SAT2000 programma MApPERO’ del 28.01.2009.
Federalismo svolta storica o salto nel buio: faccia a faccia tra dell’On.li Roberto Occhiuto e Matteo Salvini (Lega Nord).
sabato 31 gennaio 2009
Federalismo svolta storica o salto nel buio: faccia a faccia su SAT 2000 con la partecipazione dell’On. Roberto Occhiuto
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Alfano: «Al Senato votiamo sì alla mozione dell'Udc»
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Il Pd salva Cosentino
(30 gennaio 2009) FONTE: L'ESPRESSO
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venerdì 30 gennaio 2009
Se Aiello restasse isolata?
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Aiello Calabro. Parcheggio sul terreno franoso
Scritto da b.p. - Il Quotidiano della Calabria 28/01/2009
popolazione. Non poteva non generare nemmeno un intervento di natura politica che si è tradotto in una interrogazione a risposta scritta che Alleanza di Progresso ha appena rivolto al sindaco Gaspare Perri. Nel documento, l’opposi - zione consiliare chiede di sapere, in buona sostanza, se da parte dell’attuale amministrazione, in questo caso specifico, sia stato fatto tutto il possibile per non mettere a repentaglio la sicurezza e l’incolumità dei cittadini. La questione, d’altronde, era già stata sollevata un paio di anni fa nella seduta di Consiglio comunale in cui si decise la costruzione del parcheggio. In quell’occasione, ricordano i consiglieri di minoranza, AdP chiese di verificare le condizioni del terreno sul quale sarebbe dovuto sorgere il parcheggio, terreno peraltro ritenuto franoso dagli ex proprietari che si opponevano all’esproprio. Su queste premesse, AdP chiede dei chiarimenti al sindaco. In particolare i componenti del movimento politico chiedono: «cosa è stato fatto per verificare l’even - tualità di rischi di frane sul terreno dove è poi stato costruito il parcheggio?; è vero che al Comune è stata protocollata una letteradiffida sulle responsabilità di eventuali frane in località “Calvario”?; con quali fondi verranno effettuati i lavori di consolidamento del costone roccioso che è crollato?; ci sono responsabilità che possono essere addebitate alla ditta che ha eseguito i lavori?; e nel caso, così come è previsto dalla normativa vigente, cosa intende fare l’ammi - nistrazione comunale per rivalersi dei danni subiti sulla ditta che ha eseguito i lavori?”.
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domenica 25 gennaio 2009
SP51 CHIUSA DA UNA FRANA. Comune e Provinvia chiamati in causa
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lunedì 19 gennaio 2009
Appello ai "LIBERI e FORTI" di Don Luigi Sturzo. 18 gennaio 1919
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sabato 17 gennaio 2009
UNO SFORZO MAGGIORE IN COMPETENZA di Robero Occhiuto
CARO, direttore, sto seguendo con interesse e curiosità il dibattito sul futuro della Calabria che il suo giornale sta animando.Temo, però che gli apprezzabili sforzi di analisi ed i tanti positivi frammenti di un meridionalismo moderno, possano rimanere un getto d’inchiostro sulle colonne di un quotidiano.
Dimostrano, ancora una volta, che in CALABRIA ci sono delle buone idee e che esistono anche pezzi di società e di classe dirigente animati da ottime intenzioni e da condivisibili speranze, ma che le loro intenzioni e speranze rimangono, loro malgrado, relegate al livello della discussione teorica: una discussione che la politica ed il resto della società e delle classi dirigenti calabresi giudica persino apprezzabile, così come si giudica, però, un buon argomento di conversazione.
Dico questo, non certo per pessimismo, ma perché, giunti a questo punto, è indispensabile partire da una visione realistica delle cose.
