Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

domenica 15 marzo 2009

IPG, Cisl: la politica si assuma le responsabilità

Scritto da Cisl funzione pubblica


Sul Papa Giovanni di Serra d'Aiello la magistratura faccia chiarezza ma la politica si assuma la responsabilità di come salvare centinaia di posti di lavoro. Dichiarazione del Segretario generale e del Segretario regionale della CISL FPS Calabria Natale Pace e Walter GiampàLe vicende che attraversano il Papa Giovanni XXIII di Serra d’Aiello devono essere chiarite fino in fondo dalla Magistratura, nella quale riponiamo la nostra completa fiducia, e che deve accertare la verità sui fatti che si sono verificati nel corso di tanti anni di gestione dell’Istituto medesimo e per i quali eventualmente vanno individuati colpevoli e responsabili che certamente non sono i lavoratori della struttura Fino a quando la Magistratura non arriverà ad accertare la verità non si può pertanto sparare nel mucchio e criminalizzare indiscriminatamente tutti i lavoratori meritano rispetto e sostegno per i sacrifici e le mortificazioni che sono stati costretti a subire in tutti questi anni.Il saccheggio della struttura, avvenuto negli anni, affonda le sue radici in responsabilità generalizzate e che attengono principalmente a quanti in essa hanno svolto ruoli di gestione o di essa hanno fatto solo un serbatoio di voti.Più volte la CISL ha denunciato le difficoltà di un Istituto il cui destino sembrava già segnato dalla insensibilità politica, che, con atteggiamenti dilatori, ha solo tirato a campare quasi come se il disegno fosse proprio quello di farlo implodere nelle sue stesse disfunzioni organizzative e gestionali.I provvedimenti già adottati dalla Magistratura e l’apertura di nuove indagini non possono pertanto rappresentare un alibi o il paravento per la politica ed il governo della Regione, che ha il dovere di assicurare la coesione sociale, la tutela di servizi sanitari adeguati ed il mantenimento e la crescita dei livelli occupazionali.La Regione Calabria deve con estrema rapidità mettere in atto tutti gli interventi necessari a garantire il Lavoro a centinaia di famiglie ed un’assistenza dignitosa ai quasi trecento pazienti dell’Istituto.
Il silenzio della Regione sembra però non lasciare spazio a soluzioni che invece noi continuiamo a ricercare con determinazione per tentare di porre rimedio ad una situazione che, se non governata, può portare ad uno scontro sociale nel territorio del basso Tirreno Cosentino senza precedenti. FONTE:AMANTEA.NET

