Facciamo circolare un'idea diversa....della politica.

domenica 26 aprile 2009

Sondaggio Europee 2009


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Cominciamo a parlare di elezioni provinciali ed europee


Scritto da Staff Amantea Net



Eccovi l’elenco dei collegi della provincia di Cosenza. Cosenza avendo più di 700 mila abitanti deve avere 36 consiglieri provinciali oltre il presidente.
Per questo la provincia è stata ripartita sostanzialmente in aree territoriali ognuna delle quali ha circa 20 mila abitanti (un trentaseiesimo della popolazione totale).
Elenco dei collegi provinciali 1 - COLLEGIO DI ACRI Acri.
2 - COLLEGIO DI ALTOMONTE Acquaformosa - Altomonte - Firmo - Lungro - Malvito - Mottafollone - San Donato di Ninea - San Lorenzo del Vallo - San Sosti - Sant'Agata d'Esaro.
3 - COLLEGIO DI AMANTEA Amantea - Belmonte Calabro - Falconara Albanese - Fiumefreddo Bruzio - Longobardi.
4 - COLLEGIO DI APRIGLIANO Aprigliano - Casole Bruzio - Cellara - Figline Vegliaturo - Mangone - Pedace - Piane Crati - Pietrafitta - Serra Pedace - Trenta.
5 - COLLEGIO DI BELVEDERE MARITTIMO Belvedere Marittimo - Bonifati - Diamante - Sangineto.
6 - COLLEGIO DI BISIGNANO Bisignano - Luzzi - Santa Sofia d'Epiro.
7 - COLLEGIO DI CARIATI Campana - Cariati - Mandatoriccio - Pietrapaola - Scala Coeli - Terravecchia.
8 - COLLEGIO DI CASSANO ALLO IONIO Cassano allo Ionio - Civita - Frascineto.
9 - COLLEGIO DI CASTROLIBERO Castrolibero - Cerisano - Marano Marchesato - Marano Principato.
10 - COLLEGIO DI CASTROVILLARI Castrovillari.
11 - COLLEGIO DI CETRARO Acquappesa - Cetraro - Fuscaldo - Guardia Piemontese.
12 - COLLEGIO DI CORIGLIANO CALABRO I Corigliano Calabro ( parte)
13 - COLLEGIO DI CORIGLIANO CALABRO II Corigliano Calabro ( parte) San Cosmo Albanese - San Demetrio Corone - San Giorgio Albanese - Vaccarizzo Albanese.
14 - COLLEGIO DI COSENZA I Cosenza ( parte)
15 - COLLEGIO DI COSENZA II Cosenza ( parte)
16 - COLLEGIO DI COSENZA III Cosenza ( parte)
17 - COLLEGIO DI COSENZA IV Cosenza ( parte)
18 - COLLEGIO DI CROSIA Bocchigliero - Calopezzati - Caloveto - Cropalati - Crosia - Longobucco.
19 - COLLEGIO DI LAGO Aiello Calabro - Altilia - Belsito - Cleto - Domanico - Grimaldi - Lago - Malito - Paterno Calabro - San Pietro in Amantea - Serra d'Aiello.
20 - COLLEGIO DI MENDICINO Carolei - Dipignano - Mendicino.
21 - COLLEGIO DI MONTALTO UFFUGO Lattarico - Montalto Uffugo - Rota Greca - San Benedetto Ullano.
22 - COLLEGIO DI MORANO CALABRO Laino Borgo - Laino Castello - Morano Calabro - Mormanno - San Basile - Saracena.
23 - COLLEGIO DI PAOLA Paola - San Lucido.
24 - COLLEGIO DI RENDE I Rende ( parte) Rose - San Fili - San Vincenzo la Costa.
25 - COLLEGIO DI RENDE II ( parte) Castiglione Cosentino.
26 - COLLEGIO DI ROCCA IMPERIALE Albidona - Alessandria del Carretto - Amendolara - Canna - Castroregio - Montegiordano - Nocara - Oriolo - Rocca Imperiale - Roseto Capo Spulico.
27 - COLLEGIO DI ROGGIANO GRAVINA Roggiano Gravina - Spezzano Albanese - Tarsia - Terranova da Sibari.
28 - COLLEGIO DI ROGLIANO Bianchi - Carpanzano - Colosimi - Marzi - Panettieri - Parenti - Pedivigliano - Rogliano - Santo Stefano di Rogliano - Scigliano.
29 - COLLEGIO DI ROSSANO I Rossano ( parte) e Paludi.
30 - COLLEGIO DI ROSSANO II Rossano ( parte)
31 - COLLEGIO DI SAN GIOVANNI IN FIORE San Giovanni in Fiore.
32 - COLLEGIO DI SAN MARCO ARGENTANO Cervicati - Cerzeto - Fagnano Castello - Mongrassano - San Marco Argentano - San Martino di Finita - Santa Caterina Albanese - Torano Castello.
33 - COLLEGIO DI SANTA MARIA DEL CEDRO Buonvicino - Grisolia - Maierà - Orsomarso - Papasidero - Santa Domenica Talao - Santa Maria del Cedro - Verbicaro.
34 - COLLEGIO DI SCALEA Aieta - Praia a Mare - San Nicola Arcella - Scalea - Tortora.
35 - COLLEGIO DI SPEZZANO DELLA SILA Celico - Lappano - Rovito - San Pietro in Guarano - Spezzano della Sila - Spezzano Piccolo - Zumpano.
36 - COLLEGIO DI TREBISACCE Cerchiara di Calabria - Francavilla Marittima - Plataci - San Lorenzo Bellizzi - Trebisacce - Villapiana.

