quando tutto questo è successo. Si trovava a Roma. È rientrato immediatamente in Calabria, la mattina dopo. Tante le telefonate di amici, di gente comune e di politici che gli sono arrivate, segno di grande vicinanza nei suoi confronti e della famiglia che sta vivendo ore d'apprensione. Nessuno riesce a dare una spiegazione al gesto. Ed inoltre nè Talarico nè i suoi familiari hanno mai ricevuto, dopo l'intimidazione del 2006, minacce o lettere intimidatorie che lasciassero immaginare episodi di questa gravità. Talarico è convinto nel suo intimo che l'intimidazione sia rivolta a lui, ma non sa dire perchè.
«Non credo che si possa sparare alla porta per la mia attività politica», ha commentato il consigliere e segretario regionale dell'Udc alla Gazzetta del Sud, «perchè non sono mai andato sopra le righe nello svolgere la mia funzione. Sono molto preoccupato per questo». Talarico sta comunque analizzando ogni cosa, ogni elemento che possa aiutarlo a capire. E spera che le forze dell'ordine possano fare chiarezza su questa brutta vicenda. Venerdì il segretario ha ricevuto la visita del presidente della giunta regionale Agazio Loiero. Il presidente della Regione ha ribadito che «ci troviamo davanti a un episodio molto inquietante che ha una sua singolarità rispetto al numero infinito di intimidazioni contro uomini delle istituzioni a cui purtroppo si assiste in Calabria». A Talarico il governatore ha espresso personalmente la propria solidarietà e quella della conferenza dei capigruppo del consiglio regionale, a cui poche ore prima aveva preso parte. È andato a casa di Talarico anche il sindaco Gianni Speranza. Molti i messaggi di solidarietà che gli stanno arrivando, anche quello del prefetto Sandro Calvosa che gli ha personalmente telefonato per rendersi conto della situazione. Una vicenda che ha suscitato grande scalpore nel mondo politico e non. Fino al punto che il presidente della giunta regionale Agazio Loiero ieri mattina si è premurato di porre «in forma particolarissima» la questione direttamente al prefetto. A Calvosa ha espresso l'inquietudine generale per l'intimidazione ricevuta da Talarico sollecitando un intervento a tutela del consigliere regionale. Lo stesso prefetto avrebbe giudicato inquietante l'episodio. Loiero nel dare notizia dell'incontro ha riferito che «il prefetto ha ben chiara la situazione di gravità in cui è costretto a operare il consigliere Talarico nel contesto lametino, e interverrà, non sappiamo come, per garantirgli maggiore livello di tutela». Anche perché aggiunte Loiero «c'è un clima molto brutto in giro e bisogna stare con gli occhi ben aperti. Resto convinto, altresì, che la politica debba percorrere fino in fondo la via della legalità e del buono governo, piaccia o non piaccia ai poteri occulti che si muovono nell'ombra». Un vero e proprio allarme quello di Loiero, che fa presagire l'arrivo di una scorta per Talarico a breve, non appena il Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica si riunirà in prefettura nella prossima seduta. FONTE: http://www.lameziaweb.biz/new.asp?id=8112

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sabato 1 novembre 2008

Ecco i numeri inediti del debito sanitario calabrese



Regione, nel 2007 il deficit ha raggiunto 300 milioniQuest’anno il sorpasso: a settembre registrati già 290