Sperimento ogni giorno, nella mia funzione, i limiti di un falso bipolarismo che in Calabria costituisce le alternative di Governo solo sugli errori di che ha governato prima o sugli equilibri di Palazzo. Sono un parlamentare, che ha però anche la responsabilità di decidere a quale alleanze far partecipare il suo partito che è cosciente del fatto che il ruolo dell’UDC potrebbe essere determinante nell’assegnare la vittoria, alle prossime elezioni in Calabria, ad uno o all’altro schieramento. Eppure, le alleanze ci vengono richieste da singoli candidati, sulla base di argomenti che appartengono più al Risiko della politica cha alla prospettiva della Regione.
E’ come se non ci si rendesse ancora conto che è finita l’epoca nella quale ai gruppi dirigenti del Sud si guardava con una certa accondiscendenza. La gravità della crisi, l’impossibilità di reperire risorse per interventi anticiclici, la necessità di mantenere invariati i saldi di bilancio ed il rapporto tra deficit e Pil per non pregiudicare la collocazione dei titoli di Stato che finanziano il debito, rendendo non più tollerabili le vecchie pratiche e gli schemi tradizionale della politica meridionale.
Ai suoi dirigenti politici è richiesto uno sforzo maggiore in termini di competenza in materia di politica economica e di sviluppo locale.
O ci sarà una rottura profonda con il passato o non ci sarà futuro. Il Mezzogiorno vive la sua stagione peggiore e più difficile. La Calabria in particolare, aveva già nel 2007 un Prodotto interno lordo che diminuiva mentre cresceva nel resto del Paese, ora pagherà, insieme al resto del Mezzogiorno, il prezzo più alto della crisi.
La diminuzione del Pil nelle regioni del Sud è stimata al doppio di quella del Centro-Nord, sia per il 2008 che per il 2009. Con l’aggravante che, quando il clima economico ricomincerà ad essere più favorevole nel Paese e miglioreranno le aspettative, nel Centro-Nord, a causa del maggiore reddito disponibile per le famiglie, ci sarà potenzialmente un maggiore spazio per la ripresa dei consumi che invece sarà assente al Sud.
Peggio sarà per la Calabria, a meno che la politica non trovi il coraggio di riqualificare la spesa pubblica regionale con quelle riforme della sanità, degli enti strumentali, dell’apparato burocratico e del precariato alle quali non ha mai messo seriamente mano, e la società calabrese, nel suo insieme, dimostri realmente di voler dai suoi politici questo tipo di coraggio.
Tutto ciò mentre prendiamo atto che il Mezzogiorno non fa più opinione nella comunità nazionale ed è percepito quasi come un luogo perduto ed irrecuperabile.
Perciò, il Governo nazionale, pervaso da una cultura che predilige i sondaggi e le scelte demografiche alla responsabilità dell’azione politica può attingere alle risorse della Calabria e della Sicilia e dei fondi Fas senza che ciò sia avvertito come uno scandaloso trasferimento di risorse dal Sud al Nord del Paese.
Tra l’altro, per l’opinione pubblica, secondo me anche per quella calabrese, è giusto non finanziare il Mezzogiorno, perché tanto quelle risorse non produrrebbero sviluppo e buona politica.
Si costruisce in questo modo, uno straordinario alibi per costringere i cittadini del Mezzogiorno a pagare, per la seconda volta, le inefficienze storiche dei loro amministratori.
E’ un alibi che non dobbiamo alimentare a nostra volta, perciò è urgente che si modifichi il regime di incentivi alle imprese, privilegiando i contributi in conto interesse ed incentivando sul credito d’imposta, ma non si assuma che al Mezzogiorno non debbano più andare risorse o che i finanziamenti del Sud provochino, quasi fatalmente, corruzione e sprechi.
Anzi proprio il federalismo fiscale, ha come suo presupposto l’ampliamento della base fiscale nei territori in ritardo di sviluppo e, dunque, la spesa per investimenti nel Mezzogiorno è propedeutica a realizzare questo obbiettivo per consentire un Federalismo sostenibile nel Paese.
In sostanza, senza colmare il deficit di infrastrutture necessarie allo sviluppo del Sud, non può esserci federalismo fiscale, perché alcuni territori non sarebbero strutturalmente il grado di finanziare con i loro tributi le proprie spese.