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sabato 25 aprile 2009

ROBERO OCCHIUTO CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLA PROVINCIA DI COSENZA ( prima parte)

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25 aprile, Il premier: «Pietà anche per i caduti di Salò»


Alla presenza delle massime autorità dello Stato, si è svolta all'Altare della patria a Roma la cerimonia per il 64esimo anniversario della Liberazione. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, accolto dagli applausi della folla presente, ha deposto una corona di alloro davanti alla tomba del Milite Ignoto e, sulle note del "silenzio", si è soffermato in raccoglimento per alcuni secondi. Per la prima volta ha partecipato alla cerimonia anche il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. Berlusconi: «Pietà anche per i caduti di Salò».Il premier, a margine delle celebrazioni, ha ricordato che fra partigiani e sostenitori della Repubblica di Salò «ci sono state differenze anche se la pietà deve andare a coloro che credendosi nel giusto hanno combattuto per una causa che era una causa persa». Rispondendo ad una domanda sulla proposta di legge per equiparare repubblichini e partigiani, il presidente del Consiglio ha sottolineato di non aver opinioni in merito «in quanto - ha detto - non ci ho ancora messo la testa». Franceschini: «Non si possono equiparare partigiani e repubblichini». A distanza gli ha risposto da Onna il leader del Pd Dario Franceschini. «Non si possono equiparare partigiani e repubblichini». Franceschini ha spiegato che «un conto è il rispetto umano ma non si può equiparare chi combattè dalla parte giusta e chi invece lottò per una causa tragicamente sbagliata».All'Altare della patria le più alte carchie dello Stato. Alla cerimonia all'Altare della Patria hanno preso parte, tra gli altri, il presidente del Senato Renato Schifani, il presidente della Camera Gianfranco Fini, il ministro della Difesa Ignazio La Russa, il presidente della Corte Costituzionale Francesco Amirante, il capo di Stato Maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo. Napolitano: «Il messaggio della Resistenza vive nella Costituzione». Alla vigilia del 25 aprile, il capo dello Stato ha ricordato ieri che «il messaggio della Resistenza vive nella Costituzione», nei cui valori «possono ben riconoscersi anche quanti vissero diversamente gli anni '43-'45, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti». Al termine della cerimonia all'Altare della Patria, accompagnato dal ministro La Russa, Napolitano si recherà a Migliano Montelungo, nel casertano, dove è prevista una nuova celebrazione. Berlusconi, da parte sua, celebrerà il 25 aprile ad Onna, il paesino in provincia dell'Aquila gravemente danneggiato dal terremoto, che rappresenta anche uno dei luoghi simbolo della Resistenza. fonte:ilsole24ore.com

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Cosa sono i terremoti? Come si prevedono? Quanti terremoti in Italia dal 900 ad oggi?




Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti che indichi dunque in modo esatto la localizzazione, l'istante e la forza dell'evento






I terremoti (dal latino terrae motus) sono vibrazioni della crosta terrestre, provocate da un'improvvisa liberazione di energia in un punto profondo della crosta terrestre; da questo punto si propagano in tutte le direzioni una serie di onde elastiche, dette "onde sismiche".


