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mercoledì 23 settembre 2009

navi dei veleni: si continua la politica dello struzzo da parte dei politici



DI FRANCESCO CIRILLO


Se non fosse per le associazioni ambientaliste che hanno promosso iniziative popolari e pubbliche come quella ad Aiello Calabro, Campora San Giovanni e Cetraro e per il sindaco di San Pietro in Amantea che ha convocato l’unico consiglio comunale aperto, nessuno avrebbe potuto discutere e avere informazioni su quanto sta avvenendo nei nostri territori. I cittadini partecipano alle assemblee , fanno domande, vogliono sapere dimostrano non solo timori ma anche curiosità sulle date ,sugli avvenimenti, sulle inchieste. La politica invece intorbida le acque. Abbiamo un mare di interrogazioni parlamentari e comunicati stampa che a profusione tirano in ballo governo e regione a secondo di quale partito le emana. Nella pratica nessun politico si sbilancia più di tanto e ci pensano bene a invocare una mobilitazione popolare, o uno sciopero generale. In definitiva nessuno ha le idee chiare su cosa fare e affrontare la situazione. Le associazioni ambientaliste sono le uniche che hanno le idee chiare a proposito. Le hanno sempre avute, sin dal 1995 quando presentarono un corposo dossier sulle navi a perdere nel mediterraneo al giudice della procura di reggio calabria Francesco Neri, l’unico che li prese sul serio. E quello che c’è da fare, gli ambientalisti lo hanno detto a San Pietro in Amantea inascoltati da tutti i sindaci ed istituzioni presenti le quali vorrebbero la botte piena e la moglie ubriaca. Non vogliono che l’industria del turismo venga messa in discussione, prima di tutto e dall’altra chiedono che vengano rimossi i pericoli nel mare e sulla terra. Non hanno ancora capito che il turismo è già compromesso. Era stato compromesso questa estate stessa prima del ritrovamento della nave, con la gestione della depurazione, nel non controllo degli autospurgo, nel mancato intervento lungo i fiumi e sugli scarichi abusivi. Lo hanno visto tutti la condizione del mare questa estate, che continua anche ora senza turisti e senza bagnanti e con i soli residenti. Migliaia le disdette agli alberghi, dopo il mare di luglio, migliaia le disdette a settembre per il mare di agosto. Il calo secondo le associazioni degli albergatori è stato del 20% sulla costa tirrenica e del 40% su quella ionica. Ora la botta della radioattività nel mare e nel fiume Oliva che se non risolta come si deve nei tempi giusti vorrà dire un calo enorme di presenze per il prossimo anno. Se i sindaci e la Regione Calabria non capiscono questo , continuando ad affidarsi ancora ai comunicati stampa ed agli imbarazzati silenzi dei sindaci, si corrono due rischi, quello di tenersi il danno per i prossimi dieci anni e nel contempo non avere turismo. Su questo pesa grave il silenzio dell’assessore al turismo Damiano Guagliardi. Rifondazione Comunista è al governo della regione insieme al Pdci con due importanti assessorati. Neanche da loro viene la spinta alla mobilitazione e alla dichiarazione dello stato d’emergenza, allineati al pensiero del governatore Loiero e dell’europarlamentare Pirillo che si è presentato al consiglio comunale di San Pietro in Amantea con un documento già pronto e solo da firmare. Se non si dichiara lo stato d’emergenza , come se ci fosse stato un terremoto il governo non farà mai la sua parte. Né in organizzazione facendo intervenire la protezione civile né in finanziamenti. La regione non ha soldi per un recupero della nave. Ma l’avvocato della legambiente Marcello Nardi ha dato una dritta ben precisa. Prendete i soldi delle opere pubbliche inutile o bloccate, come il porto di Diamante epr esempio e recuperate la nave. Per il megaporto di Diamante la regione ha stanziato ben 4 miliardi delle vecchie lire. Un porto inutile, devastante, inquinante e per giunta illegale. E’ fermo da anni, ci sono inchieste in corso, e la regione stessa stenta a firmare la convenzione per far partire i lavori dato l’ingarbugliarsi della situazione . Stornateli in quel senso. La popolazione vi applaudirà a vita per un operazione così diretta e coraggiosa. Ma figuriamoci se qualcuno ha di questo coraggio. Tutti si guardano bene dallo sganciarsi dalle posizioni di Loiero e pendono tutti dalle sue labbra. Insomma la politica calabrese anche in questo caso dimostra la propria inefficienza e inutilità. su IL DOMANI del 23 settembre 2009

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