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sabato 14 marzo 2009

Misure contro la crisi: ecco gli aiuti ai precari

DI Antonio Sognorini

Ammortizzatori sociali più veloci: 20 giorni per la Cassa integrazioneRoma - Un nuovo piano da 250 milioni di euro per aiutare chi perde il lavoro. Assegni dei cassintegrati liquidati più in fretta, sussidi raddoppiati agli atipici, tra un lavoro e l’altro. Via libera a chi, senza lavoro e mentre percepisce il sussidio, trova un «lavoretto». Poi incentivi ai datori che riassumono chi ha perso il posto. Il tutto condito da un «appello alla responsabilità», pronunciato direttamente dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi e rivolto ai giovani che - spesso per colpa di corsi universitari che preparano a tutto tranne che a un impiego - non trovano una collocazione. In questo periodo, meglio che accettino quello che capita. Anche perché «nel dopo crisi - ha assicurato al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato le norme - conterà nel curriculum essersi messo in gioco, aver accettato anche un lavoro umile». Le novità saranno inserite come emendamento nella legge degli incentivi alle auto. E sono ispirate al principio del welfare to work. Sussidi, quindi, ma finalizzati a far ritrovare il lavoro. Si inizia con una drastica semplificazione e sburocratizzazione che mira a far funzionare quello che già c’è. E quindi la Cassa integrazione. «Dai 120-140 giorni che servivano per l’erogazione degli strumenti ordinari - ha spiegato il ministro Sacconi - con le misure adottate ci sarà una drastica semplificazione del procedimento per arrivare a 20-30 giorni». Cosa non da poco, tanto che anche la Cgil, ha ammesso che si tratta di un risultato «importante» anche se «parziale». Tempi, ma anche fondi: 151 milioni già dati alle regioni per finanziare i sussidi.Poi ci sono le misure per i precari. Ammortizzatori in deroga, come si dice. In altre parole viene riconosciuto anche a chi ha contratti legati ad un progetto, una forma di tutela che fino a poco tempo fa non esisteva. L’indennità di reinserimento già introdotta raddoppiata, dal 10 al 20 per cento di quanto percepito nell’anno precedente per una somma che va dai mille ai 2.600 euro. Costo: 100 milioni. Si punta poi a incentivare la riassunzione, anche dei cosiddetti atipici, con forme simili a quelle che valgono per gli ammortizzatori ordinari. In sostanza, «nel caso in cui un lavoratore venga assunto, porta con sé i sussidi del precedente periodo e così si abbatte il costo del lavoro».Chi riceve il sussidio potrà accettare dei «lavoretti». Anzi, verrà incentivato, dandogli la possibilità di essere pagato con i voucher già usati per i lavori stagionali nell’agricoltura (così verserà anche i contributi) e che stanno riscuotendo successo nel Nord Italia (nel Sud no e per questo Sacconi intensificherà l’attività degli ispettori a caccia di lavoratori in nero). Si rafforza poi l’intervento degli enti bilaterali (cioè formati da sindacati e associazioni datoriali) che soprattutto nell’artigianato erogano sussidi. Lo stato garantirà in tutti i casi un’indennità dell’80 per cento.Le novità non sono e finite. Allo studio - spiega Ivan Guizzardi, presidente della Alai Cisl - ci sono misure anche per gli interinali. Anche in questo caso forme di sussidio, che saranno allargate anche a quei lavoratori che non hanno abbastanza contributi. Quindi ai più giovani. FONTE:IL GIORNALE.IT

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CALABRIA: CURIA COSENZA, PRECISAZIONE SU VICENDA ''PAPA GIOVANNI XXIII''