I terremoti si verificano ogni giorno sulla Terra, ma la maggior parte causa poco o nessun danno. La durata media di una scossa è molto al di sotto dei 30 secondi; per i terremoti più forti, però, può arrivare fino a qualche minuto. Le onde elastiche che si propagano durante un terremoto sono di diverso tipo e in alcuni casi possono risultare in un movimento prevalentemente orizzontale o verticale del terreno (scossa ondulatoria o sussultoria). Un terremoto può essere accompagnato da forti rumori che possono ricordare boati, rombi, tuoni, sequenze di spari, etc.; questi suoni sono dovuti al passaggio delle onde sismiche all'atmosfera e sono più intensi in vicinanza dell'epicentro. Alcuni terremoti sono causati dal movimento magmatico all'interno di un vulcano, e possono essere indicatori di una imminente eruzione. In rarissimi casi dei terremoti sono stati associati all'accumulo di grandi masse d'acqua dietro a delle dighe, come per la diga di Kariba in Zambia, Africa, e con l'iniezione o estrazione di fluidi dalla crosta terrestre (Arsenale delle Montagne Rocciose). Tali terremoti avvengono perché la resistenza della crosta terrestre può essere modificata dalla pressione del fluido. Infine, i terremoti (in senso molto ampio) possono essere il risultato della detonazione di esplosivi.Nel periodo della guerra fredda, i due blocchi studiavano i progressi nucleari del blocco contrapposto grazie all'utilizzo dei sismometri, al punto che i test nucleari (sotterranei o in atmosfera) sono stati usati sia dagli USA che dall'URSS come una sorta di comunicazione indiretta col nemico.Prevedibilità dei terremoti: a partire dall'ottocento sono state studiate le correlazioni tra le variazioni dell'altezza della falda idrica e della gravità locale, oltre che dell'emissione di radon, ma purtroppo allo stato delle conoscenze non sono ancora stati elaborati modelli che permettano di evidenziare segnali utili alla previsione di un terremoto o delle sue possibili caratteristiche, intensità e localizzazione spaziotemporale.Il terremoto ad Haicheng del 4 febbraio 1975 è stato storicamente il primo e unico terremoto previsto, ma in quel caso i segnali erano talmente intensi e regolarmente progressivi da essere incontrovertibili ed infraintendibili.La tematica in Italia è oggetto di discussioni e polemiche fuori dall'ambito scientifico, a seguito del Terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 in quanto Giampaolo Giuliani, un tecnico di laboratorio non laureato, aveva sostenuto nelle settimane precedenti l'imminenza di una disastrosa scossa che si sarebbe verificata a suo dire in marzo, a grandi linee in quella stessa regione, sulla base di aumentate emissioni di Radon utilizzando metodologie previsionali reputate non scientifiche.In un articolo pubblicato sulla rivista “Science” nel 2004, un team di ricercatori dell’Università della California di Los Angeles conferma che i terremoti possono essere innescati dalle maree terrestri. Le maree, sui cui effetti gli scienziati si interrogano da oltre cent’anni, vengono prodotte dall’attrazione gravitazionale della Luna e del Sole che agita e scuote le acque degli oceani, che a loro volta aumentano e abbassano la tensione sulle faglie circa due volte al giorno. “Le maree più grandi - afferma Elizabeth Cochran, principale autrice dello studio - hanno un ruolo significativo nell’innescare i terremoti. Questi si verificherebbero comunque, ma possono essere anticipati o ritardati dalle fluttuazioni dello stress dovuto alle maree”. Da tempo gli scienziati sospettavano che le maree terrestri avessero un ruolo nel meccanismo, ma nessuno era ancora riuscito a dimostrarlo a livello globale. Erano state osservate chiare correlazioni soltanto in poche occasioni e in ambienti particolari, come appena al di sotto del fondale marino o in prossimità dei vulcani. Cochran e i colleghi John Vidale e Sachiko Tanaka sono i primi ad aver considerato sia la fase sia la dimensione delle maree, calcolandone gli effetti con maggior precisione rispetto a studi precedenti. L’analisi statistica dei dati sui terremoti e sulla tensione dovuta alle maree mostra una forte correlazione a livello globale: tre quarti dei terremoti si verificano quando le dimensioni delle maree sono superiori ai due metri, in seguito allo stress che agisce sulle faglie.Rimane comunque una possibilità statistica, Giuliani afferma in un intervista su Repubblica:
“L'attività sismica è strettamente correlata alle fasi lunari. In particolare quest'anno il sistema terra luna si è venuto a trovare al perielio con la luna nello stesso periodo alla minima distanza dalla terra, e con il pianeta venere allineato, in fase di venere piena anch'essa vicina.”
Giuliani ripesca quindi nel cassetto di studi e teorie non ancora confermate e in un settore che non è di sua competenza non è un astrofisico né un geofisico, ben venga il contributo di un tecnico e di chi non ha competenze specifiche nel settore (i titoli accademici non sono attestati alle capacità reali, ma presunte), ma sempre nel rispetto di un rigoroso metodo scientifico per non ritornare ai tempi dell’alchimia e del sciamanesimo. Giampaolo Giuliani, si dimentica appunto iter che ogni nuova teoria scientifica deve superare per essere convalidata o smentita. Come dovrebbe funzionare un metodo scientifico.Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile realizzare una previsione deterministica dei terremoti che indichi dunque in modo esatto la localizzazione, l'istante e la forza dell'evento. La scienza prevede che un eventuale metodo abbia valore solo se può essere applicato sempre nello stesso modo in una serie di eventi. I grandi terremoti non si verificano spesso, e non è dunque facile capire se ogni volta sono in gioco gli stessi fattori. Non essendoci certezza dunque, i geologi preferiscono non allertare la popolazione. Di conseguenza gli enti locali non forniscono forze e risorse per una evacuazione che molto probabilmente viene fatta nel momento sbagliato. Il problema principale è che nonostante si riesca a determinare la probabilità di un evento, più difficile è azzeccarne la data. Grandi terremoti in Italia dal '900 in poi:
Messina e Reggio Calabria, Italia - magnitudo 7.2 - 28 dicembre 1908
Avezzano e Marsica, Italia - magnitudo 6,9 - 13 gennaio 1915
Mugello (Firenze) Italia - magnitudo 6,9 - 29 giugno 1919
Garfagnana e Lunigiana, Italia - magnitudo 6.5 - 7 settembre 1920
Vulture, Italia - magnitudo 6.7 - 23 luglio 1930
Belice, Italia - magnitudo 6.4 - 15 gennaio 1968
Tuscania, Italia - magnitudo 4.5 - 6 febbraio 1971
Terremoto di Ancona, Italia - più scosse da febbraio a giugno max. magnitudo 5.1 - 1972
Friuli, Italia - magnitudo 6.4 - 6 maggio 1976
Irpinia Napoli San Giuliano - Conza della Campania, Italia - magnitudo 6.9 - ore 19.28 del 23 novembre 1980
Livorno e Pisa - Due scosse di magnitudo 5.7 e 5.8.- 24 aprile1984.
Siracusa, Italia - magnitudo 5.1 - 13 dicembre 1990
Novellara, Bagnolo, Correggio (Reggio Emilia), Italia - magnitudo 5.4 - ore 11.56 del 15 ottobre 1996
Umbria e Marche, Italia - magnitudo 5.7 - ore 11.43 del 26 settembre 1997
Palermo, Italia - magnitudo 5.6 - ore 3.21 del 6 settembre 2002
Molise, San Giuliano di Puglia (CB), Italia - magnitudo 5.6 - ore 11.32 del 31 ottobre 2002
Vetto, Canossa (Reggio Emilia), Neviano degli Arduini, Traversetolo (Parma), Italia - magnitudo 5.2 - ore 16,25 del 23 dicembre 2008
L'Aquila e Abruzzo, Italia - magnitudo 5.8 - ore 3.32 del 6 aprile 2009 FONTE:TGEU