di Paolo Pollicheni


Advisor all’opera, gruppi di lavoro in piena attività, esperti e consulenti mobilitati, ma per avere le cifre del deficit della Sanità occorre attendere ancora almeno qualche mese. Così ha detto il presidente Agazio Loiero alla riunione della maggioranza di centrosinistra, così ha ripetuto ieri alla Conferenza dei capigruppo in Consiglio regionale. Numeri niente ma timori tantissimi: «Saranno sacrifici enormi», ripete il governatore, ma enormi quanto? Attendere per saperlo. Eppure, mentre le porte della ufficialità restano sprangate, i maggiorenti del Partito democratico si scambiano “pizzini” dove le cifre dello sfascio sono belle e stampate e sono cifre da capogiro, devastanti anche per le conseguenze politiche che si portano dietro. Eccole le cifre che tolgono il sonno: nel 2007 il conto della sanità si è chiuso con un deficit di 300 milioni di euro. A settembre del 2008 il deficit della sanità (quello contabilizzato e non quello
stimato, il che è peggio) è già attestato oltre i duecentonovanta milioni di euro, il che significa che a fine anno si sarà andati ben oltre i trecentocinquanta milioni di euro il che testimonia che la spesa continua ad essere fuori controllo. E comunque se solo negli ultimi 21 mesi il deficit della sanità ha toccato la vetta dei seicentomilioni di euro, a quanto sale il totale del debito consolidato
nel periodo 2001/2007? Questo sul piano ragionieristico che su quello politico il bilancio è ancora più malmesso. Rischia di naufragare, infatti, la linea fin qui tenuta dal centrosinistra che mira ad imputare il buco della sanità solo alla “pesante eredità” lasciata dal centrodestra. Il che è indubbiamente vero ma solo per i dati che si fermano al 2005. Adesso emerge però che anche nei
tre anni di gestione Lo Moro- Spaziante il deficit ha continuato a crescere e che addirittura nei primi nove mesi del 2008 tale deficit ha superato e battuto il record dell’anno precedente. Questi i dati che restano “riservati” e che hanno fatto sobbalzare i vertici del Partito democratico e che ora tolgono il sonno a quelli di Rifondazione comunista e Comunisti italiani, chiamati a spiegare alla “sinistrasinistra” dove stanno le belle performance che la Giunta regionale avrebbe realizzato. Da qui la spaccatura tra quanti pensano di rinviare il confronto, interno ed esterno, con quello che si appalesa come il fallimento dell’azione di governo in uno dei settori più delicati, e quanti, invece, preferiscono realizzare un chiaro ed immediato distinguo tra chi ha operato le scelte e chi invece le ha solo, come dire, ratificate. In questa partita, delicatissima, Agazio Loiero rischia di ritrovarsi isolato. Fino ad oggi ha potuto incassare il silenzio del segretario regionale del Pd Marco Minniti e l’ignavia del capogruppo regionale Nicola Adamo. Non ha potuto contare, però, sul disimpegno istituzionale di Peppe Bova. Il presidente del Consiglio regionale vuole che il dibattito sulla tragica condizione della Sanità calabrese approdi in Consiglio regionale e l’appuntamento è già fissato per il cinque novembre prossimo. In vista di tale data Loiero dovrà scegliere una strategia diversa da quella che fino ad ora ha potuto seguire, anche perché rischia di tornare con un effetto boomerang il fatto che nel chiedere, ed ottenere, mano libera su qualsiasi scelta che riguardasse il settore della sanità, il Governatore appena lo scorso anno spiegava: «Se non cambiamo in sanità e non cancelliamo la sanità indifendibile per privilegiare quella difendibile, anche di eccellenza, non ce la faremo. Non ce la faremo - ha aggiunto Loiero - come non ce l’hanno fatta fino ad adesso il Lazio, la Campania, la Sicilia, l’Abruzzo e la Liguria. Dobbiamo davvero fare opera di selezione in sanità. Cancellare tutto quello che non ci serve e che fa diventare alcune strutture obsolete e strumenti, come abbiamo avuto spesso modo di dire, di
morte e non di vita, e tenerci quello che possiamo tenerci».Anche qui, però, i ritardisi accumulano e non è più vero che la condizione della Calabria è uguale a quelladelle altre regioni in rosso. Nel girone dei dannati siamo rimasti soli in compagnia della Campania. Sicilia e Lazio hanno già incassato il primo “sì” al piano di rientro ma hanno operato robustitagli.
Da ultimo il governatore del Lazio Piero Marrazzoha ridotto da 22mila a 18mila i posti letto nella sua regione. Le Aziende sanitarie territoriali in tutto il Lazio dal primo gennaio prossimo saranno
solo tre e tra ospedali chiusi e strutture riconvertite se ne contano quasi una trentina. In Calabria di tutto questo non c’è traccia e lo stesso Piano sanitario resta fermo al palo a quasi due anni dalla
sua presentazione. Né risulta essere insediato alcun tavolo che indichi i tagli da operare, le poche iniziative in questa direzione vengono dalla buona volontà di singoli manager: qualche accorpamento a Cosenza, un piano di riordino nella Piana di Gioia Tauro. Tutto qui. Ed è assai poco dopo avere chiesto ed ottenuto mano libera nella scelta di assessore e direttore generale, mano libera nella scelta di manager e direttori amministrativi, mano libera nella scelta e nella nomina di consulenti nuovi e vecchi, mano libera anche nella restaurazione del vecchio assetto burocratico dell’Assessorato regionale, rivoluzionato appena pochi mesi prima sotto il peso di vecchie e nuove inchieste giudiziarie. E’ per tutte queste ragioni che l’appuntamento con il dibattito in Consiglio regionale assume un particolare rilievo politico. Ed è per tutte queste ragioni che diventa intrigante vedere con quale strategia ci arriverà Agazio Loiero.
I gruppi di opposizione sceglieranno la loro linea alla vigilia della seduta consiliare, certo anche loro non hanno le mani assai libere perché la trasversalità nel settore sanitario è una catena difficile da spezzare, ma certamente non saranno teneri. Quelli di maggioranza che faranno? Che farà il Partito democratico? FONTE: CALABRIAORA

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Occhiuto: “La Tav a spese del mezzogiorno”


ROMA – “Se dovesse trovare conferma quanto scritto dal quotidiano Libero circa la volontà del Governo di finanziare la realizzazione della TAV con i fondi FAS (Fondo per le aree sottoutilizzate) destinati alle aree sottoutilizzate, si confermerebbe l’atteggiamento di ostilità della maggioranza nei confronti del Mezzogiorno. A sostenerlo in una dichiarazione è l'onorevole dell’UDC Roberto Occhiuto. “Tutto ciò mentre solo qualche deputato dell’MPA protesta”. Verrebbe – prosegue Occhiuto – da chiedersi dove siano i parlamentari del PDL eletti al Sud e perché non parlino anche loro. Quello che sta accadendo ai danni del Mezzogiorno, nel silenzio della sua deputazione, dimostra quali danni possa fare una legge elettorale senza preferenze, che trasforma gli eletti in nominati e li rende più sensibili ad assecondare le esigenze di chi li ha scelti piuttosto che i bisogni del territorio che dovrebbero rappresentare”.http://www.udccalabria.it/

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