Personalmente non giudico il Federalismo una priorità per il Paese, anzi credo che sia un rischio altissimo per il Mezzogiorno. Credo, però, che possa rappresentare anche un’opportunità per la Calabria. E non solo perché, come spesso si dice, concorrerebbe a responsabilizzare gli amministratori locali. Sono infatti convinto che gli amministratori locali si possano responsabilizzare solo modificando il meccanismo della legittimazione politica che in alcuni territori conduce a premiare elettoralmente chi distribuisce più risorse clientelari: una differenza tra il Veneto e la Calabria e che se in Veneto un direttore generale di un ‘Asl che produce 50 milioni di deficit viene rimosso e non può più svolgere la sua funzione, mentre in Calabria se lo stesso direttore generale si candidasse alle elezioni, con molta probabilità, sarebbe tra i primi eletti.
Sono del parere, invece, che il Federalismo fiscale possa essere un’opportunità per la Calabria, se una Regione meglio governata sapesse chiedere, in cambio della sua attuazione, qualcosa di realmente importante e strategico che potrebbe essere, così come hanno intelligentemente evidenziato Rubettino ed i giovani industriali, un regime di fiscalità di vantaggio per la Calabria, da conseguirsi attraverso un negozio con L’Unione Europea. A quel punto, il Governo e la Lega, pur di realizzare lo spot del federalismo, riscoprirebbero sensibilità verso i problemi della nostra regione e quindi anche un intervento così costoso diventerebbe praticabile.
Occorrerebbe,però, una coscienza comune nella politica e nella società calabrese che non sembra esserci ancora. La debolezza del tessuto economico, associata alla ineguatezza delle politiche, hanno consolidato nel Mezzogiorno una società fragile, permeabile alla violenza della criminalità organizzata; e che, poiché non ha fiducia nelle possibilità delle Istituzioni, si limita a selezionare i propri gruppi dirigenti più in ragione dei particolarismi che questi alimentano che per ciò che possono fare nell’interesse generale.
Eppure ci sono tante risorse ed intelligenze: vocazioni territoriali inespresse, la più alta percentuale di giovani laureati, una varietà di piccole associazioni e di movimenti di ispirazione cattolica a difesa della legalità.
Si tratta però di tante monadi, con le quali la politica deve avere coraggio di misurarsi in maniera innovativa, aiutandole ad organizzarsi per riaccendere la speranza nel cambiamento. Perché il Mezzogiorno la parte dell’Italia che può crescere di più e che costituisce una straordinaria opportunità per tutto il Paese. Altri Paesi in Europa, che – prima e meglio del nostro- hanno investito sui territori in deficit di sviluppo, hanno realizzato poi incrementi significativi del loro Pil. Ciò perché in un’economia globale non ci si può permettere di correre con una gamba più corta dell’altra.
A noi che svolgiamo una funzione politica, spetta la responsabilità di avvertire i rischi e le opportunità per il Paese e per la Calabria, purchè non si ritenga che ogni cosa sia possibile cambiando soltanto il colore degli amministratori. Governare la Calabria è stato difficile per il centro sinistra ( che pure aveva un diffuso tessuto di quadri dirigenti intermedi formatisi nei governi locali, nelle scuole di partito nel sindacato, nelle associazioni) e rischia di essere ancora più difficile per il centro destra di cui al momento non si conosce ne l’elaborazione teorica ne i punti di forza.