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venerdì 24 aprile 2009

BERLUSCONI, PORTO IL MONDO VICINO AL DOLORE


AGI) - Santa Margherita di Pula (CA), 24 apr. - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha deciso di spostare il G8 dalla Maddalena a L'Aquila per "portare il mondo qui vicino al dolore del terremoto". Lo ha rimarcato lo stesso premier a margine del G8 Business Summit, assicurando che comunque i lavori della Maddalena "continueranno e le infrastrutture saranno completate". "La Maddalena - ha continuato Berlusconi - avra' un centro importante per accogliere qualsiasi tipo di manifestazione di carattere internazionale, non solo vela e nautica". Il premier ha inoltre spiegato che diverse cose davano preoccupazione per lo svolgimento del summit in Sardegna come "la sicurezza e il sistema logistico che non erano state superate. Ricordo che abbiamo ereditato questa situazione dal governo precedente, poi abbiamo continuato i lavori e arriveremo al completamento totale degli stessi". Il presidente del Consiglio assicura che ci sara' "il piu' importante e completo centro di attrazione del Mediterraneo, tra l'altro potra' essere fatto li' il G8 ambiente in estate o all'inizio di settembre". Inoltre il premier ha ricordato che "a L'Aquila abbiamo la fortuna di poter disporre di una cittadella, la scuola della Guardia di finanza, assolutamente protetta dove non abbiamo problemi di sicurezza e difesa. I leader alloggeranno dentro la cittadella con 25 suite dedicate ai generali del Corpo della Guardia di finanza, ci sono spazi a iosa". Ci saranno poi anche spazi per accogliere i giornalisti che risiederanno a Roma. Ancora tra gli altri motivi che hanno spinto il governo a spostare il summit, ci sono "le tre notti di prenotazioni in Costa Smeralda - ha continuato Berlusconi - che arrivavano a interrompere le prenotazioni di luglio. Gli albergatori saranno lieti di non dover sottostare a questa requisizione". Ma il primo slancio che ha convinto Berlusconi e' stata "l'idea di portare la capitale del mondo degli otto grandi vicino alla capitale del dolore d'Italia". Tra l'altro, ha ricordato Berlusconi, alcuni di questi leader si sono offerti per la ricostruzione dei beni artistici. Infine c'era anche una preoccupazione sul fatto di utilizzare la nave: "Sarebbe stata - ha precisato il premier - una sede anche eccessivamente lussuosa, non in sintonia con il momento". Alcuni leader inoltre avevano espresso preoccupazioni sulla sicurezza della nave stessa: "Anche cio' ha contribuito alla decisione - ha concluso il premier -. Per la sicurezza dovevamo spiegare migliaia e migliaia di uomini e due sommergibili".FONTE:AGI.IT

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SANITA': LOIERO, 2, 166 MILIARDI DEBITO AGGREGATO ASL CALABRESI


AGI) - reggio calabria, 23 apr. - Ammonta a 2 miliardi e 166 milioni di euro il debito aggregato delle aziende sanitarie in Calabria. Il dato lo ha fornito il governatore Agazio Loiero nel corso della seduta di oggi del Consiglio regionale. Dato contenuto in una lunghissima relazione - un documento di ben 16 cartelle - in cui viene 'fotografata' la situazione della sanita' calabrese. I numeri piu' interessati, e naturalmente piu' attesi dai consiglieri regionali e dall'opinione pubblica, erano quelli relativi all'esatta quantificazione del deficit in questo comparto. "L'advisor K.P.M.G. - ha detto Loiero - ha rideterminato in 2 miliardi e 166 milioni di euro il debito aggregato delle aziende sanitarie, mentre la posizione finanziaria netta delle stesse e' di un miliardo e 610 milioni".Secondo quanto certificato nella riunione del tavolo tecnico del 19 marzo scorso presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze, "il disavanzo del sistema sanitario regionale per il 2008 e' di oltre 322 milioni di euro, mentre la perdita effettiva dello scorso anno sarebbe di 112 milioni". Loiero, che ha ricordato l'attivazione della 'stazione unica appaltante' anche nel settore della sanita', nella parte conclusiva della sua relazione ha evidenziato gli obiettivi del piano di rientro: "Il riordino dei sistemi informativi e dei controlli; il governo della spesa farmaceutica; la razionalizzazione delle procedure per l'acquisto di beni e servizi; il contenimento del costo del personale; il riordino della rete ospedaliera e di quella territoriale". fonte:agi.it