ASCA) - Cosenza, 11 mar - Il vicario generale dell'Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, monsignor Leonardo Bonanno, ha emesso una nota in merito alla vicenda dell'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello (Cosenza) ''in relazione all'evolversi della situazione aministrativa e sanitaria, oltre che giudiziaria''. La Chiesa Cosentina, unitamente all'Arcivescovo Mons. Salvatore Nunnari, si legge nella nota, ''prende anzitutto atto, con sollievo e soddisfazione, del proscioglimento di mons. Giuseppe Agostino, deciso dal GIP di Paola, Eugenio Facciola'', e conferma l'assoluta estraneita' di mons.Agostino in tutta la vicenda. ''Pertanto alla sua persona si riconferma la stima e la vicinanza affettuosa dell'Arcidiocesi''. I medesimi sentimenti della Chiesa diocesana e del suo Vescovo, continua la nota, ''vanno al sacerdote don Francesco Perrone, che solo per qualche mese si e' trovato alla guida del Papa Giovanni, scagionato per non aver commesso alcun reato di ordine amministrativo inerente al suo incarico di Presidente''.''Nei giorni scorsi la Curia Cosentina aveva fortemente sostenuto l'iniziativa tra la Fondazione Papa Giovanni e la Societa' Fiorile srl, con affidamento a quest'ultima dei servizi e dei beni onde realizzare il risanamento dell'Istituto. Tale soluzione, condivisa da tutte le parti in causa, anche perche' l'ultima rimasta in campo, dopo anni di lavoro risultati vani, avrebbe dato inizio alla fase nuova per il Papa Giovanni, - spiega la nota - nel rispetto dei diritti dei ricoverati e dei lavoratori, fornendo agli enti Pubblici preposti, alla Regione Calabria e ai sindacati, le necessarie garanzie''. Purtroppo ''gli interventi di questi ultimi giorni con l'ipotizzato trasferimento degli ospiti dell'Istituto in altre strutture socio-sanitarie, ha bloccato, si spera provvisoriamente, l'iter della soluzione avviata dalla diocesi''.''La Chiesa cosentina - sottoliena la nota - ha subito un grandissimo danno morale e di immagine per colpa di chi, investito di fiducia, ha deviato dai principi evangelici che avevano invece motivato il sacerdote fondatore don Giulio Sesti-Osseo, avviando un'opera meritoria sul piano della carita' e su quello occupazionale per il vasto comprensorio del Tirreno cosentino. Con don Giulio sono meritevoli di grata memoria i tanti sacerdoti e laici che si sono prodigati, per oltre un trentennio di vita dell'Istituto, con disinteressato e generoso impegno nell'opera Papa Giovanni, credendovi fino in fondo''.''Per questo motivo l'Arcidiocesi, dichiarata nella richiesta di Rinvio a giudizio del Gip per la chiusura delle indagini 'parte lesa', ritiene un suo dovere irrinunciabile costituirsi parte civile nel procedimento penale avviato dalla Procura di Paola perche' chi ha sbagliato di fronte paghi il conto alla Giustizia e, se cristiano, renda conto alla propria coscienza ed alla Chiesa''.''La Chiesa non ha interesse a chiedere risarcimenti economici'', continua il comunicato e vuole contribuire per far emergere dal processo ''responsabilita' di chi, nelle diverse mansioni, si fosse reso colpevole dei reati imputati, se acclarati, individuando ruoli e responsabilita' di quanti saranno ritenuti colpevoli dei reati nel corso degli anni.Solo cosi' il clamore mediatico di questi giorni, certamente generico, discutibile e sproporzionato, lascera' il posto a fatti documentati e provati''.red/rg/alf
(Asca)

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Serra. Cala il silenzio sul Papa Giovanni


Scritto da Salvatore Muoio - Il Quotidiano della Calabria 13/03/2009


AMANTEA - «Ho preso atto per l'ennesima volta dell'insensibilità del Consiglio regionale della Calabria inmerito alla tragica situazione in cui versa proprio in questi giorni l'Istituto Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello ». Sono le parole che l'onorevole
Antonio Pizzini ha affermato in serata in riferimento all'assenza di riscontri alla sua richiesta di tenere con urgenza un consiglio regionale sulla vicenda drammatica dell'istituto serrese. La notizia che l'auspicato incontro dei capigruppo e dei membri dell'esecutivo regionale non ha avuto corso, è arrivata al Papa Giovanni in serata e le reazioni tra i dipendenti sono state di grande delusione e di severa critica verso la massima istituzione regionale. Ieri, peraltro, non si è tenuto neanche l'incontro tra le organizzazioni sindacali e il direttore generale dell'azienda sanitaria provinciale, Franco Petramala. Un flop di cui non si sono capite bene le motivazioni. Si trattava di un incontro durante il quale si sarebbe dovuto discutere in dettaglio del piano di ricollocazione dei dipendenti partecipato verbalmente alle parti sociali nei giorni scorsi dal direttore generale dell'Asp. Le intenzioni delle rappresentanze erano quelle di portare successivamente la bozza all'assemblea dei lavoratori per la discussione e la eventuale approvazione. Cosa che, ovviamente, non è avvenuta. In ogni caso stamattina, proprio a seguito di questo evento, le confederazioni sindacali cosentine si incontreranno per analizzare i fatti e tracciare una linea di comportamento. Intanto appare chiara, invece, la linea di condotta del presidente della Giunta regionale, Agazio Loiero, che, evidentemente, ritiene la questione del Papa Giovanni già sufficientemente definita. Non la pensano così i lavoratori e lo stesso Pizzini, che parla del caso Papa Giovanni, come il problema, in questo momento «più importante e urgente » della Calabria. «In sede di riunione assembleare - afferma - ho vivamente rivolto al presidente della Giunta, onorevole Loiero, il forte invito a discutere e trovare immediate e trasparenti soluzioni, perché oggi il Papa Giovanni è il problema che io ritengo più importante e urgente, per far ritornare a lavoro il personale già pesantemente penalizzato nelle retribuzioni non più corrisposte già da lungo tempo e per rimettere in moto un'economia locale che faceva affidamento sulla più importante azienda operante nel territorio. Il silenzio degli innocenti degenti è stato oggi pari al silenzio dell'aula. Ho evidenziato al presidente Loiero - aggiunge ancora - il diritto di sapere quali sono le risposte da dare immediatamente al dramma collettivo; ho chiesto di sapere se ritiene di far conoscere gli interventi programmati entro brevissimo tempo; ho chiesto altresì di sapere se gli ammalati ed il personale dipendente possono stare tranquilli e non avere paura del prossimo domani. La magistratura sta svolgendo egregiamente il proprio lavoro - afferma ancora - e si sappia presto dividere le persone oneste, che sono certamente la maggioranza, da quelle che eventualmente non lo sono state. Ribadisco pertanto la mia grande meraviglia per essere stato l'unico ad aver posto la necessità di un dibattito sull'argomento, e di non aver ricevuto alcun segnale in merito. Non si spiega - conclude - il silenzio assordante del presidente Loiero al momento della sua replica». Domani, infine, al Papa Giovanni sono previsti altri arrivi di troupe di reti nazionali, compresa la Rai, che dovrebbe essere presente con il format di RaiUno, “La vita in diretta”.