ROBERTO OCCHIUTO
DEPUTATO UDC
Fomte: quotidiano della Calabria
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venerdì 16 gennaio 2009
Una bambina che voleva dipingere la pace
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Napolitano in Calabria, a Lamezia Terme la seconda tappa
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Global Service, indagato Di Pietro jr
FONTE: LAREPUBBLICA.IT
(16 gennaio 2009)
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Etichette: DI PIETRO JUNIOR, Global Service, indagato, italia dei valori
lunedì 12 gennaio 2009
CALABRIA: TREMATTERRA (UDC), VERIFICARE SITUAZIONE DIPENDENTI ZANFINI
(Asca)
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domenica 11 gennaio 2009
Crisi,Brunetta provoca impiegati PA
"Se uno ora fa il professore, il burocrate, l'impiegato al catasto si vergogna di dire quello che fa. - ha aggiunto il ministro - Se invece dice al figlio faccio il tornitore alla Ferrari lo dice con il sorriso, con orgoglio e dignità. L'impiegato no. Io vorrei che la nostra burocrazia fosse come la Ferrari. Perché non può?''. Il ministro della Pubblica Amministrazione, nel corso del dibattito a 'Neveazzurra', ha poi osservato: "Noi dobbiamo uscire dalla crisi con un Paese diverso. Adesso che siamo in una crisi globale c'è questa grande occasione: dobbiamo instillare il senso di responsabilita con un bastone. E la carota è l'orgoglio". fonte:TGCOM
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Lavoro, un'Italia a due facce
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giovedì 8 gennaio 2009
Le case popolari di Aiello restano senza inquilini
Scritto da Bruno Pino - Il Quotidiano della Calabria 07 gen 2009
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domenica 4 gennaio 2009
L'ONOREVOLE OCCHIUTO INTERVIENE ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
LINK DIRETTO AL VIDEO:
http://video.camera.it/default.aspx?id_ODL=767&id_csm=137522&VideoType=&leg=&seduta=&dataora=&dateserial=
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giovedì 1 gennaio 2009
Campagna contro la guida in stato di ebrezza
TRATTO DA UNA STORIA VERA
Se hai coraggio guarda fino alla fine
FONTE: YOU TUBE. Autore: Antonio Finochiaro
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Ecco il segreto della leucemia "Così si attacca alla radice"
Negli ultimi decenni l'oncologia ha fatto passi importanti, trovando farmaci risolutivi per molti tumori: il problema è che in molte neoplasie questi farmaci non bastano, il tumore torna, spesso più feroce di prima. Si è scoperto che ciò dipende dal fatto che dietro milioni di cellule tumorali che le terapie spesso riescono ad uccidere, c'è, ben nascosto, un gruppetto di cellule staminali capostipiti della malattia. Queste staminali, numericamente esigue rispetto alla massa tumorale, sono il serbatoio del cancro, e sono in grado di produrre all'infinito altre cellule malate. E non rispondono ai farmaci oncologici oggi in uso: questi farmaci, infatti, sono attivi solo contro cellule in rapida riproduzione come quelle del tumore, mentre le staminali del cancro si riproducono lentamente e sfuggono alle cure. Con la scoperta italiana il cerchio si chiude. Il gruppo di Pelicci si è accorto che la lentezza con cui le staminali del cancro si riproducono è la loro salvezza anche per un altro motivo: garantisce loro più tempo per "fare la revisione" e ripartire in quarta alimentando nuovamente il tumore. La proteina P21 in pratica fa fare loro il "pit stop" durante il quale le staminali riparano il proprio Dna. Senza questa pausa le staminali pian piano accumulerebbero danni genetici, invecchierebbero e morirebbero come tutte le cellule. "La nostra scoperta - ha commentato Pelicci - definisce un metodo per eliminare le cellule staminali del cancro: bloccare i loro sistemi di riparazione del genoma. In questo modo, infatti, le cellule staminali del cancro accumuleranno danno genomico, invecchieranno e moriranno, come fanno normalmente le cellule staminali dei nostri tessuti. Nuovi farmaci che inibiscono la riparazione del Dna stanno muovendo i primi passi della sperimentazione clinica nell'uomo. Sapremo nei prossimi 5-10 anni quanto sono importanti nella cura dei tumori".