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EUROPEE: FRANCESCHINI, DI PIETRO NON SI CANDIDI


AGI) - Roma, 24 apr. - "Ho ricevuto ieri una lettera da Di Pietro, stavo preparando una risposta. Pensavo che fosse una lettera privata e invece l'ho trovata pubblicata su un quotidiano. Quindi gli posso rispondere pubblicamente", spiega il segretario del Pd, Dario Franceschini, che rivolge all'ex pm due appelli, "due richieste di serieta' e coerenza": il primo appello al leader dell'Idv e' "che faccia la nostra stessa scelta, faccia come in tutti i paesi europei, come fanno tutti i leader di governo e opposizione europei. Duqnue, non si candidi alle europee perche' candidarsi sapendo di essere incompatibile, sapendo di doversi dimettere il giorno dopo, e' una cosa sbagliata e non corretta nei confronti degli elettori". Una scorrettezza, ha aggiunto il segretario del Pd, "soprattutto a quanti chiedono correttezza e rigore, anche personale". Franceschini ha poi esortato Di Pietro a unirsi al Pd per "criticare duramente l'anomalia di un capo del governo che si candida, a differenza degli altri ventisei capi di governo europei, a un posto che non potra' ricoprire perche' incompatibile per legge, come lo e' per Di Pietro". FONTE:AGI.IT

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martedì 21 aprile 2009

Amantea. Benedizione di Occhiuto a Reggio area metropolitana


Scritto da SALVATORE MUOIO - Il Quotidiano della Calabria 20/04/2009


AMANTEA - «Credo che il riconoscimento dell'area metropolitana di Reggio e Messina debba essere salutata positivamente, come ogni cosa che è in grado di portare sviluppo alla nostra regione». Poche parole ma chiare quelle che l'onorevole Roberto Occhiuto ha utilizzato per commentare la querelle sulla questione, che in questi giorni vede protagonisti il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti e il governatore della Calabria, Agazio Loiero. L'occasione per rispondere a questa ed altre domande, nella mattinata di ieri, è stata quella del primo congresso della neonata sezione dell'Udc di Campora San Giovanni. Un appuntamento che ha visto seduti al tavolo della presidenza, assieme al locale segretario, Egidio Veltri, buona parte degli stati generali del partito di Casini in Calabria. Oltre al candidato presidente alla provincia di Cosenza, Roberto Occhiuto, il senatore Gino Trematerra, candidato al parlamento europeo, il capogruppo del partito in consiglio regionale Michele Trematerra, il presidente e il segretario provinciale, Gino Pagliuso e Raffaele Cesareo. Tanto quanto bastava affinchè i numerosi iscritti e simpatizzanti presenti avessero contezza del perché, ancora una volta, l'Udc ha deciso di correre da solo nelle consultazioni provinciali cosentine. «Lo abbiamo fatto - ha affermato Occhiuto - perché riteniamo che, in Calabria e a Cosenza, la destra e la sinistra hanno dimostrato di essere le due facce della stessa medaglia. Noi vogliamo rappresentare la terza via, fuori dalle alleanze utili solo per vincere le elezioni. Imporremo certamente il ballottaggio - ha poi proseguito - e tuttavia non scarto nulla. Molte volte sono partito senza il favore del pronostico e i risultati, alla fine, mi hanno dato ragione». Una questione, questa, che è stata poi ripresa dal senatore Trematerra. «Al ballottaggio sceglieremo sulla base del programma di lavoro - ha precisato. Noi crediamo debba essere stilato con celerità e contenere i nostri suggerimenti. Vedremo». Inequivocabile anche il suo obiettivo in riferimento alle consultazioni europee. «Io, sia ben chiaro - ha aggiunto - non scendo in campo per partecipare ma per vincere ». E che su tutti e due i fronti l'Unione di Centro sia pronta a dare battaglia lo si è capito dalle parole forti del presidente Gino Pagliuso, che ha parlato «di atmosfera che riporta alle campagne elettorali di un tempo, effettuate a tempo pieno e senza risparmio ». Nel corso dell'incontro non sono mancati poi riferimenti alla drammatica situazione dei lavoratori del Papa Giovanni XXIII della vicina Serra d'Aiello, che attendono i licenziamenti nei prossimi giorni dopo il trasferimento degli ammalati. «Non si può pensare di lasciare allo sbando 550 famiglie» - ha affermato Michele Trematerra . Parole di elogio e stima, infine, per i due candidati alle consultazioni provinciali dei due collegi di Amantea e Lago, Giampaolo De Luca ed Elio Filice. «Si tratta di due professionisti di valore e persone di specchiate qualità morali - ha sottolineato Raffaele Cesareo - che hanno voluto “metterci la faccia” e nel caso di Filice anche il coraggio politico per una scelta (da Forza Italia all'Udc - n.d.c.) non facile ma convinta. Non possiamo che ringraziare entrambi».

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domenica 19 aprile 2009

L'Antitrust boccia le carte prepagate "Costi troppo alti per i clienti"


ROMA - Piacciono, ma costano troppo; quindi, per il bene della concorrenza, bisogna inventarsi un'alternativa. Quale? Quella che passa attraverso l'oggetto più amato dagli italiani: il telefonino. Si parla di carte prepagate: lo strumento comincia a farsi strada nella testa e nel portafoglio dei consumatori, in genere piuttosto restii ad abbandonare il contante. Da qualche anno a questa parte però, un po' per la comodità dello strumento, un po' per la maggiore necessità di controllare le spese, il pagamento elettronico con "prepagata" sta prendendo velocemente piede (i tassi medi di crescita sono di oltre il 70 per cento l'anno). Banche e poste si sono lanciate sul business e l'offerta oggi è alta e varia: fra "ricaricabili" e "usa e getta" alla fine del 2007 c'erano in giro quasi sei milioni di tesserine.


