Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti che indichi dunque in modo esatto la localizzazione, l'istante e la forza dell'evento
I terremoti (dal latino terrae motus) sono vibrazioni della crosta terrestre, provocate da un'improvvisa liberazione di energia in un punto profondo della crosta terrestre; da questo punto si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche".
I terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la maggior parte causa poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti, però, può arrivare fino a qualche minuto. Le onde elastiche che si propagano durante un terremoto sono di diverso tipo e in alcuni casi possono risultare in un movimento prevalentemente orizzontale o verticale del terreno (scossa ondulatoria o sussultoria). Un terremoto può essere accompagnato da forti rumori che possono ricordare boati, rombi, tuoni, sequenze di spari, etc.; questi suoni sono dovuti al passaggio delle onde sismiche all'atmosfera e sono più intensi in vicinanza dell'epicentro. Alcuni terremoti sono causati dal movimento magmatico all'interno di un vulcano, e possono essere indicatori di una imminente eruzione. In rarissimi casi dei terremoti sono stati associati all'accumulo di grandi masse d'acqua dietro a delle dighe, come per la diga di Kariba in Zambia, Africa, e con l'iniezione o estrazione di fluidi dalla crosta terrestre (Arsenale delle Montagne Rocciose). Tali terremoti avvengono perché la resistenza della crosta terrestre può essere modificata dalla pressione del fluido. Infine, i terremoti (in senso molto ampio) possono essere il risultato della detonazione di esplosivi.Nel periodo della guerra fredda, i due blocchi studiavano i progressi nucleari del blocco contrapposto grazie all'utilizzo dei sismometri, al punto che i test nucleari (sotterranei o in atmosfera) sono stati usati sia dagli USA che dall'URSS come una sorta di comunicazione indiretta col nemico.Prevedibilità dei terremoti: a partire dall'ottocento sono state studiate le correlazioni tra le variazioni dell'altezza della falda idrica e della gravità locale, oltre che dell'emissione di radon, ma purtroppo allo stato delle conoscenze non sono ancora stati elaborati modelli che permettano di evidenziare segnali utili alla previsione di un terremoto o delle sue possibili caratteristiche, intensità e localizzazione spaziotemporale.Il terremoto ad Haicheng del 4 febbraio 1975 è stato storicamente il primo e unico terremoto previsto, ma in quel caso i segnali erano talmente intensi e regolarmente progressivi da essere incontrovertibili ed infraintendibili.La tematica in Italia è oggetto di discussioni e polemiche fuori dall'ambito scientifico, a seguito del Terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 in quanto Giampaolo Giuliani, un tecnico di laboratorio non laureato, aveva sostenuto nelle settimane precedenti l'imminenza di una disastrosa scossa che si sarebbe verificata a suo dire in marzo, a grandi linee in quella stessa regione, sulla base di aumentate emissioni di Radon utilizzando metodologie previsionali reputate non scientifiche.In un articolo pubblicato sulla rivista “Science” nel 2004, un team di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles conferma che i terremoti possono essere innescati dalle maree terrestri. Le maree, sui cui effetti gli scienziati si interrogano da oltre cent’anni, vengono prodotte dall’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole che agita e scuote le acque degli oceani, che a loro volta aumentano e abbassano la tensione sulle faglie circa due volte al giorno. “Le maree più grandi - afferma Elizabeth Cochran, principale autrice dello studio - hanno un ruolo significativo nell’innescare i terremoti. Questi si verificherebbero comunque, ma possono essere anticipati o ritardati dalle fluttuazioni dello stress dovuto alle maree”. Da tempo gli scienziati sospettavano che le maree terrestri avessero un ruolo nel meccanismo, ma nessuno era ancora riuscito a dimostrarlo a livello globale. Erano state osservate chiare correlazioni soltanto in poche occasioni e in ambienti particolari, come appena al di sotto del fondale marino o in prossimità dei vulcani. Cochran e i colleghi John Vidale e Sachiko Tanaka sono i primi ad aver considerato sia la fase sia la dimensione delle maree, calcolandone gli effetti con maggior precisione rispetto a studi precedenti. L’analisi statistica dei dati sui terremoti e sulla tensione dovuta alle maree mostra una forte correlazione a livello globale: tre quarti dei terremoti si verificano quando le dimensioni delle maree sono superiori ai due metri, in seguito allo stress che agisce sulle faglie.Rimane comunque una possibilità statistica, Giuliani afferma in un intervista su Repubblica:
“L'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno il sistema terra luna si è venuto a trovare al perielio con la luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla terra, e con il pianeta venere allineato, in fase di venere piena anch'essa vicina.”