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domenica 8 marzo 2009

ROBERTO OCCHIUTO CANDIDATO PER LA PRESIDENZA della Provincia di Cosenza


video

Roberto Occhiuto sarà il candidato dell’Udc per la presidenza della Provincia di Cosenza. Lo ha annunciato il leader del partito, Pier Ferdinando Casini, incontrando i giornalisti nella gremitissima sala del Ridotto del Teatro Rendanoa Cosenza. Sono qui - ha esordito Casini appena giunto in aula- per presentarvi il nuovo presidente della Provincia di Cosenza,Roberto Occhiuto. Candidiamo un uomo politico di grande valore che in Parlamento ha lavorato assai bene ed è un implacabile difensore del Mezzogiorno.

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Aiello. Bando alloggi, Alleanza contro Perri


Scritto da Stefania Sapienza - Calabria Ora 3/03/2009


AIELLO CALABRO - Il gruppo consiliare denominato “Alleanza di Progresso per Aiello” ritiene «palesemente “contro il cittadino” il bando per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica» redatto dall’amministrazione
comunale di Aiello Calabro. «Sebbene il bando nella sua globalità sia conforme con quanto sancito dalla legge 32/1996 che stabilisce le norme per l’assegnazione degli alloggi - incalzano i consiglieri - contrariamente al resto dei Comuni d’Italia, codesto ente richiede ai cittadini di allegare alla domanda un certificato della Conservatoria dei registri Immobiliari e un certificato redatto da tecnico privato per attestare la consistenza dell’immobile, che comportano per il candidato all’assegnazione un esborso patrimoniale notevole». Una situazione che «va al di là dell’assurdo e che penalizza quanti intendano prendere parte al concorso». Secondo quanto sancito dalla legge non è necessario presentare in prima istanza alcun tipo di certificato. «Sembra quasi che ci troviamo di fronte a un capriccio di un’amministrazione che si definisce di sinistra ma che poi alla fine, anziché cercare di agevolare i cittadini - incalza ancora la minoranza - li costringe a spendere soldi inutilmente ». Alleanza di Progresso per Aiello, «a tutela e nell’interesse dei cittadini, » ha quindi «provveduto a sottoporre all’attenzione del sindaco Perri un’interrogazione a risposta scritta in cui si chiedono i motivi per cui l’amministrazione richiede tale documentazione anche se non è richiesta dalle legge e se questi documenti devono essere presentati da tutti gli aspiranti o solo da coloro che appartengono a particolari categorie speciali come in realtà si evince dalla lettura del bando che a nostro parere non è molto chiaro». Per ovviare a questi problemi il gruppo consiliare ha proposto al sindaco Perri di «sostituire il certificato redatto da tecnico abilitato con un attestato dell’ufficio tecnico dal quale risultino le caratteristiche dell’appartamento e di richiedere in luogo del certificato della conservatoria una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà resa ai sensi e per gli effetti di cui al dpr 445 del 28/12/2000 attestante la impossidenza di fabbricati da parte del richiedente e dei componenti del proprio nucleo familiare nell’ambito della provincia di Cosenza». «Ad avvalorare le nostre tesi - prosegue la minoranza - una recentissima sentenza del Tar Lazio la n. 8877/2008 che con riferimento alle dichiarazioni sostitutive così ha stabilito proprio in tema di alloggio pubblico: le dichiarazioni sostitutive di atto notorio hanno lo stesso valore dei certificati e pertanto la pubblica amministrazione non può ritenerle inidonee a provare quanto in esse viene dichiarato». Conclude “Alleanza di Progresso per Aiello”: «In base alla legge, le dichiarazioni in esame hanno valore equipollente a quello dei certificati e pertanto non possono essere ignorate dalla pubblica amministrazione alla quale vengono presentate – 27 ottobre 2008».