Ma c'è un problema, avverte l'Antitrust dopo aver concluso una indagine conoscitiva in materia: il costo del servizio è ancora troppo alto. La sola commissione di ricarica, per esempio, può costare anche 5 euro e alla fine dell'anno il consumatore - fra commissioni varie - può spenderne fino a 117 euro. Considerato il potenziale di sviluppo dello strumento e gli inviti da più parte fatti sulla necessità di abbandonare il contante (anche a scopo di controllo anti evasione), il Garante della concorrenza ritiene che sia ora di "allargare" il mercato. Come? La strada, afferma, è già pronta: basta far sì che anche gli operatori telefonici, con i loro 80 milioni di carte già vendute all'anno, possano offrire tale servizio. Tanto più che dal 2007, grazie alla riforma Bersani, le prepagate telefoniche hanno dovuto eliminare i costi di ricarica e garantire la piena rimborsabilità del credito.

Le "tesserine" ora usate solo per il cellulare - suggerisce l'Antitrust - potrebbero coprire altre piccole spese: dal supermercato, al biglietto del treno, all'abbonamento autobus. Anche la strada normativa per arrivare all'obiettivo è già avvita: dal primo novembre di quest'anno dovrebbe entrare in vigore la cosiddetta "Psd" (payment service directive) direttiva che consentirebbe l'ingresso di nuovi operatori nel sistema dei pagamenti. L'idea di allargare alla telefonia il mercato delle prepagate piace molto alle associazioni di consumatori: Adusbef e Federconsumatori ritengono che con un intervento del genere il costo della ricarica medio potrebbe scendere fino ad 1 euro, se non a 50 centesimi. Pure per Codacons la battaglia è giusta, ma allo stesso tempo, precisa, bisogna anche eliminare le commissioni sui prelievi. Probabilmente la soluzione indicata dall'Antiturst piacerà un po' meno a banche e Poste (che da sola, con la Postpay lanciata nel 2003, detiene il 60% del mercato), ma va detto che il settore - grazie soprattutto allo sviluppo di Internet - è destinato a crescite vertiginose. L'Italia, infatti, se messa al confronto con gli Usa e gli altri paesi europei, resta un "mercato giovane" (la prima prepagata è stata emessa nel 2001 dalla Popolare di Lodi) che deve fare ancora molta strada. Una maggiore concorrenza nel settore - con conseguente riduzione dei costi - secondo il Garante potrebbe aiutare l'Italia a "recuperare il gap con gli altri paesi nella diffusione della moneta elettronica". "A fronte di una media dell'area euro di circa 55 operazioni procapite effettuate con carte di pagamento e di 154 effettuate negli Stati Uniti, in Italia - si legge nel rapporto - si registrano solo 21 operazioni". Tagliare i costi aiuterebbe il processo. FONTE.REPUBBLICA.IT

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Crisi, Tremonti: "La paura è finita"


Il ministro cita Obama: «Segnali di speranza, il peggio è alle spalle». Sacconi alle imprese: non licenziate




ROMALa paura di un crollo delle Borse, di un’apocalisse dell’economia «è finità». L’incubo degli incubi è passato. E anche se siamo ancora in una fase di «incognita», la gente ha iniziato a tirare un sospiro di sollievo. Citando Obama, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, rassicura: ci sono segnali di speranza, il peggio della crisi forse è ormai alle spalle. E di inversione di tendenza parla anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. Su quando si uscirà dalla crisi Tremonti non ha un’idicazione precisa ma, parlando nel corso della trasmissione In mezz’ora, sottolinea che «il rischio di un’apocalisse finanziaria si sta riducendo. In America nessuno più pensa a un fallimento globale, perchè sono intervenuti i governi e lo stesso nell’Est Europa e nell’Est asiatico. La paura di un crollo delle Borse e della finanza mi sembra finita e la gente ha tirato un respiro di sollievo perchè è finito l’incubo degli incubi». «Siamo ancora in una situazione di incognita», ha tuttavia precisato Tremonti, secondo cui «sicuramente è finita la paura dell’apocalisse. È rallentata la caduta, dall’autunno in poi, del traffico e del commercio che è la nostra ricchezza. Guardiamo al futuro con qualche speranza». Come ha detto Obama.Per il ministro del Welfare, Sacconi ci sono le condizioni per un «cauto ottimismo». «Se si considera per la prima volta dopo mesi la crescita del 3,5% degli ordini dall’estero - ha proseguito Sacconi - e se si considerano gli andamenti dei noli, i segnali positivi che provengono perfino dall’acquisto dei beni durevoli oltre alla più generale percezione che il mercato finanziario globale stia superando le maggiori preoccupazioni d’instabilita». Sacconi rivolge poi un appello «a tutte le imprese, per una vera e propria, libera e responsabile, moratoria ai licenziamenti». Il ministro del Welfare, ha ricordato che lo Stato ha messo a disposizione «ingenti risorse per proteggere il reddito nei casi in cui l’attività lavorativa viene sospesa e quindi permane vivo il rapporto di lavoro». «Di fronte alla caduta della domanda - ha aggiunto Sacconi - le imprese possono mantenere il rapporto di lavoro, anche se sono costrette a ridurre la produzione e quindi l’attività lavorativa. Senza dimenticare la possibilità che la minore attività lavorativa venga spalmata su più persone attraverso i contratti di solidarietà». Questo, ha osservato Sacconi, garantisce «coesione sociale e, allo stesso tempo, la capacità della nostra base produttiva di ripartire tempestivamente, nel momento in cui si dovesse determinare una ripresa della domanda». Il ministro del Welfare ha ricordato che l’Italia sta già governando le conseguenze della crisi sull’occupazione «con una minore propensione al licenziamento degli altri Paesi». La moratoria dei licenziamenti, richiesta dal ministro e sostenuta dalle risorse messe in campo da Stato e regioni «appare dunque - prosegue una nota - come la via più utile e saggia da seguire in attesa della ripresa». fonte: lastampa.it