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NAPOLITANO AL PAPA, CONDIVIDO APPELLO SU LOTTA POVERTA'
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2009: i consigli del Presidente Napolitano per superare la crisi
Napolitano ha confessato ai cittadini italiani di volere parlare con franchezza e sincerità delle difficoltà che il nostro Paese, a causa della grave crisi economica, il cui inizio è avvenuto negli Usa, si troverà a fronteggiare. Per Napolitano non bisogna temere gli effetti della crisi economica e avere paura di ciò che potrà accadere.
Il governo, secondo il presidente, ha adottato le misure necessarie per garantire la stabilità del sistema finanziario e bancario italiano, il quale è più solido rispetto a quello di altri paesi. In ogni caso, la crisi può rivelarsi l'occasione per rimuovere ed eliminare le inadeguatezze e le imperfezioni presenti nel sistema economico e sociale del nostro Paese. In tal modo si potranno avere i cambiamenti necessari per garantire una più equa distribuzione della ricchezza nazionale, riducendo il divario, che recentemente è cresciuto, tra i ceti abbienti e quelli con livelli di reddito medio basso; consentire ai giovani appartenenti alle famiglie modeste di accedere ai livelli superiori della istruzione pubblica, perché vi sia maggiore mobilità sociale e più opportunità per tutti i cittadini di sviluppare i propri talenti e le proprie inclinazioni.
Il Presidente ha ricordato la condizione di grande angoscia che attanaglia i giovani precari, il cui futuro appare incerto. Inoltre ha, con grande onestà intellettuale, posto l'accento sulle difficoltà in cui si trovano i cittadini che vivono nel meridione d'Italia, il cui livello di sviluppo è inferiore a quello delle altre regioni italiane. La crisi, i cui effetti si produrranno nell'anno che sta per avere inizio, può divenire l'occasione per ridefinire le politiche economiche, in modo da creare un nuovo modello dello sviluppo, rendendolo sostenibile e compatibile con la salvaguardia dell'ambiente. Ovviamente, secondo Napolitano, essendo le cause che hanno prodotto la crisi economica di natura internazionale, è giusto e legittimo attendersi che le autorità mondiali sappiano elaborare un nuovo sistema di regole e principi, per fermare la frenesia speculativa e dar vita ad un nuovo equilibrio mondiale sul piano finanziario, che sia fondato sulla responsabilità politica e morale.
L'Italia, per superare le difficoltà economiche che si profilano all'orizzonte, deve ritrovare uno slancio nuovo, riscoprendo il senso del destino comune, capace di unire tutti i cittadini , così come è accaduto dopo la fine della seconda guerra mondiale e negli anni difficili della lotta contro il terrorismo, che minacciava la democrazia italiana.
La lotta politica nel nostro paese non deve sfociare, per il Presidente, nella dura contrapposizione tra le opposte fazioni; è fondamentale che vi sia la ripresa del dialogo tra tutte le forze politiche per varare le riforme di cui il paese ha bisogno, metodo che deve valere sia per riformare le istituzioni sia per migliorare l'amministrazione della giustizia. La gestione della pubblica amministrazione deve essere rigorosa e rispettosa della legalità ad ogni livello per difendere i diritti dei cittadini e per avere un uso oculato ed intelligente delle risorse economiche.
Nella parte finale del suo messaggio, il Capo dello Stato ha ricordato quale deve essere il ruolo del Presidente nella nostra democrazia parlamentare, così come venne concepito durante la costituente. Il presidente è tenuto a rappresentare i valori costituzionali, pregni di significati morali e ideali, ponendosi al di fuori della lotta politica, poiché deve essere una figura istituzionale capace di unire tutti i cittadini in nome dell'interesse supremo dell'Italia.
Il messaggio del Presidente, sobrio e breve, pronunciato con la consueta eleganza stilistica, è riuscito a sintetizzare i temi principali che dominano il dibattito politico italiano ed internazionale; inoltre è sembrato molto efficace, perché rivolto a infondere fiducia e speranza nel cuore degli italiani, che soffrono per le difficoltà che vive l'Italia ed il mondo in questo periodo così cupo ed incerto.
fonte: http://www.agenziaradicale.com
GIUSEPPE TALARICO
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