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Serra. Papa Giovanni, ore di attesa


Scritto da Stefania Sapienza - Calabria Ora 07/03/2009


SERRA AIELLO - Slitta ancora il trasferimento degli ospiti dal Papa Giovanni XXIII, che il direttore generale dell’Asp Franco Petramala aveva programmato per ieri (e, prima ancora, per l’altro ieri) in esecuzione all’ordinanza del pm Eugenio
Facciolla. L’Asp è stata fermata all’ultimo istante per ragioni di ordine pubblico, in quanto il trasferimento dovrà essere effettuato con una massiccia presenza di forze di polizia, ma delle complicate trattative fra Asp, Procura e Prefettura ci occupiamo con un servizio nelle pagine regionali. Intanto il responsabile dei commercianti di Aiello Calabro, Antonio Bruni, interviene sulla vicenda: «In queste ore forse decisive per il futuro dell’Istituto fondato da don Giulio Sesti Osseo, le iniziative solidali sono davvero tante. Non ultimo un gruppo appena nato su Facebook che si chiama “Noi figli dell’Istituto Papa Giovanni XXIII”. Tra le attestazioni di vicinanza registriamo un accorato appello da parte degli operatori economici di Aiello Calabro, cittadina che conta tantissimi lavoratori che operano presso la struttura». Bruni si rivolge a Loiero, auspicando che «il trasferimento degli ospiti in altre strutture non avvenga»: «sia per gli ospiti che ormai fanno parte del tessuto sociale di questo territorio – dice Bruni – sia per i dipendenti, perché sarebbero buttati sul lastrico, e sia per l’economia del nostro territorio, che subirebbe un vero e proprio terremoto sociale». «Caro presidente – scrive Bruni a Loiero – è ora che lei intervenga seriamente ed efficacemente su una questione che conosce benissimo e per la quale ha sempre dato garanzie. Ora è il momento di intervenire seriamente, ma con i fatti, e non con le sue belle parole che non servono a niente. Altrimenti – aggiunge ancora Bruni – lei sarà responsabile di tutte le conseguenze che possono scaturire. Perché, se si proverà a togliere gli ospiti, non solo gli esasperati dipendenti saranno disposti a fare da scudo umano, ma anche noi operatori economici del territorio ». «Mi auguro – conclude – che non se ne esca fuori con il fatto che non ci sono i fondi per sostenere l’Ipg poiché... i soldi per spostarli in altre strutture pare ci siano. Quindi, se si trasferiscono gli ospiti noi lo considereremo un vero e proprio scippo. E ci adopereremo per opporci».

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