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Italia attacca, Malta viola regole Ue


di Fabrizio Finzi


ROMA - Primo round a Malta, ma combattimento ancora aperto con prevedibili strascichi polemici tra Roma e La Valletta e danni di immagine sia per Italia sia per Malta. Si è chiusa così, con il governo italiano che a denti stretti ha accettato di accogliere gli immigranti della nave Pinar, una giornata nervosa che ha visto una serrata triangolazione diplomatica tra Roma, Bruxelles e la piccola capitale maltese. L'Italia le ha provate tutte per convincere i maltesi ad accogliere i 140 immigranti da quattro giorni ospitati sulla nave Pinar nel canale di Sicilia, oggi mosso da un mare forza 4. Ha esercitato forti pressioni prima sulle autorità maltesi che non si sono mosse di un millimetro dalle loro posizioni; quindi, sulla Commissione europea affinché intervenisse sulle autorità dell'isola mediterranea. Lentamente, e dopo giorni di assoluto silenzio, la Commissione si è mossa, attraverso il suo presidente José Manuel Durao Barroso che ha sentito prima il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, quindi il premier maltese Lawrence Gonzi. Ma niente, Malta rimaneva irremovibile sulla sua decisione: quei 140 sfortunati non sarebbero mai entrati in territorio maltese. "L'Italia è uno dei Paesi fondatori dell'Europa, non poteva aspettare oltre mentre il mondo sgomento assisteva alle immagine di una nave ferma nel cuore del Mediterraneo piena di esseri umani, molti dei quali ammalati", ha spiegato una fonte diplomatica facendo ben capire che troppa era la differenza tra l'Italia e Malta per portare avanti ancora un testa a testa imbarazzante. Ma durissima è stata la reazione diplomatica dell'Italia: "Il Governo maltese non ha assecondato una richiesta anche europea, addirittura del presidente della Commissione Barroso, di rispettare le regole sulla ricerca ed il soccorso in mare che affidavano a Malta la responsabilità di accogliere nel loro Paese questi immigrati", ha detto in serata il ministro degli Esteri Franco Frattini confermando che l'Italia ha ceduto solo per "ragioni umanitarie" e che avrebbe ufficialmente posto il problema all'Europa durante la prossima riunione dei ministri degli Esteri della Ue. A conferma dell'irritazione italiana, una nota della Farnesina ha sottolineato come il ministro degli Interni Roberto Maroni stia "già predisponendo un dettagliato dossier sul caso" che sarà portato "alla diretta attenzione della Commissione Europea". L'incidente, come si vede, non è chiuso e Roma insiste nel denunciare il fatto che sia stato solo il Governo di Malta a "non rispettare le regole sulla ricerca ed il soccorso in mare". La bella stagione che avanza, poi, contribuirà a creare nuovi casi di competenza marittima sull'accoglienza degli immigrati. Un problema gravissimo, sia per l'Italia, sia per la piccola isola mediterranea. FONTE:ANSA.IT

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venerdì 17 aprile 2009

Nessuno ha strappato il manifesto del vicino


In vista delle elezioni politiche del 7 giugno 2009 a Tripoli in Libano ferve la campagna elettorale.A vedere le dimensioni dei manifesti dei candidati sui balconi degli edifici, si può dedurre lo scarso effetto di una qualche improbabile forma di regolamentazione. Quello che però va sottolineato è che molte persone sembrano avere avuto il coraggio di proclamare liberamente la loro preferenza politica e che nessuno ha strappato il manifesto del vicino.Un bel passo in avanti di un paese lacerato e violento come il paese del cedro. La speranza è che questo duri anche dopo il 7 giugno. (fonte lefigaro.fr) GPS

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L'intervento di Roberto Occhiuto parte 2 di 2. Candidato alla Presidenza della Provincia di Cosenza

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Case popolari: IL COMUNE TACE




DI: BRUNO PINO


Fonte: il Quotidiano della Calabria






Sull'interrogazione di Alleanza di Progresso per Aiello, avente per oggetto il bando di concorso per l'assegnazione degli alloggi Aterp di Patricello, l'Amministrazione comunale - a più di un mese di distanza - tace.A sottolineare il fatto è lo stesso movimento di opposizione che aveva già bollato il bando elaborato dall'ente comunale come «palesemente contro il cittadino». E a dimostrazione di ciò, AdP ribadisce che - in basa alla legge in materia di edilizia residenziale pubblica - alcuni certificati da allegare in prima istanza alla domanda (per esempio, il certificato della Conservatoria dei Registri Immobiliari, nda) non erano necessari, e pure costosi per le tasche dei richiedenti.Come si ricorderà, l'opposizione consiliare aveva preso posizione a tutela e nell'interesse dei cittadini, rivolgendo una interrogazione al sindaco Perri per conoscere i motivi di quella scelta «assurda», adottatata - fa notare AdP - solo dal comune di Aiello Calabro. Ora, nel documento che ci ha inviato l'opposizione, viene fortemente stigmatizzata la mancata risposta all'interrogazione. Un fatto che - fanno notare i consiglieri di minoranza - viola quanto sancito nel testo unico degli enti locali secondo cui il Sindaco ha l'obbligo di rispondere alle interrogazioni entro trenta giorni dalla data di presentazione.«Non è la prima volta purtroppo - chiosano - che il primo cittadino assume questo atteggiamento antidemocratico, disconoscendo il ruolo istituzionale dell'opposizione consiliare e offendendo il lavoro di chi da tempo conduce una battaglia di civiltà prima ancora che politica, ponendosi in difesa delle classi più deboli della popolazione. Non condividiamo questo modo di fare politica - aggiungono - e condanniamo questi atteggiamenti assunti nei nostri confronti e nei confronti di tutta la comunità. Invitiamo nuovamente il Sindaco Perri a rispondere come dovere all'interrogazione e a far in modo che episodi del genere non si verifichino più».