Giuliani ripesca quindi nel cassetto di studi e teorie non ancora confermate e in un settore che non è di sua competenza non è un astrofisico né un geofisico, ben venga il contributo di un tecnico e di chi non ha competenze specifiche nel settore (i titoli accademici non sono attestati alle capacità reali, ma presunte), ma sempre nel rispetto di un rigoroso metodo scientifico per non ritornare ai tempi dell’alchimia e del sciamanesimo. Giampaolo Giuliani, si dimentica appunto iter che ogni nuova teoria scientifica deve superare per essere convalidata o smentita. Come dovrebbe funzionare un metodo scientifico.Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti che indichi dunque in modo esatto la localizzazione, l'istante e la forza dell'evento. La scienza prevede che un eventuale metodo abbia valore solo se può essere applicato sempre nello stesso modo in una serie di eventi. I grandi terremoti non si verificano spesso, e non è dunque facile capire se ogni volta sono in gioco gli stessi fattori. Non essendoci certezza dunque, i geologi preferiscono non allertare la popolazione. Di conseguenza gli enti locali non forniscono forze e risorse per una evacuazione che molto probabilmente viene fatta nel momento sbagliato. Il problema principale è che nonostante si riesca a determinare la probabilità di un evento, più difficile è azzeccarne la data. Grandi terremoti in Italia dal '900 in poi:
Messina e Reggio Calabria, Italia - magnitudo 7.2 - 28 dicembre 1908
Avezzano e Marsica, Italia - magnitudo 6,9 - 13 gennaio 1915
Mugello (Firenze) Italia - magnitudo 6,9 - 29 giugno 1919
Garfagnana e Lunigiana, Italia - magnitudo 6.5 - 7 settembre 1920
Vulture, Italia - magnitudo 6.7 - 23 luglio 1930
Belice, Italia - magnitudo 6.4 - 15 gennaio 1968
Tuscania, Italia - magnitudo 4.5 - 6 febbraio 1971
Terremoto di Ancona, Italia - più scosse da febbraio a giugno max. magnitudo 5.1 - 1972
Friuli, Italia - magnitudo 6.4 - 6 maggio 1976
Irpinia Napoli San Giuliano - Conza della Campania, Italia - magnitudo 6.9 - ore 19.28 del 23 novembre 1980
Livorno e Pisa - Due scosse di magnitudo 5.7 e 5.8.- 24 aprile1984.
Siracusa, Italia - magnitudo 5.1 - 13 dicembre 1990
Novellara, Bagnolo, Correggio (Reggio Emilia), Italia - magnitudo 5.4 - ore 11.56 del 15 ottobre 1996
Umbria e Marche, Italia - magnitudo 5.7 - ore 11.43 del 26 settembre 1997
Palermo, Italia - magnitudo 5.6 - ore 3.21 del 6 settembre 2002
Molise, San Giuliano di Puglia (CB), Italia - magnitudo 5.6 - ore 11.32 del 31 ottobre 2002
Vetto, Canossa (Reggio Emilia), Neviano degli Arduini, Traversetolo (Parma), Italia - magnitudo 5.2 - ore 16,25 del 23 dicembre 2008
L'Aquila e Abruzzo, Italia - magnitudo 5.8 - ore 3.32 del 6 aprile 2009 FONTE:TGEU
“L'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno il sistema terra luna si è venuto a trovare al perielio con la luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla terra, e con il pianeta venere allineato, in fase di venere piena anch'essa vicina.”
Giuliani ripesca quindi nel cassetto di studi e teorie non ancora confermate e in un settore che non è di sua competenza non è un astrofisico né un geofisico, ben venga il contributo di un tecnico e di chi non ha competenze specifiche nel settore (i titoli accademici non sono attestati alle capacità reali, ma presunte), ma sempre nel rispetto di un rigoroso metodo scientifico per non ritornare ai tempi dell’alchimia e del sciamanesimo. Giampaolo Giuliani, si dimentica appunto iter che ogni nuova teoria scientifica deve superare per essere convalidata o smentita. Come dovrebbe funzionare un metodo scientifico.Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti che indichi dunque in modo esatto la localizzazione, l'istante e la forza dell'evento. La scienza prevede che un eventuale metodo abbia valore solo se può essere applicato sempre nello stesso modo in una serie di eventi. I grandi terremoti non si verificano spesso, e non è dunque facile capire se ogni volta sono in gioco gli stessi fattori. Non essendoci certezza dunque, i geologi preferiscono non allertare la popolazione. Di conseguenza gli enti locali non forniscono forze e risorse per una evacuazione che molto probabilmente viene fatta nel momento sbagliato. Il problema principale è che nonostante si riesca a determinare la probabilità di un evento, più difficile è azzeccarne la data. Grandi terremoti in Italia dal '900 in poi:
Messina e Reggio Calabria, Italia - magnitudo 7.2 - 28 dicembre 1908
Avezzano e Marsica, Italia - magnitudo 6,9 - 13 gennaio 1915
Mugello (Firenze) Italia - magnitudo 6,9 - 29 giugno 1919
Garfagnana e Lunigiana, Italia - magnitudo 6.5 - 7 settembre 1920
Vulture, Italia - magnitudo 6.7 - 23 luglio 1930
Belice, Italia - magnitudo 6.4 - 15 gennaio 1968
Tuscania, Italia - magnitudo 4.5 - 6 febbraio 1971
Terremoto di Ancona, Italia - più scosse da febbraio a giugno max. magnitudo 5.1 - 1972
Friuli, Italia - magnitudo 6.4 - 6 maggio 1976
Irpinia Napoli San Giuliano - Conza della Campania, Italia - magnitudo 6.9 - ore 19.28 del 23 novembre 1980
Livorno e Pisa - Due scosse di magnitudo 5.7 e 5.8.- 24 aprile1984.
Siracusa, Italia - magnitudo 5.1 - 13 dicembre 1990
Novellara, Bagnolo, Correggio (Reggio Emilia), Italia - magnitudo 5.4 - ore 11.56 del 15 ottobre 1996
Umbria e Marche, Italia - magnitudo 5.7 - ore 11.43 del 26 settembre 1997
Palermo, Italia - magnitudo 5.6 - ore 3.21 del 6 settembre 2002
Molise, San Giuliano di Puglia (CB), Italia - magnitudo 5.6 - ore 11.32 del 31 ottobre 2002
Vetto, Canossa (Reggio Emilia), Neviano degli Arduini, Traversetolo (Parma), Italia - magnitudo 5.2 - ore 16,25 del 23 dicembre 2008
L'Aquila e Abruzzo, Italia - magnitudo 5.8 - ore 3.32 del 6 aprile 2009 FONTE:TGEU










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