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giovedì 16 aprile 2009

Terremoto, Casini: «Sulla ricostruzione l'Udc appoggerà il governo»


«No a sottrarre il 5 per mille al volontariato perchè penalizzarlo è una follia»


Di: Antonino Marsala



«L'Udc in Parlamento darà una mano al governo sulla ricostruzione dell'Abruzzo». E' questa la posizione del leader dell'Unione di centro, Pierferdinando Casini, che però precisa: «Le parole non bastano e siamo convinti che il governo debba mettere in atto misure concrete. Abbiamo proposto un prelievo sui redditi alti a partire da quelli dei parlamentari, l'emissione di obbligazioni da parte delle Regioni, e l'impegno nella ricostruzione delle fondazioni bancarie». Casini ha anche ribadito la sua contrarietà alla proposta di sottrarre il cinque per mille al volontariato «perchè penalizzarlo è una follia». Pierferdinando Casini ha confermato che «l'Udc in Parlamento darà una mano al governo sulla ricostruzione dell'Abruzzo». «Vogliamo - prosegue Casini- aiutare le popolazioni colpite dal terremoto e riteniamo che le distinzioni politiche in questo momento rischino di apparire patetiche e ridicole». «Le parole - ha aggiunto il leader dell'Udc - non bastano e siamo convinti che il governo debba mettere in atto misure concrete. Abbiamo proposto un prelievo sui redditi alti a partire da quelli dei parlamentari, l'emissione di obbligazioni da parte delle Regioni, e l'impegno nella ricostruzione delle fondazioni bancarie». Pier Ferdinando Casini ha infine sottolineato che a suo avviso bisogna intervenire sui «paradisi fiscali per destinare quella quota di evasione alla ricostruzione». «Del resto questo tema - ha concluso - non lo abbiamo posto noi, ma l'ha fatto Obama nella riunione del G20».
Casini ha anche ribadito la sua contrarietà alla proposta di sottrarre il cinque per mille al volontariato «perchè penalizzarlo è una follia». Quanto al ponte sullo Stretto, il leader dell'Udc ha detto di non voler «aprire una guerra ideologica pro o contro: ovvio che costerà tanto ricostruire l'Abruzzo e pertanto non solo in ordine al ponte, ma anche su tante altre opere bisognerà decidere la priorità. In questo momento - ha concluso l'ex presidente della Camera - l'Abruzzo deve avere delle solidarietà soprattutto nella destinazione delle risorse». Fonte:http://www.agenziami.it/articolo/3403/Terremoto+Casini+Sulla+ricostruzione+l+Udc+appoggera+il+governo/

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martedì 14 aprile 2009

Terremoto: scossa di magnitudo 3. 3 nel Cosentino


Non si segnalano danni a persone e cose

ANSA) - COSENZA, 13 APR - Un terremoto di magnitudo 3.3 e' stato avvertito alle 13:39 in provincia di Cosenza. L'epicentro e' stato localizzato tra i comuni di Acri, San Cosmo Albanese, San Demetrio Corone, San Giorgio Albanese, Santa Sofia d'Epiro e Vaccarizzo Albanese. Non sono segnalati al momento danni a persone o cose. L'evento sismico, che e' stato avvertito anche a Cosenza, e' stato registrato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanonologia.

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lunedì 13 aprile 2009

Il Sistema Elettorale Provinciale ( come si vota)


Si vota con il sistema maggioritario per il presidente della provincia: chi ottiene oltre il 50% dei voti risulta subito eletto. Ogni candidato alla presidenza è collegato con uno o più gruppi di candidati al consiglio provinciale.
Se nessun candidato ottiene più del 50% dei voti, i due più votati se la vedono faccia a faccia due settimane dopo in un turno di ballottaggio
All'eventuale ballottaggio risulta eletto il candidato con più voti
Per i consiglieri provinciali si usa un sistema uninominale corretto: la provincia è divisa in diversi collegi e in ogni collegio ogni gruppo presenta un solo candidato che può collegarsi con candidati del suo gruppo in altri collegi o raggrupparsi in alleanze di diversi gruppi per sostenere un candidato alla presidenza. I seggi si attribuiscono con un complicato sistema di quozienti, calcolato sulla base dei voti complessivi ottenuti da ciascun gruppo di candidati.
I gruppi di candidati collegati al presidente risultato eletto ha diritto almeno al 60% dei seggi in consiglio.

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SMS a favore delle vittime del terremoto in Abruzzo


L'iniziativa nasce per raccogliere fondi a favore della popolazione dell'Abruzzo gravemente colpita dal terremoto d'intesa con il Dipartimento della Protezione Civile.- Ogni SMS inviato contribuirà con 1 euro- Chiamando invece lo stesso numero da rete fissa si doneranno 2 euro

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